Essere marxisti-leninisti come Fidel

Il modo di essere marxista-leninista di Fidel è una riconcettualizzazione molto originale del termine, lontano da ogni schematismo e dogmatismo. La sua concezione è rivoluzionaria, universale, critica e aperta, radicata nelle nostre peculiari condizioni nazionali, mentre difende i principi universali che danno identità alla dottrina impegnata nella causa degli oppressi del mondo.

"Il marxismo-leninismo non è un catechismo, è un metodo, una guida, uno strumento che il rivoluzionario deve usare precisamente nella soluzione concreta dei problemi che affronta. È una dottrina viva."

Il 1° gennaio 1959, una profonda rivoluzione ebbe luogo a Cuba sotto la guida storica di Fidel Castro. Nelle nostre condizioni non è possibile parlare rigorosamente di marxismo-leninismo senza studiare il pensiero e la pratica rivoluzionaria di Fidel. Fu lui che sviluppò un modo unico di interpretare il marxismo, il leninismo e il pensiero di Martí, per produrre una sintesi assolutamente creativa e da essa comprendere le condizioni storiche concrete di Cuba e arrivare in prima linea nella lotta di un intero popolo unito, al trionfo del 1º gennaio 1959 e guidarlo vittoriosamente in seguito.

Il modo di essere marxista-leninista di Fidel è una riconcettualizzazione molto originale del termine, lontano da ogni schematismo e dogmatismo. La sua concezione è rivoluzionaria, universale, critica e aperta, radicata nelle nostre peculiari condizioni nazionali, mentre difende i principi universali che danno identità alla dottrina impegnata nella causa degli oppressi del mondo.

La visione marxista-leninista di Fidel fa parte del patrimonio della cultura politica del popolo cubano, forgiata sotto la sua intensa predicazione, la sua autorità politica e intellettuale e l’esempio della sua pratica rivoluzionaria, applaudita dal nostro popolo in tutti gli scenari in cui Fidel la proclamò. Questo giustifica la sua idea del “nostro diritto ad essere marxisti-leninisti“.

Fidel pronuncia un discorso durante la serata solenne per il 100° anniversario della nascita di Vladimir I. Lenin, Havana, 22/04/1970. Foto: Prensa Latina

Qual è il grande merito di Lenin? Lenin… prende il pensiero di Marx, lo difende contro tutte le mistificazioni, contro tutti i revisionismi, contro tutte le revisioni e i cambiamenti che volevano apportarvi, e armato della teoria, forma un partito, combatte in questo partito contro tutte le correnti piccolo-borghesi, contro tutte le correnti non rivoluzionarie… Lenin ha il merito straordinario di aver interpretato pienamente il pensiero di Marx, di averlo messo in pratica e di averlo sviluppato in circostanze nuove, come quella di un partito rivoluzionario al potere, e sviluppa tutta una teoria, un pensiero con una profondità straordinaria.[1]

E aggiunge:

Nessuno, come lui, fu capace di interpretare tutta la profondità, tutta l’essenza e tutto il valore della teoria marxista. Nessuno come lui è stato capace di interpretare quella teoria e di portarla avanti fino alle sue ultime conseguenze… Non è che non ci siano stati dei predecessori che hanno diffuso il pensiero di Marx, ma lo sviluppo del pensiero politico e rivoluzionario è così influenzato dall’attività creativa di Lenin che si deve dire che egli fu veramente l’anima di quel pensiero rivoluzionario…. [2]

Marx e Lenin sono precisamente quelle due personalità umane che segneranno il passaggio dalla preistoria alla storia dell’umanità. [3]

 

Formazione del pensiero rivoluzionario marxista-leninista di Fidel Castro

Nel progetto di programma del Partito Socialista del Perù (1928, il primo nome del Partito Comunista Peruviano), Mariátegui espresse la sua idea sulla nuova tappa della teoria del marxismo rivoluzionario:

Il capitalismo si trova nella sua fase imperialista. È il capitalismo dei monopoli, del capitale finanziario, delle guerre imperialiste per il monopolio dei mercati e delle fonti di materie prime. La prassi del socialismo marxista in questo periodo è quella del marxismo-leninismo. Il marxismo-leninismo è il metodo rivoluzionario della fase dell’imperialismo e dei monopoli. Il Partito Socialista del Perù lo adotta come metodo di lotta. [4]

