Anna Camposampiero, 15 ottobre 2010
Incontro con Luther Castillo, membro del Frente Nacional de Resistencia Popular, giovane medico garifuna formatosi a CUBA, fondatore e attuale coordinatore dell'Ospedale Comunitario Garifuna de Ciriboya, che l'anno scorso, a 2 mesi dal colpo di stato, è stato chiuso dalle forze del governo di Micheletti, per il suo carattere innovativo e per la sua visione di sanità sociale.
Il 28 giugno 2009 in Honduras è stato messo in atto quello che è stato definito il colpo di stato del XXI secolo: sotto l'ipocrita definizione di "sostituzione costituzionale", il presidente costituzionalmente eletto Manuel Zelaya è stato sequestrato in piena notte da un commando militare ed espulso dal paese.
Il congresso ha quindi nominato al suo posto la terza carica dello Stato, Roberto Micheletti, presto ribattezzato Pinocheletti per la durezza della repressione messa in atto contro il popolo honduregno che ha reagito al golpe costituendosi nel FNRP (Frente Nacional de Resistencia Popular) mettendo in atto una resistenza pacifica fin dal primo giorno: le forze democratiche e progressiste, uomini, donne, giovani e anziani si sono ritrovati e riconosciuti nelle piazze di tutto il paese. Le realtà che compongono il FNRP sono attive da tempo.
Il FNRP è una formazione molto particolare e trasversale che mantiene uniti gruppi con ideologie molto diverse: ne fa parte il Bloque Popular, nato nel 2000 per contrastare la firma del CAFTA (Centro America Free Trade Agreement), diverse organizzazioni di contadini, operai, organizzazioni per la difesa dei consumatori, studenti; inoltre, include circa 150 organizzazioni nazionali che appartengono al Coordinamento Nazionale di resistenza popolare, nato nel 2003 come movimento di pressione popolare.
Quello che il FNRP ha difeso durante il governo de facto di Micheletti era il processo di cambiamento avviato da Zelaya sotto la pressione dei movimenti popolari, mentre chiedeva il ripristino di un vero ordine costituzionale.
La difesa di quel processo è all'origine anche del non-riconoscimento delle successive elezioni farsa svoltesi il 29 novembre 2009, caratterizzate dal clima di violenza e totalmente militarizzate, con cui è stato eletto Porfirio Lobo Sosa, sconfitto proprio da Zelaya nel 2005. Queste votazioni sono state riconosciute unicamente da chi ha interessi nella regione, Stati Uniti in primis.
Oggi il governo di Porfirio Lobo sta mettendo in atto uno dei progetti neoliberisti più aggressivi degli ultimi tempi: con la Ley Reguladora del Regimen de Partecipacion Publico Privada apre alla privatizzazione dei servizi pubblici; viene respinta la richiesta di elevare il salario minimo; è stato lanciato un Plan Nacional Solidario de Empleos Anticrisis che di fatto autorizza le violazioni alla legge nazionale, alla Costituzione, agli accordi dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), spianando la strada al concetto di lavoro a termine che, come ben sappiamo anche noi, porterà precarietà e miseria alla maggior parte della popolazione.
Un processo di liberalizzazione selvaggia che riguarda non solo i servizi pubblici, i diritti dei lavoratori e l'educazione, ma anche le reali ricchezze dell'Honduras: le sue risorse naturali.
Il FNRP - oggi costituitosi come soggetto politico con Manuel Zelaya come coordinatore nazionale - ha continuato a mobilitarsi incessantemente: in occasione del primo anniversario del colpo di stato è stata installata una Commissione di Verità e giustizia alternativa a quella governativa che in realtà è finalizzata a garantire l'impunità per gli autori del colpo di stato e dei crimini commessi ancora oggi.
