Come si esporta la democrazia

Bisognerebbe piuttosto ricordare le contraddizioni storiche della “democrazia” occidentale e guardare con spirito critico, ma anche con più rispetto ed un atteggiamento costruttivo, e non aggressivo, alle esperienze maturate storicamente in altri paesi come la Libia, il Vietnam, Cuba, l’Algeria, la Repubblica Popolare Democratica coreana, la Cina, e molti altri paesi nel mondo.

di Vincenzo Brandi
3 dicembre 2021

L'ex premier inglese che, con Bush, inventò la guerra contro l'Iraq e porta la responsabilità di 500 mila morti, dispensa lezioni e conferenze sulla pace e sull'islam moderato. Senza vergogna.

Negli ultimi 30 anni, dopo il crollo dell’Unione Sovietica e la cancellazione del Patto di Varsavia, vi sono stati innumerevoli tentativi dei paesi ricchi dell’Occidente di “esportare la democrazia” anche con interventi militari, in uno spirito ed in un contesto che però appare più neo-coloniale ed imperialista, che dettato da reali presunte motivazioni “umanitarie”.

È sotto gli occhi di tutti il tragico fallimento di queste politiche in Afghanistan, paese tormentato dai paesi della NATO con decine di anni di guerra e poi riconsegnato nelle mani dei fanatici Talebani islamici. Sorte analoga ha subito la Libia, una volta – ai bei tempi di Gheddafi – il paese a più alto tenore di vita dell’Africa, poi fatto a pezzi con la guerra del 2011, quando la NATO corse in aiuto di gruppi di ribelli islamici fanatici che avevano tentato di scalzare il regime laico di Gheddafi. La rivolta era sul punto di essere spenta in pochi giorni, quando intervennero i bombardamenti massicci della Nato che distrussero la Libia. Oggi il paese è diviso in fazioni armate, ed almeno nella sua parte occidentale e meridionale è percorso da bande armate tribali ed islamiche che controllano singole città e quartieri. Su ordine degli stati europei e dell’ONU, si dovrebbero tenere in Libia prossime elezioni, non si sa quanto “libere”. Intanto per eliminare il candidato che probabilmente avrebbe raccolto un gran numero di consensi dei cittadini nostalgici dei tempi felici di Gheddafi – e cioè lo stesso figlio di Mohamed Gheddafi, Saif – si è pensato bene di far intervenire il solito compiacente Tribunale dell’Aja che ha posto Saif fuori gioco accusandolo dei soliti “crimini contro l’umanità”.

UN GUERRAFONDAIO, PREMIO NOBEL PER LA PACE

Anche la Siria è stata tormentata per 10 anni da bande di fanatici islamici, che facevano capo ai Fratelli Musulmani, ad Al Qaida, e allo Stato Islamico, foraggiate sia dai paesi occidentali che dai loro alleati, le monarchie reazionarie del Golfo Arabico, come l’Arabia Saudita, il Qatar e gli Emirati Arabi uniti. L’Iraq, che ai tempi di Saddam era il paese più ricco e potente del Medio Oriente, è stato fatto a pezzi con due guerre devastanti ed un’invasione militare, seguita poi da un ritiro improvviso che ha favorito lo Stato Islamico e la secessione della zona curda. Il Sudan è stato diviso in due pezzi, foraggiando i ribelli armati del Sud-Sudan. In Ucraina sono state foraggiate dai servizi segreti statunitensi e tedeschi le bande di destra che hanno attuato il colpo di stato di Piazza Maidan contro il governo legittimo eletto con regolari elezioni. Oggi il paese è governato da una coalizione che comprende partiti apertamente nazisti ed è coinvolto in una guerra civile contro le proprie stesse regioni dell’Est che non hanno accettato il nuovo regime. Sembra che lo scopo delle potenze occidentali, ed in particolare degli Stati Uniti, sia quello di fare terra bruciata là dove erano presenti realtà indipendenti e sovrane che si stavano sviluppando.