A Cuba, il primo partito dei comunisti cubani, fin dalla sua fondazione nell’agosto 1925, ha incarnato le idee marxiste-leniniste e da allora sono state presenti nella sua intensa attività di educazione e mobilitazione delle grandi masse del popolo per la liberazione nazionale e il socialismo. “Non sarà mai possibile dimenticare”, disse Fidel, “il ruolo che questo Partito dei comunisti ha avuto nella diffusione delle idee marxiste-leniniste, e nella formazione di una coscienza rivoluzionaria tra i nostri lavoratori e il nostro popolo… Non c’erano università di comunismo, ma c’era un partito marxista-leninista che insegnava il comunismo!” [5]

Su questo processo della sua formazione marxista-leninista Fidel spiega:

I primi contatti con i comunisti li abbiamo avuti quando eravamo studenti universitari… Nella biblioteca del Partito Comunista in via Carlos III abbiamo comprato i nostri primi libri marxisti-leninisti… grazie a quella biblioteca e all’ammirazione che suscitava la condotta dei comunisti, siamo entrati in contatto con quella letteratura… E il nucleo fondamentale di quelli di noi che hanno organizzato il Movimento “26 luglio” ha acquistato in quella biblioteca i nostri libri…”. [6]

Nelle numerose spiegazioni che diede Fidel su questa importante questione dopo il trionfo rivoluzionario, egli sottolineò sempre quanto segue:

Quando il Manifesto Comunista mi arrivò in mano per la prima volta, ero pienamente preparato a interpretarlo. Ha avuto un effetto tremendo su di me. Leggendo quest’opera, ho ricevuto una spiegazione teorica di tutte quelle domande che mi agitavano e delle soluzioni che avevo cercato con tanti sforzi. Ho cominciato presto a diventare comunista attraverso le mie convinzioni…”. [7]

 

Articolazione e sintesi del pensiero di Marti e delle idee del marxismo-leninismo nel pensiero di Fidel.

Questo è un altro aspetto essenziale del suo pensiero. Fidel incorporò dialetticamente entrambi i tronchi culturali senza alcun conflitto e il pensiero latinoamericano. Il suo pensiero fertile e originale si è formato da questo processo di integrazione culturale. Vi ha fatto riferimento in numerose occasioni: “…credo che il mio contributo alla Rivoluzione Cubana consista nell’aver fatto una sintesi delle idee di Martí e del marxismo-leninismo e averle applicate con coerenza nella nostra lotta…”[8]. E continua:

La nostra rivoluzione si è ispirata alle idee di Marti e alle idee marxiste-leniniste; è una sintesi di entrambi, e continua ad essere questa sintesi… dobbiamo mettere molta enfasi ora su ciò che è nostro, su ciò che è nazionale, su ciò che è Martí, senza dimenticare un minuto il marxismo e il leninismo… Naturalmente, l’interpretazione del marxismo-leninismo non ci è stata inculcata da nessuno, ma noi stessi rivoluzionari cubani abbiamo costruito la nostra interpretazione del marxismo-leninismo, un’interpretazione che non è esente da errori, tutt’altro… Vale a dire che nel nostro paese abbiamo interpretato, in modo creativo, le idee del marxismo-leninismo e le abbiamo aggiunte a quell’immenso tesoro che è il pensiero di Martí; Credo che questo spieghi la forza ideologica della nostra Rivoluzione e lo spirito del nostro popolo. Insorgiamo con le idee di Marti! Insorgiamo con le idee del marxismo-leninismo e del socialismo…! [9].

Fidel credeva così fermamente nella correttezza del marxismo-leninismo che non esitò a pensare che José Martí – un uomo così celebre per l’originalità e l’autoctonia del suo pensiero durante tutta la sua via – se fosse vissuto nella nostra epoca, avrebbe fatto sua l’eredità del marxismo-leninismo. A questo  proposito Fidel dice: “…C’è una continuità di pensiero tra le idee di Martí e le idee marxiste-leniniste, che corrispondono a quest’epoca dove esiste l’imperialismo, dove esiste il capitalismo… E se Martí fosse stato capace di avere questo pensiero in quel momento storico, oggi Martí sarebbe ricordato come un marxista-leninista, sarebbe un comunista, non c’è il minimo dubbio. Nel suo tempo e nel suo ambiente era impossibile, ma il suo era un pensiero avanzato, luminoso…”. [10]

 

La forza del marxismo-leninismo.

