25 aprile 1974. 48 anni fa la Rivoluzione dei garofani in Portogallo (+VIDEO)

Nonostante la successiva mediatizzazione del processo da parte della CIA, il 25 aprile 1974 è passato alla storia come un passo a favore della democrazia e della decolonizzazione.

Fonte:  
Traduzione e aggiunte: GFJ

Otelo Saraiva de Carvalho in visita a Cuba, con Fidel Castro. L'Avana, luglio 1974

Il 24 aprile 1974 i militari portoghesi progressisti e anticolonialisti scatenarono un movimento che terminò con il rovesciamento del regime fascista, membro della NATO e afro-coloniale che governava il paese. Nonostante la successiva mediatizzazione del processo da parte della CIA, il 25 aprile 1974 è passato alla storia come un passo a favore della democrazia e della decolonizzazione. “Capitani d’aprile” è un film ispirato a quegli eventi.

Guarda il film

Nel luglio 1975, Otelo Saraiva de Carvalho, uno dei leader della Rivoluzione dell’aprile del 1974 in Portogallo e uno dei leader più importanti del Movimento Rivoluzionario delle Forze Armate Portoghesi visitò Cuba e partecipò all’atto centrale del 26 luglio insieme al Comandante Fidel Castro.

 

Avanti compagno, avanti…!

 

di Pável Blanco Cabrera
Membro del Comitato Centrale del PCP
Fonte: www.resistenze.org

Il 25 aprile del 1974 il popolo portoghese sconfisse la lunga notte della dittatura fascista con una rivoluzione popolare; nel farlo, e conquistando la libertà, diede anche un contributo alla decolonizzazione dell’Africa.

Un movimento interno alle forze armate, che si opponeva alla guerra coloniale in Angola, Mozambico e Capo Verde, alleato con la classe operaia, spazzò rapidamente via 40 anni di repressione. Le condizioni di miseria in cui si trovava il popolo lavoratore costringevano approssimativamente il 15% della popolazione all’emigrazione.

In questa Rivoluzione fu determinante il Partito Comunista Portoghese, un partito eroico, riconosciuto da tutti come quello della resistenza antifascista, con molti martiri e prigionieri politici; fra questi Álvaro Cunhal, il suo principale dirigente ed uno dei leggendari comunisti del mondo, fu catturato e riuscì ad evadere da una delle prigioni di massima sicurezza del fascismo.

Il Partito Comunista Portoghese  (vedi anche: https://www.facebook.com/pcp.pt/ ndr) è un partito esemplare, un partito rivoluzionario della classe operaia che ha saputo affermare ad ogni passo la propria identità comunista e sviluppare creativamente il Marxismo-Leninismo. Un partito di massa e di quadri, costantemente legati al movimento sindacale, sociale, studentesco e culturale. Il suo organo centrale “Avante” giocò un ruolo di articolazione, organizzazione e sempre di combattimento; la dittatura non riuscì mai ad impedirne la circolazione, giacché il lavoro clandestino dei militanti comunisti era sorprendente.

Il PCP costruì su coerenti posizioni di principio un processo unitario, che coinvolse i militari e tutti gli antifascisti in un programma nazionale ed internazionalista che includeva la conquista dei diritti sociali e delle libertà democratiche, l’abolizione dei corpi repressivi come la PIDE, la liberazione dei prigionieri politici, il ritiro militare delle colonie, e naturalmente la loro indipendenza, la convocazione di libere elezioni, la creazione di un’Assemblea Costituente. Il compito dei comunisti consisteva nell’unire, organizzare e lottare.

Il movimento che andava costruendosi aveva come base principale la classe operaia che, nelle commissioni di fabbrica o popolari, seppe scendere in piazza organizzata e seppe combattere.

Senza partecipazione non c’è rivoluzione“, mi commentò Miguel Urbano, un dirigente del Partito Comunista Portoghese che in quegli anni fu Direttore de “O Diario” e che affrontò nei tribunali vari processi per aver esercitato la libertà di stampa. Sicuramente quello fu uno degli elementi che caratterizzò la Rivoluzione dei Garofani, in cui la classe operaia, i lavoratori, il popolo divennero protagonisti ed affrontarono con successo i complotti controrivoluzionari.

Durante la conferenza di Aprile di 10 (oggi sono 28, ndr) anni fa, nel 20° anniversario della Rivoluzione liberatrice, Álvaro Cunhal diceva: “La Rivoluzione di Aprile ha portato numerosi insegnamenti e lezioni che arricchiranno le nostre analisi, stimoleranno sviluppi teorici creativi, permetteranno interpretazioni e risposte corrette ad un mondo in evoluzione e consentiranno definizioni più rigorose dei nostri obiettivi e del nostro Programma.”

30 anni dopo, il governo neoliberale sta cercando di eliminare le conquiste sociali e politiche della Rivoluzione. Non potendo occultare l’anniversario, ha cercato di pervertirlo, deformarlo, smorzarne i toni, deideologizzarlo, lanciando una campagna pubblicitaria in cui sostituiva la parola “Revolución“ con “Evolución”. Immediatamente i comunisti rimisero la “R” mancante, la “R” di “Revolución” ed in ciò sicuramente si evidenzia la continuità del processo.

Il futuro delle rivoluzioni sociali, che solo possono essere quelle socialiste, sta negli strumenti della classe operaia. Molti partiti rivoluzionari entrarono in crisi e sbiadirono i loro colori. Il popolo portoghese conta sul suo strumento, conta sul Partito Comunista Portoghese.

 

 

Pubblicato in Attualità, Cuba, Internazionale

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