Il blocco, la vera catastrofe

Dichiarazione sulla strumentalizzazione politica dell’uragano “Irma” contro Cuba

“Irma”, uno degli uragani più potenti degli ultimi quaranta anni, ha colpito una serie di isole dei Caraibi, parti importanti di Cuba e dello stato nordamericano della Florida.

Gli uragani sono fenomeni naturali, ma l’effetto catastrofico per coloro che sono colpiti è dovuto in gran misura a circostanze sociali e internazionali. Nei paesi del cosiddetto Terzo Mondo, le catastrofi naturali vengono esacerbate dagli equilibri di potere e dalle condizioni d’ingiustizia già esistenti a livello internazionale.

Cuba è conosciuta, sia internamente che esternamente, per la sua grande “potenzialità di solidarietà”, sempre e ovunque, ma soprattutto, in caso di catastrofi naturali, nonostante le marcate condizioni avverse imposte da altri stati. Da più di mezzo secolo, Cuba è sottoposta un ferreo blocco economico e finanziario e commerciale da parte degli Stati Uniti d’America, blocco che viene condannato ogni anno, dal 1992, dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite  e denunciato come una violazione del diritto internazionale. Nonostante il supposto avvicinamento dei due paesi, la politica del blocco sotto il presidente Obama non è stata modificata nella sua essenza.

Nei precedenti casi di devastazione di un uragano a Cuba, i presidenti statunitensi hanno temporaneamente attenuato il blocco per consentire la fornitura di medicinali, cibo e materiali da costruzione. L’attuale presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, invece, proprio durante la furia devastatrice di “Irma”, ha annunciato che il blocco sarebbe stato ulteriormente rafforzato.

I governi del mondo, compresi quelli dei paesi europei, votano da anni alle nazioni Unite contro questa politica di aggressione statunitense, ma in quasi sempre senza dar seguito ad azioni concrete. Alla luce della catastrofe attuale, è giunto il momento di tacciare il blocco per quello che è veramente: una violazione flagrante del diritto internazionale. La comunità internazionale deve finalmente trarre conclusioni concrete.

Il blocco degli Stati Uniti contro Cuba non rappresenta un problema bilaterale. Ha un impatto mondiale e colpisce non solo i cittadini cubani, ma anche organizzazioni di aiuto, imprese, cittadini e governi al di fuori di Cuba e degli Stati Uniti. Nel contesto dell’uragano Irma, centinaia di migliaia di euro sono già stati donati alla popolazione cubana colpita dall’uragano. Ma anche queste iniziative da parte di organizzazioni non governative europee sono influenzate dal blocco imposto dagli Stati Uniti. Così, per esempio, la banca olandese ING si è rifiutata di effettuare trasferimenti di denaro a un’organizzazione tedesca, solo perché vi era la causale “Cuba”, temendo misure punitive degli Stati Uniti. Anche in Svizzera abbiamo regolarmente situazioni analoghe! Le istituzioni bancarie interessate partecipano quindi alla violazione dei diritti umani e del diritto internazionale. Basta con questo servilismo, che è anche in contrasto la legge europea!

Noi chiediamo ai governi dei nostri paesi:

  • l’imposizione di sanzioni nei confronti di istituzioni bancarie che si rifiutano di effettuare trasferimenti di denaro a Cuba, in particolare in caso di catastrofe

  • la fornitura immediata di materiale umanitario a Cuba

  • un impegno chiaro contro la politica violativa dei diritti umani perpetrata dal blocco degli Stati Uniti d’America

Noi chiediamo all’amministrazione statunitense:

  • la possibilità di consegna immediata, dagli Stati Uniti a Cuba, di prodotti urgenti di prima necessità

  • la cessazione del blocco internazionale contro Cuba

  • la fine dell’interferenza negli affari interni di Cuba

Giù le mani dal diritto all‘autodeterminazione del popolo cubano!

Primi firmatari:

Società di amicizia BRD-Cuba

Associazione Svizzera-Cuba

Cuba-Si Germania

ALBASUIZA Svizzera

 

Sostenitori:

 

 

Invitiamo gruppi e organizzazioni a sostenere questa dichiarazione!

 

Contatto:

info@fgbrdkuba.de

Associazione di Amicizia BRD-Kuba e.V.

Maybachstr. 159

50670 Köln

Germany

Tel.: +49-221-24 05 120

Fax: +49-221-60 60 080

Pubblicato in Attualità, Blocco, Cuba, Internazionale, Svizzera

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