In numerose occasioni Fidel ha fatto riferimento alla forza del marxismo-leninismo e a ciò che ha significato per la sua formazione rivoluzionaria. In un’intervista con la Revista Internacional, dichiarò:

Posso dire quanto segue – e questo parte da una convinzione molto profonda – che non avremmo potuto fare la rivoluzione se non fossimo partiti dai principi marxisti-leninisti… Essi mi hanno fatto diventare un rivoluzionario e sono grato e sarò sempre grato al marxismo-leninismo… Senza quella base teorica non avremmo concepito una strategia rivoluzionaria corretta e vittoriosa, cioè non avremmo cambiato la situazione sociale del nostro paese, non ci saremmo liberati dal dominio imperialista. [11]

E in un’intervista a Gianni Minà, ha ribadito la sua profonda convinzione sul valore del marxismo-leninismo: “Ho spiegato come si è formato e sviluppato quel pensiero, quali erano le mie concezioni. Se mi chiedete una prova, direi la Rivoluzione stessa, perché nessuno che non avesse una formazione marxista-leninista avrebbe potuto interpretare gli avvenimenti di Cuba e avrebbe potuto elaborare una strategia per fare la Rivoluzione, e fu proprio quella concezione e quelle idee che, secondo me, mi permisero di elaborare una strategia che ci portò al successo disponendo di nozioni scientifiche di quello che era la nostra società, il nostro paese, quali erano i suoi problemi e quale era realmente l’unico modo per fare una rivoluzione…” [12]

 

Pensiero e pratica rivoluzionaria in Fidel significa parlare in rigor di termini di marxismo-leninismo.

I nomi con cui Fidel si riferiva indistintamente alla nostra dottrina marxista in diversi momenti, anche nello stesso discorso e persino nello stesso filo di idee, dimostrano la forma spregiudicata con cui egli assumeva il modo di intendere l’essere marxista-leninista, senza alcun fondamentalismo ideologico, con naturalezza del significato dei termini e dei concetti, che si completano e si contrappongono secondo il caso. Durante tutto il processo di formazione mentre stava costruendo la sua propria forma di interpretare il marxismo, non troviamo in Fidel una sola allusione critica all’uso di una diversa terminologia quando si riferisce alla tradizione marxista. Non lo troviamo in polemica contro l’espressione marxismo, leninismo, marxismo e leninismo e persino marxismo leninismo senza trattino. Non concepisce la costruzione marxismo-leninismo come un rango di autenticità superiore ad altri termini, che in nessun modo concepisce come insufficienti o imprecisi o portatori di una qualsiasi lettura ideologica o politica negativa. Tuttavia, è indiscutibile che il termine preferito di Fidel è quello di marxismo-leninismo. Ha trovato in questa formulazione composita il modo più completo e definitorio di riassumere il marxismo.

 

Ideologo ed educatore del popolo nelle idee del marxismo-leninismo.

È Fidel che vince la battaglia ideologica contro il maccartismo imperialista a Cuba, che aveva inoculato negli istinti del popolo cubano un anticomunismo viscerale che, secondo lui, al momento del trionfo della Rivoluzione, presentava una correlazione avversa di forze rispetto al marxismo di 1000 a 1 contro di esso. È Fidel che ha educato il popolo cubano alle idee del marxismo-leninismo e lo ha fatto, come tutto quello che ha fatto, con una maestria esemplare.

Il 2 dicembre 1961, in occasione del quinto anniversario dello sbarco del Granma, fece la sua prima dichiarazione pubblica di adesione al marxismo-leninismo. In quel momento Fidel dichiarò: “Dobbiamo semplicemente applicare il socialismo scientifico. Per questo ho iniziato dicendo con tutta franchezza che noi crediamo nel marxismo, che crediamo che sia la teoria più corretta, la teoria più scientifica, l’unica teoria veramente rivoluzionaria. Lo dico qui con totale soddisfazione e con piena fiducia: sono un marxista-leninista, e sarò un marxista-leninista fino alla fine della mia vita“. [13].

