Cuba, che invidia della tua democrazia, della tua stella solitaria! (+ VIDEO)

“Democrazia, democrazia, quanti crimini si commettono in tuo nome”, dobbiamo ripetere oggi parafrasando quanto esclamò sulla libertà la celebre Madame Roland ai piedi della ghigliottina. Sì, la democrazia, come ogni altra questione umana, presenta una distanza tra i principi e gli obiettivi che vengono proclamati su di essa e la realtà.

Oggi, nella società dell’informazione e della conoscenza, circolano così tanti studi, saggi, definizioni, con diversi gradi di rigore nella loro formulazione e comprensione, e insieme a questo, migliaia di articoli, note informative, testi sui social network, che trattano in modo diverso il concetto di democrazia. Non pochi sono coloro che si soffermano banalmente su due o tre stereotipi, cercando di naturalizzare un modello riduzionista della loro comprensione. Forse è giunto il momento in cui è più importante formarsi un proprio criterio a partire da concetti chiaramente formulati.

Il fatto che esista sulla carta, in una legge, nella Costituzione stessa, dove viene codificato un ideale positivo del funzionamento della democrazia, non significa che essa sia garantita nella pratica. In ogni fase del processo sociale, attraverso dissimili interpretazioni, interessi, comportamenti umani e situazioni complesse, questo ideale può essere minacciato. Da qui l’importanza dell’educazione civica, della formazione di una cittadinanza consapevole dei propri doveri e dei propri diritti.

Fonte: www.cuba-si.ch/it
28 settembre 2021

Con il trionfo della rivoluzione, a Cuba sono stati compiuti profondi e rapidi progressi nella democrazia al servizio delle grandi maggioranze. A un punto tale che le forme di democrazia diretta operavano nella realtà cubana di quel tempo e il popolo condivideva l’idea dell’inutilità delle elezioni in quel momento storico, non perché fossero rifiutate o negative, ma perché non c’era nessuno contro cui contestarle e venivano percepite solo come un ritardo di fronte alla valanga trasformatrice della rivoluzione.

Quando un popolo lavoratore cosciente e organizzato come il popolo cubano costruisce la propria democrazia,  non ci si può aspettare che costruisca la democrazia tipica delle società in cui prevalgono gli interessi degli sfruttatori 

L’emancipazione dei lavoratori è stata rapida, avveniva nelle strutture economiche e politiche di tutto il paese, nel territorio, nelle aziende, nella difesa, nell’organizzazione dei cittadini, nell’attività artistica e culturale, nello sport, nella scienza. In breve, in tutti i settori della vita sociale.

La rivoluzione socialista cubana, socializzando la proprietà e mettendo il potere economico e politico in diretta relazione con il beneficio della società nel suo complesso, ha eliminato la maggior parte delle differenze di classe e ha posto le basi per l’esercizio di una democrazia più piena.

Solo quando la rivoluzione si è sufficientemente consolidata, dopo aver affrontato le costanti aggressioni imperialiste, nello stesso momento in cui la profonda rivoluzione culturale avviata dalla campagna di alfabetizzazione ha raggiunto alti livelli di istruzione e di educazione delle grandi maggioranze che acquisivano i mezzi per interpretare, comprendere e difendere pienamente i loro diritti, è iniziata l’istituzionalizzazione del processo rivoluzionario, ma già con una dimensione e una portata integrale, ed è stata ripresa la pratica del voto politico, dignitoso, molto diverso dall’esercizio elettorale delle democrazie occidentali.


Elezioni in Germania: la bella retorica, la pessima realtà

Fonte: https://ilsimplicissimus2.com/

“Democrazia, democrazia, quanti crimini si commettono in tuo nome”

Come si poteva prevedere in Germania dopo le elezioni nulla è cambiato. Sì, c’è stato qualche lieve spostamento di voto, la Cdu ha ceduto qualche punto percentuale, soprattutto a causa del suo alleato bavarese Csu, i socialdemocratici sono così diventati il primo partito per una manciata di voti, i verdi che tuttavia in Germania sono un partito di potere nel senso peggiore della parola sono aumentati un po’, ma probabilmente non quanto si aspettavano, l’Afd è rimasto più o meno sul 10%, ma sono il primo partito in Sassonia dove meno di sei mesi fa la Cdu aveva vinto in quelle che noi chiameremmo regionali. La Linke completamente atona mentre veniva consumato il macello sanitario della costituzione è andata sotto la linea di sbarramento del 5% e solo l’aver conquistato la maggioranza  in tre circoscrizioni le permetterà di rimanere in parlamento. Non è bastato che il padre nobile del partito Oskar Lafontaine prendesse posizione più volte contro la dittatura vaccinale per risollevare le sorti di una sinistra ormai totalmente al di fuori della realtà e persa tra il labirinto delle formule e il piombo del presente.

Dunque come accade ormai da vent’anni ci sarà un’ altra grosse Koalition  che di certo non potrà e non vorrà cambiare le cose nel Paese e manca solo la Merkel per continuare le politiche merkeliane. Del resto lo schieramento di tutti i media sul fronte pandemico, l’appoggio incondizionato al governo, la criminalizzazione di qualunque dissenso su qualunque argomento sensibile  e la sostanziale convergenza dei principali partiti su tutti i temi lascia ben poco spazio a una reale dialettica democratica che viene in qualche modo tacitata sin dalla nascita se così’ si può dire. La società è molto più rappresentata da associazioni libere e movimenti fuori dalle istituzioni che non dai partiti. E questa situazione di democrazia solo apparente, che vive del rito di elezioni solo formalmente libere è talmente stridente con la realtà quotidiana che  i protagonisti di questo lungo golpe silenzioso che è diventato visibilissimo negli ultimi 19 mesi sentono quasi il bisogno di confessare la loro bugia.

La Bild Zeitung è certamente un giornalaccio, ma ha sentito il bisogno dentro questo crepuscolo delle libertà, di esaltare il lato formale visto che da quello sostanziale è ridotto a una battaglia tra le facce, ma non tra le idee che alla fine sono sempre quelle del neoliberismo, anzi essendo in Germania dell’ordo liberismo. ” Non è chiaro quale governo avrà il nostro Paese, né chi lo guiderà. Una cosa è certa: oggi è stata una festa per la democrazia. Ovunque nel nostro bel paese la gente si reca al seggio la mattina presto per compiere il proprio dovere civico. I genitori hanno spiegato ai figli come funziona la democrazia davanti alle urne. Gli anziani, che forse ricordano ancora i tempi bui, hanno compilato coscienziosamente le loro schede elettorali. È impossibile non diventare sentimentali, non avere la pelle d’oca, in una giornata come questa”. A dire la verità la pelle d’oca viene quando vengono calpestate le leggi fondamentali che regolano il contratto sociale come ormai avviene da un anno e mezzo in Germania, grazie a bugie sparse a piene mani; quando da tempo immemorabile i vari partiti sono totalmente appiattiti  sulle verità dei potentati economici  da esprimere gli stessi programmi, sempre in funzione dei padroni del vapore. I tempi bui sono tornati e si fa solo finta di non accorgersene.

Ma è proprio quando la realtà fa giustizia delle chiacchiere che c’è bisogno di un sovraccarico di retorica come quello espresso dalla Bild: non è certo la prima elezione in Germania e sono forse passati venti anni da quando esse significavano ancora qualcosa, da quando erano ancora un momento di scelta tra visioni diverse. Per quello si deve riempire il vuoto con l’aria fritta, che in tedesco è aria riscaldata, heiße Luft.


Video: La Democracia, Angel Parra


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