“Con molte mani stiamo spingendo un paese”. Miguel Barnet

Con molte mani stiamo spingendo un paese, quello che vogliamo, quello che Carlos Manuel de Céspedes, José Martí e Fidel ci hanno lasciato, afferma il poeta cubano, narratore, saggista ed etnologo Miguel Barnet, una figura di spicco nella cultura cubana

Granma offre ai suoi lettori la poesia di Miguel Barnet “Spingendo un paese”
Autore:
  internet@granma.cu
Traduzione in italiano di Federico Jauch
16 maggio 2020

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Miguel Barnet

Spingendo un paese. Di Miguel Barnet
(traduzione)

Sono io quello che va in giro

Spingendo un  paese

Non è una fantasia, è vero,

Ho passato la mia vita a spingere

un paese

Con grosse pietre sul mio cammino

e le mie scarpe giganti

Ho spinto lentamente un

paese

Contro i grandi venti

e la notte che scricchiola nei suoi

cardini,

contro la mancanza di ossigeno

e i cattivi presagi

Ho fatto l’indicibile per spingere

un paese

Ma ci sono molte altre cose da

fare

come amare al buio,

Senza pareti certamente,

o trebbiare il riso giornaliero

al sapore di coleottero,

o limare le unghie davanti a uno

specchio di mercurio,

o giocare a palla

con i bambini strabici del quartiere

Quindi perdonatemi se non ascolto

le lamentele dei miei contemporanei

Non posso fare nient’altro

che continuare a spingere un paese.

 


Notte all’Avana. Foto: Federico Jauch


Empujando un país
(versione originale di Miguel Barnet)

Yo soy el que anda por ahí

empujando un país

No es una fantasía, es cierto,

me he pasado la vida empujando
un país

Con grandes piedras del camino

y mis zapatos gigantes

he ido poco a poco empujando un
país

Contra los grandes vientos

y la noche que chirría en sus
goznes,

contra la falta de oxígeno

y los malos presagios

he hecho lo indecible por empujar
un país

Pero hay muchas otras cosas que
hacer

como amar en lo oscuro,

sin paredes por cierto,

o desgranar el arroz cotidiano
con sabor a coleópteros,

o limarse las uñas frente a un
espejo de azogue,

o jugar a la pelota

con los niños estrábicos del barrio

Así que perdonen si no escucho

las quejas de mis contemporáneos

Yo no puedo hacer otra cosa

que seguir empujando un país.

Pubblicato in Attualità, Cuba

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