Cuba – Cina: fiducia, cooperazione e vicinanza

Tre parole definiscono la relazione storica tra Cina e Cuba: fiducia, cooperazione e vicinanza, ha dichiarato l’ambasciatore della nazione asiatica Ma Hui, che ha anche affermato che in entrambi i Paesi predominano relazioni speciali e amichevoli, nonché un’elevata fiducia politica.

Titolo originale: China y Cuba con tres C
Fonte:
Traduzione e aggiunte: GFJ

Foto: Yimel Díaz Malmierca. L'ambasciatore della nazione asiatica Ma Hui

Le dichiarazioni hanno avuto luogo nel contesto della prima conferenza stampa tenuta dal diplomatico all’Avana, in cui ha affrontato le due più recenti iniziative di portata globale presentate da Xi Jinping, presidente e segretario generale del Partito Comunista Cinese.

Le proposte sono legate alle “questioni che il mondo di oggi, turbolento e in continua evoluzione, deve affrontare“: sviluppo e sicurezza.

L’Iniziativa per lo sviluppo globale prevede meccanismi di cooperazione che cercano di affrontare sfide fondamentali come la povertà, la sicurezza alimentare, il controllo delle pandemie e l’accesso ai vaccini, il finanziamento dello sviluppo, il cambiamento climatico e lo sviluppo verde, l’industrializzazione, l’economia digitale e l’interconnettività.

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L’Iniziativa per la Sicurezza Globale, invece, promuove la sicurezza nel mondo, il rispetto della sovranità e il percorso di sviluppo scelto da ogni nazione.

Il termine che guida quest’ultima proposta è “persistere” e si concentra su sei punti chiave: “sulla visione di una sicurezza comune, globale, cooperativa e sostenibile, e sul lavorare insieme per difendere la pace e la sicurezza mondiale”; “sul rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale di tutti i Paesi, sul non intervenire negli affari interni di altri Paesi, sul rispetto del percorso di sviluppo e del sistema sociale scelto in modo indipendente dal popolo di ciascun Paese“; e “sul rispetto degli scopi e dei principi della Carta delle Nazioni Unite, sull’abbandono della mentalità della Guerra Fredda, sull’opposizione all’unilateralismo e sul rifiuto della politica dei gruppi e del confronto tra blocchi“.

Completano l’elenco la perseveranza nel “prendere sul serio le ragionevoli preoccupazioni di tutti i Paesi in materia di sicurezza, aderendo al principio dell’indivisibilità della sicurezza, costruendo un’architettura di sicurezza equilibrata, efficace e sostenibile e rifiutando il perseguimento dell’autosicurezza a spese di altri Paesi“; “risolvere i disaccordi e le controversie tra i Paesi in modo pacifico attraverso il dialogo e la consultazione, sostenere tutti gli sforzi per la risoluzione pacifica delle crisi, rifiutare i due pesi e le due misure e ripudiare l’abuso delle sanzioni unilaterali e della giurisdizione a lungo raggio“; e “difendere la sicurezza nelle aree tradizionali e non tradizionali, in una risposta congiunta alle controversie regionali e ai problemi globali come il terrorismo, il cambiamento climatico, la sicurezza informatica e la biosicurezza“.

Per quanto riguarda la recrudescenza dei casi di COVID-19 in Cina, Ma Hui ha dichiarato che il suo Paese ha adottato una politica proattiva di zero COVID, al contrario di ciò che alcuni media hanno definito “zero casi“.

Come ha spiegato il diplomatico a questo reporter via Twitter, questo “significa che quando c’è un’epidemia, il governo agirà rapidamente per interrompere la catena di trasmissione ed eliminare l’infezione fino a quando non ci sarà praticamente nessuna trasmissione a livello di comunità”. E “così facendo, il governo cinese agisce per proteggere la vita e la salute della sua popolazione che invecchia sempre di più“.

Per quanto riguarda i legami bilaterali tra Cuba e Cina, il diplomatico ha ribadito il suo impegno a lavorare per incrementarli, sostenendo al contempo la totale abolizione delle sanzioni statunitensi contro Cuba, in particolare il blocco economico, commerciale e finanziario.

L’ambasciatore Hui ha espresso il suo rifiuto della politica di esclusione adottata da Washington negli eventi multilaterali, come il cosiddetto Vertice per la Democrazia (dicembre 2021) e l’imminente 9° Vertice delle Americhe, previsto per il prossimo giugno: “Invitare tutti non è antidemocratico”, ha ribadito.

Il diplomatico ha riconosciuto che gli scambi commerciali e tecnologici sono fertili e in crescita, grazie a diversi prodotti biotecnologici cubani utilizzati nel suo Paese.


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