D’ora in poi, in qualità di ideologo ed educatore del popolo cubano, l’esposizione dei fondamenti del marxismo-leninismo e la necessità della sua assimilazione da parte delle grandi masse e dei quadri della rivoluzione per la costruzione del socialismo, impregna la maggior parte dei suoi discorsi. E, come Lenin in difesa del marxismo ai suoi tempi, ora è lui un gladiatore frontale in difesa del marxismo-leninismo di fronte a tutti i tentativi mistificatori e revisionisti della teoria rivoluzionaria.

Il 20 dicembre, in prossimità del primo anniversario della fondazione delle Scuole d’Istruzione Rivoluzionaria, in una riunione con i loro direttori, Fidel spiegò: “Il compito delle Scuole, il compito fondamentale delle Scuole è, molto semplicemente, la formazione ideologica dei rivoluzionari e, a sua volta, del popolo. E aggiungeva: “…una Rivoluzione nei fatti, interamente marxista, ma che, nella sua formulazione formale, non si presentava come una Rivoluzione marxista-leninista. Ebbene, le Scuole sono il risultato di questa sintesi, in cui, finalmente, teoria e fatti marciano insieme, come è giusto che sia”. [14]

A proposito di questo necessario processo iniziale di educazione marxista dei quadri di cui la nascente rivoluzione e le grandi masse avevano bisogno, nel mezzo dell’intenso clima anticomunista promosso dai nemici della rivoluzione, Fidel disse:

Ci sono certe parole contro le quali il nemico si molto irritato ed è arrivato a creare certi complessi…. se quando furono fondate le scuole (di istruzione rivoluzionaria) si fosse detto che sarebbero state scuole di marxismo-leninismo, allora alcune persone avrebbero ancora sentito riflessi condizionati contro il marxismo-leninismo, riflessi che si stanno eliminando con il tempo.  E, quindi, le parole istruzione rivoluzionaria potrebbero essere una denominazione più corretta per ciò che sono le scuole… non abbiamo mai ingannato nessuno.  Ebbene, noi comprendiamo questa realtà, abbiamo agito in modo marxista-leninista; cioè, abbiamo agito tenendo molto conto delle condizioni oggettive.  Certo, se fossimo stati sul Picco Turquino quando eravamo quattro gatti e avessimo detto: Siamo marxisti-leninisti – dal Picco Turquino -, non avremmo potuto scendere in pianura. [15]

Nel suo discorso argomenta il significato e la necessità dello studio del marxismo-leninismo per sentirsi più pienamente rivoluzionari, perché “ci fa vedere sempre più la ricchezza di tutta la concezione marxista-leninista della società, della natura e della storia, e come tale ha una spiegazione per assolutamente tutti i problemi che l’intelligenza umana può porre, e una spiegazione soddisfacente, perché è una dottrina viva, e non uno schema morto, è come un corpo di conoscenze che giorno per giorno si arricchisce.” [16]. E aggiungeva: “E questo è il grande vantaggio, lo straordinario vantaggio del marxismo-leninismo: che ha accumulato conoscenze per 100 anni, al punto di essere oggi una teoria rivoluzionaria che non ammette rivali…”[17]  E aggiunse in un altro momento: “E sfidiamo qualsiasi altro sistema, qualsiasi altra dottrina che possa realizzare nelle masse di un popolo ciò che il socialismo, il marxismo-leninismo, ciò che la Rivoluzione hnno realizzato nella nostra gioventù e nel nostro popolo!” [18]

Fidel ha sempre sottolineato che ciò che ci ha reso forti è la congiunzione di dottrina e unità forgiata con l’educazione del popolo nelle sue migliori tradizioni patriottiche e il marxismo-leninismo basato sull’opera della rivoluzione stessa di fronte al vecchio anticomunismo viscerale: “Chi avrebbe mai detto ai borghesi e ai reazionari che oggi saremmo tutti comunisti? …Che oggi tutti noi sventoleremmo le bandiere del marxismo-leninismo, e che oggi un intero popolo lotterebbe con le sue bandiere rosse per il socialismo e il comunismo? Questa… è l’opera della giustizia della nostra causa, la giustizia delle nostre idee….”[19]. Ha sempre confidato nella fedeltà del popolo con la sua rivoluzione e il marxismo-leninismo: “Oggi, a 30 anni da quel primo gennaio, possiamo assicurare che il nostro popolo sarà sempre fedele ai principi del socialismo! Che il nostro popolo lo sarà sempre leale e fedele ai principi del marxismo-leninismo “.[20]

 

Marxismo-leninismo versus dogmatismo nel pensiero di Fidel.

