Dieci verità sui Cinque

Di Wilkie Delgado Correa*

Il 20 agosto, è fissata un’udienza preliminare davanti al pannello dei tre giudici del Tribunale di Appello di Atlanta, che attualmente hanno nelle loro mani gli appelli dei nostri Cinque Eroi. È necessario, pertanto, reiterare le ragioni che difendono la causa dei Cinque cubani imprigionati ingiustamente.

UNA:

Situazioni e circostanze urgenti di necessità vissute per la loro patria davanti al terrorismo organizzato, finanziato e perpetrato dagli Stati Uniti, con ramificazioni in altri paesi, ha determinato la presa di decisione di Cinque uomini di compiere una missione rischiosa nel seno di una mafia anticubana che segretamente ordiva quello che pubblicamente proclamava sui piani terroristici contro Cuba. Non erano, dunque, spie alla caccia di segreti ben conservati della sicurezza degli Stati Uniti, bensì lottatori infiltrati in organizzazioni, gruppi ed “ecosistema” terroristico a Miami.

DUE:

Quei Cinque uomini erano e sono patrioti cubani le cui professioni e traiettorie rivelano la solida formazione intellettuale ed integrale che possiedono: Economista, Ramon Labañino; Pilota, René Gonzalez; Laureati in Relazioni Internazionali, Fernando Gonzalez e Gerardo Hernandez; Ingegnere Civile di Aeroporti e Poeta, Antonio Guerrero. In giusto riconoscimento ai loro valori umani sono stati dichiarati Eroi della Repubblica di Cuba.

TRE:

Le informazioni brindate dai Cinque Eroi sulle azioni terroriste pianificate dagli Stati Uniti (circa 170), sono servite a neutralizzare i piani macabri ed evitare la morte di cittadini innocenti cubani e stranieri. Nello stesso anno della loro detenzione, queste informazioni sensibili (registrazioni, foto, riprese, dati diversi, eccetera) sono state condivise e consegnate al governo degli Stati Uniti, che dimostrò interesse nel conoscerle per agire conseguentemente, ed inviò per questo una delegazione dell’FBI a L’Avana. In quell’occasione si impegnò ad analizzare dette informazioni ed ad inviare una risposta. Tuttavia, l’unica risposta che hanno offerto le autorità nordamericane, fino ad oggi, è stato la cattura dei Cinque patrioti cubani.

QUATTRO:

La missione dei Cinque Eroi ebbe una connotazione maggiore che il semplice atto di controllo e di prevenzione delle azioni di terrorismo, poiché era diretta anche ad evitare possibili incidenti che servissero da pretesto per un’aggressione armata degli Stati Uniti contro Cuba. Pertanto, il significato più trascendente dei loro atti, è stata la loro contribuzione alla pace tra i popoli di Cuba e gli Stati Uniti.

CINQUE:

Dopo la loro detenzione, i Cinque Eroi sono stati mantenuti in prigione con condizioni crudeli ed inumane, compreso l’isolamento assoluto per mesi, senza causa giustificata alcuna. Sono stati giudicati nell’ambiente ostile di Miami, nonostante il sollecito interposto davanti al tribunale per il cambiamento di sede. Lì, habitat naturale dei gruppi terroristi, hanno realizzato campagne di propaganda e di mobilitazione contro i Cinque Eroi, oltre ad avere una forte influenza sul giudice e la giuria.

SEI:

Questi cinque Eroi sono stati sanzionati, contro qualsiasi principio del diritto e della morale, con pene smisurate ed ingiuste: Gerardo, a due ergastoli più 15 anni di privazione di libertà; Ramon, ad un ergastolo; Antonio, ad un ergastolo; Fernando, a 19 anni di privazione di libertà; René, a 15 anni di privazione di libertà.

Il Gruppo di Lavoro della Commissione dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, che sottomise ad analisi questo caso, a sollecito dei parenti, ha pronunciato che le sanzioni applicate ai Cinque Eroi sono arbitrarie ed illegali alla luce del diritto internazionale e nordamericano ed ha sollecitato al governo degli Stati Uniti di riparare questa ingiustizia.
Per rendere più severo il regime carcerario applicato ai Cinque Eroi, i permessi alle visite delle loro madri, mogli ed altri parenti sono stati concessi raramente e per farlo ancora più crudele hanno negato completamente la possibilità della visita alla moglie di Gerardo ed alla moglie e figlia minore (6 anni) di René.