I dati del VI rapporto del Comité de Familiares de Detenidos Desaparecidos en Honduras (COFADEH), del marzo 2010, sono illuminanti: si parla di più di 1.000 violazioni ai Diritti Umani - in un periodo in cui si suppone sia stata ripristinata la democrazia mentre l'attuale governo cerca di dimostrarsi pulito di fronte alla comunità internazionale per ottenere flussi economici - e ci sono 12 giornalisti assassinati. Inoltre il COFADEH ha le prove dell'esistenza di squadroni della morte.
A metà settembre la nomina di Manuel Zelaya come deputato del Parlacen (il Parlamento Centroamericano), rappresenta non solo un riconoscimento politico del suo status di mandatario, ma apre anche la strada a un suo possibile ritorno nel paese. Attualmente la Corte Suprema honduregna ha un'inchiesta aperta contro Zelaya, ma l'incarico come deputato gli concede l'immunità diplomatica, in conformità con l'articolo 27 del Trattato Costitutivo del Parlacen.
E più di recente: l'appello del FNRP e dei sindacati operai per realizzare il primo blocco totale delle attività lavorative l'8 settembre ha generato una mobilitazione massiccia.
Il 17 settembre il FNRP ha convocato una conferenza stampa presso la sede del Sindacato dei Lavoratori dell'Industria delle Bevande e Simili (STYBIS) per presentare 1.342.876 firme di honduregni e honduregne raccolte per richiedere a gran voce un'Assemblea Costituente per rifondare il paese. Su una popolazione di circa 7 milioni e mezzo di abitanti è un successo innegabile, e su queste basi il FNRP ha chiesto a Lobo di tenere conto della volontà popolare e avviare un dialogo politico.
La coordinatrice generale del Consiglio Civico delle Organizzazioni Popolari ed Indigene dell'Honduras (COPINH), componente del FNRP, Bertha Caceres, ha proposto di inviare una copia delle firme alle organizzazioni internazionali per smascherare questo governo che non è altro che la continuazione del colpo di stato.
A dispetto dell'immagine di riconciliazione che l'attuale governo vuole mostrare a livello internazionale, intanto che Hilary Clinton perora la causa di Lobo affinché il paese "dove è stato ripristinato l'ordine democratico" venga riammesso nell'OSA (Organizzazione degli Stati Americani), l'Honduras continua a vivere le tragiche sequele del colpo di stato.
Mentre la resistenza si consolida come forza politica propositiva la comunità internazionale continua a mantenersi cieca e sorda di fronte alla grave situazione di ingovernabilità e conflittualità sociale che si vive nel paese.
La cecità della Unione Europea si manifesta nel fatto che non ci sono stati cambiamenti sostanziali nei propri programmi di cooperazione con il paese: è particolarmente inquietante il proseguo del Programma di Appoggio al Settore della Sicurezza (PASS) che prevede un contributo di 44 milioni di Euro, il cui scopo principale è il rafforzamento della capacità investigativa delle forze di polizia, oggi uno tra i settori responsabili delle violazioni dei diritti umani nel paese.
Oggi più che mai poi è necessario non abbassare l'attenzione: il 4 novembre 2010 il paese Honduras dovrà sottoporsi per la prima volta all'Esame Periodico Universale (EPU) del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite a Ginevra, che ha il compito di valutare il rispetto e l'adempimento degli obblighi internazionali con rispetto al diritto internazionale umanitario.
In Honduras, a partire dall'aprile di quest'anno, si è costituito il Grupo strategico EPU-Honduras, formato da varie realtà tra cui l'Associazione dei Giudici per la Democrazia, il Collettivo delle Donne di Honduras (CODEMUH), il Frente degli Avvocati in Resistenza. Il Grupo si recherà a Ginevra in occasione dell'Esame presentando un documento da loro elaborato dal titolo "Principali preoccupazioni sulla situazione dei Diritti Umani in Honduras - periodo 2006-2010" .
L'appoggio e la solidarietà alla resistenza honduregna, sia nel continente latinoamericano che in Europa, non sono mancati fin dall'attuazione del colpo di stato. Sono molte le realtà che in Europa cercano di informare su quello che succede nel paese.