Un altro paese nel mirino è la Bielorussia, paese sottoposto a sanzioni ed accusato di strumentalizzare i migranti che premono alla frontiera con la Polonia. Mentre la Bielorussia ha potuto provare di assistere i migranti che vogliono entrare nell’Unione Europea, fornendo cibo, indumenti pesanti, assistenza medica e rifugi coperti in collaborazione con la Croce Rossa, l’Organizzazione per i Rifugiati dell’Onu e varie organizzazioni locali ( vedi nota 1), la Polonia ha elevato muri e schierato l’esercito. Ipocrita appare l’atteggiamento dell’Unione Europea, che dopo aver condannato Ungheria e Croazia per episodi simili, e dopo non aver minimamente assistito Grecia ed Italia che ricevono decine di migliaia di migranti che traversano il Mediterraneo ed il Mar Egeo su barconi, invece si schiera a fianco della Polonia. Intanto per le strade delle città polacche sfilano cortei di formazioni ultranazionaliste o apertamente naziste che incitano alla guerra con la Bielorussia.

Si potrebbero fare molti altri esempi, ma qui si vuole fare una considerazione molto più generale sul carattere storico ed anche sui limiti della cosiddetta “democrazia” occidentale di stampo liberale, regime che non può essere imposto impunemente, e spesso ipocritamente con intenti imperialisti e neo-coloniali mascherati. La “democrazia” fu inventata dai Greci antichi e significa semplicemente che comanda il “demos” (ovvero la massa della borghesia e dei lavoratori liberi) e non gli aristocratici, mentre era esclusa la massa dei lavoratori immigrati (“meteci”) e degli schiavi. Luciano Canfora, che ha scritto una pregevole opera sulla “democrazia”, ricordava argutamente che la famosa democrazia ateniese godeva della “protezione” di un grande aristocratico come Pericle, e poi del nipote Alcibiade. A Roma il partito democratico (detto dei “populares”) ebbe per capi Caio Mario, Giulio Cesare e Catilina, non proprio dei personaggi democratici.

Relativamente al mondo moderno, il compianto filosofo Domenico Losurdo, autore di una pregevole “Controstoria del Liberalismo”, ricordava le contraddizioni del liberalismo occidentale.

Il grande filosofo liberale del ‘600 John Locke (un filosofo che personalmente apprezzo molto per il suo pensiero analitico e razionale sul problema della conoscenza) ha rivendicato tutte le libertà liberal-democratiche. Però da queste libertà dovevano essere esclusi i Cattolici, gli atei, il popolo basso e gli schiavi africani, con il cui commercio si arricchiva lo stesso Locke proprietario di azioni di una compagnia che trafficava in schiavi. Losurdo ricordava le contraddizioni dello stesso Thomas Jefferson, estensore della Costituzione Americana di fine ‘700 dove si parla di libertà e diritto alla felicità. Peccato che lo stesso Jefferson fosse un grande proprietario padrone di schiavi e fece inserire nella costituzione un codicillo che permetteva la schiavitù (per fortuna oggi eliminato). Nell’800 i grandi liberali inglesi incoraggiavano il sistema parlamentare all’interno, ma si lanciavano in grandi imprese coloniali ed imperialiste all’esterno, imponendo anche con due guerre ai Cinesi di comprare l’oppio prodotto in India. Oggi in Italia i parlamentari sono eletti su precise indicazioni di quelli che Di Battista chiamava i “capi-bastone” dei partiti e devono votare su precise indicazioni degli stessi “capi-bastone” se non vogliono perdere il posto alle successive elezioni.


Insomma bisognerebbe ricordare le contraddizioni storiche della “democrazia” occidentale e guardare con spirito critico, ma anche con più rispetto ed un atteggiamento costruttivo, e non aggressivo, alle esperienze maturate storicamente in altri paesi come la Libia, il Vietnam, Cuba, l’Algeria, la Repubblica Popolare Democratica coreana, la Cina, e molti altri paesi nel mondo.

Note :

1. https://www.lantidiplomatico.it/datanews-minsk_non_la_bielorussia_ma_lue_che_sta_strumentalizzando_i_migranti/5694_44073

Pubblicato in Attualità, Cuba, Cultura, Internazionale

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