SETTE:

L’applicazione interposta dagli avvocati della difesa dei Cinque Eroi davanti al Tribunale di Appello dell’Undicesimo Circuito di Atlanta, è stata soddisfatta da tre giudici designati all’effetto, che dopo circa 2 anni, hanno emesso un verdetto a beneficio della petizione, si sono dichiarati d’accordo alla realizzazione di un nuovo giudizio, in un’altra sede ed hanno dichiarato nulle le sanzioni imposte dal tribunale di Miami.

OTTO:

Attualmente è in processo un appello interposto dalla Procura affinché la sentenza anteriore fosse discussa davanti al Plenum del Tribunale di Atlanta. I Cinque Eroi aspettano -e anche l’umanità aspetta – che l’onore della giustizia sia salvata un’altra volta dal Plenum del Tribunale, come lo hanno fatto i tre giudici antecedentemente.

NOVE:

La causa dei Cinque Eroi conta con migliaia di difensori nel mondo, includendo negli stessi Stati Uniti. Oggi migliaia di personalità, organizzazioni, istituzioni di tutte le parti partecipano ad una lotta internazionale per la liberazione dei Cinque. Poche cause nel mondo attualmente sono riuscite ad ottenere una dimostrazione di solidarietà tanto attiva. Si tratta di un magnifico sui generis –nonostante l’enorme silenzio dei grandi mass media – nel quale si raggruppano, in un fronte comune, formato da uomini e donne semplici dei paesi dei cinque continenti, perfino alcune personalità premiate col Premio Nobel, politici di varie ideologie, scrittori, giuristi, ecclesiastici, artisti ed altri professionisti dei differenti settori della società.

DIECI:

Gli allegati dei Cinque Eroi davanti al tribunale che li giudicò e sanzionò ingiustamente, costituiscono cinque pezzi oratori rilevanti in cui sottolineano i migliori valori umanistici della politica, dell’ideologia, della giurisprudenza, della morale, della sociologia e della storia del nostro tempo. “I nostri allegati si basano sulla cruda verità, nella solidità dei principi che abbracciamo e nell’onore dell’eroico popolo cubano”, ha affermato Antonio. “Il mio paese ed il mio popolo sono stati obbligati, più di trenta anni fa, a svegliarsi davanti al pericolo ed agli appelli per difendere la loro libertà”, ha detto Fernando.

“Questo è stato un giudizio politico e, come tale, noi siamo prigionieri politici”, ha enfatizzato Ramon.

“La ragione e la giustizia prevarranno al di sopra dei pregiudizi politici ed i desideri di vendetta”, ha espresso Gerardo.

“Continueremo a ricorrere a questi valori e alla vocazione per la verità del popolo nordamericano con tutta la pazienza, la fede ed il coraggio che può infonderci il crimine di essere degni”, ha dichiarato René.

La migliore difesa che può concepirsi per rivendicare un atteggiamento ed un comportamento degni, è nelle molte verità brandite nei loro allegati. E c’è molta forza nelle idee, valide per tutti gli Eroi, che con la voce di Gerardo hanno raggiunto risonanza di fronte al tribunale: “Sua signoria, la Procura considera, e così l’ha chiesto, che devo passare il resto della mia vita in un carcere. Confido in che, se non è in questo, in qualche altro livello del sistema, la ragione e la giustizia prevarranno al di sopra dei pregiudizi politici ed i desideri di vendetta e si capirà che non abbiamo fatto nessun male a questo paese, che meriti simile condanna. Ma se così non fosse, mi permetterei di ripetere le parole di uno dei più grandi patrioti di questa nazione, Nathan Hale, quando ha detto: “L’unica cosa che lamento è di non avere più che una vita da immolare per la mia patria.”

*
l’autore è fisiologo, specialista di Secondo Grado in Fisiologia Normale e Patologica, Professore Titolare e Professore Consultante, Professore di Merito dell’Istituto Superiore di Scienze Mediche di Santiago di Cuba; scrittore e giornalista-tradotto da Ida Garberi-preso da Cubarte



» http://www.prensa-latina.it/
Pubblicato in I Cinque cubani

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