Riteniamo che l'Honduras ci riguardi. E non solo per gli investimenti che l'Italia e le multinazionali italiane hanno nel paese: ci riferiamo all'Astaldi, con il mega-progetto turistico "Los Micos beach & resort centre", lungo la costa caraibica dell'Honduras, nella zona che per un paio d'anni è stata il teatro del reality show l'"Isola dei famosi", che mostrando il bel mare della Bahia preparava i teleutenti italiani ai viaggi nei nuovi villaggi vacanza in costruzione nella regione; all'umbra Colacem, parte del gruppo Colaiacovo a cui fa riferimento il Goldlake Group, che controlla la Five Stars Mining (in un gioco di scatole cinesi che rende più difficile identificare le responsabilità) che opera nel dipartimento di Olancho, nella miniera di Agalteca, in conflitto con la comunità indigena; oppure al recente accordo con il governo italiano per il finanziamento di lavori di ampliamento della diga Nacaome, pari a un importo di 27 milioni di Euro (di cui 24 come prestiti).
L'Honduras ci riguarda perché l'attacco al processo di cambiamento in corso nel paese è una risposta alle alternative che si sta cercando di portare avanti nella regione, è un attacco ai movimenti sociali, alla democrazia, alla volontà popolare.
In Honduras, oggi come nel Cile del 1973, si sta portando avanti un laboratorio per applicare le politiche neoliberiste in maniera ancora più aggressiva, nella logica che stiamo vivendo per cui non si mette in discussione un modello che si è dimostrato fallimentare, ma si rafforzano le stesse misure che ne hanno generato la crisi.
L'Honduras ci riguarda perché rappresenta un pezzo importante nella lotta contro il capitalismo, il patriarcato e il neoliberismo.
E per quello che sta accadendo anche da noi, pensiamo solo alle recenti dichiarazioni del Ministro Tremonti al Meeting di Comunione e Liberazione in cui ha affermato che la sicurezza sul lavoro è un lusso e che il resto del mondo va in un'altra direzione che non possiamo non seguire (quella honduregna?), potremmo apprendere molto dal popolo honduregno.
Per dar seguito al lavoro fatto fino ad oggi, per metà ottobre è stato organizzato un tour in Europa di Luther Castillo, rappresentante del FNRP. Luther è un giovane medico garifuna formatosi a Cuba, fondatore e attuale coordinatore dell'Ospedale Comunitario Garifuna de Ciriboya, che l'anno scorso, a 2 mesi dal colpo di stato, è stato attaccato e chiuso dalle forze repressive del governo di fatto di Micheletti, per il suo carattere innovativo e per la sua visione di sanità sociale.
L'invito a Luther Castillo è partito dal CICA (Collettivo Italia Centro America), ed è stato prontamente raccolto dalle organizzazioni che in Italia seguono la questione honduregna e appoggiano la resistenza.
Nel tour organizzato in Europa, che prevede incontri in Spagna, Germania, Svizzera e Italia, Luther, oltre a parlare della congiuntura attuale nel paese e del FNRP, parlerà anche della lotta del popolo Garifuna per la conquista del diritto alla salute e la difesa dell'Ospedale sopraccitato.
Nel milanese verranno realizzati 4 incontri con Luther Castillo promossi da Cica, Circolo Arci Anomaliae, Cs Baraonda, Cs Cantiere, Italia-Nicaragua, Rifondazione Comunista, Selvas.org, Sos Fornace. (17 ottobre: Cs Baraonda - Segrate, 19 ottobre Circolo Arci Anomaliae - Cinisello, 20 ottobre Cs Cantiere - Milano, 22 ottobre Sos Fornace - Rho)
Per consultare le date del tour di Luther Castillo:
http://www.puchica.org/giraluther.html
Per maggiori informazioni sul Frente Nacional de Resistencia Popular:
www.resistenciahonduras.net
Per maggiori informazioni sull'Ospedale Popolare Garifuna:
http://www.primerhospitalgarifuna.blogspot.com/