Già da molto presto Fidel offre la sua concezione ricca, ampia, creativa e antidogmatica del marxismo-leninismo. Nella riunione con i direttori delle Scuole d’Istruzione Rivoluzionarie (EIR), il 20 dicembre 1961, espresse:

È molto importante che dalle scuole di marxismo-leninismo, o dalle scuole di istruzione rivoluzionaria, ogni studente esca con un’idea chiara di ciò che è il marxismo-leninismo… È importante, soprattutto, che capiscano che il marxismo-leninismo non è una dottrina morta, che non è un catechismo, che non è uno schemino, che giunge dall’alto e si applica a qualsiasi problema; che non non si tratta di una serie di uniforme o modelli di abbigliamento da scegliere per questo o per quell’evento, ma che è un metodo, una guida, uno strumento che il rivoluzionario deve usare precisamente nella soluzione concreta dei problemi che affronta. È una dottrina viva, che arma l’individuo, lo prepara, gli fornisce strumenti, lo addestra, lo porta a risolvere adeguatamente i problemi; altrimenti diventano rivoluzionari dogmatici, altrimenti diventano cervelli morti, e i cervelli devono essere cervelli vivi, per applicare formule vive ad ogni problema concreto che si presenta. [21]

Fidel ha sempre invitato la gente ad essere creativa e ad arricchire il marxismo-leninismo attraverso l’attività pratica:

È necessario che ogni marxista-leninista si renda conto che può contribuire al marxismo-leninismo con un atomo della sua esperienza, che ogni soluzione che trova, ogni esperienza che acquisisce, nella soluzione corretta di un problema, sarà un’esperienza in più con cui arricchisce il marxismo-leninismo, perché il marxismo-leninismo si è arricchito così tanto proprio dall’esperienza di milioni e milioni di marxisti-leninisti che agiscono nella realtà della vita. [22]

Non si è mai stancato di ribadire l’essenza rivoluzionaria e antidogmatica del marxismo-leninismo. “Il marxismo-leninismo implica, prima di tutto, prendere dal marxismo la sua essenza creativa, la sua essenza dialettica, i suoi principi fondamentali e applicarli con un senso critico rivoluzionario e applicarli con un senso dialettico a una realtà concreta”. [23]

Ribelle per natura contro i dogmi fin da bambino, non c’è mimetismo nell’assunzione fidelista del marxismo-leninismo, né copia acritica di alcuna tendenza attuale o precedente, solo superamento critico e sintesi della sua tradizione nazionale e internazionale. Questo lo accompagna in ogni sua riflessione:

(…) Il marxismo-leninismo è una teoria rivoluzionaria che deve essere applicata con coerenza, in modo rivoluzionario. Ci sono principi che non possono essere dimenticati, e credo che i nostri quadri giovanili, i quadri del Partito, i maestri del marxismo-leninismo debbano meditare su questi temi: l’applicazione viva, coerente, rivoluzionaria delle idee del marxismo-leninismo… ma dobbiamo avere il nostro modo di interpretare le idee rivoluzionarie del marxismo-leninismo! [24]

Approfondendo questa idea, dice in un altro punto “…dobbiamo partire dalle nostre esperienze, dalle nostre idee, dalle nostre interpretazioni del marxismo-leninismo. Aver interpretato il marxismo-leninismo in modo creativo e originale, senza essersi lasciati trascinare dai dogmi, è questo che ci ha portato alla vittoria, è questo che ci ha portato fin qui”. [25]

Nello stesso tempo in cui solleva la necessità di una critica creativa all’interno del marxismo-leninismo, avverte che questo non significa cedere all’opportunismo. A questo proposito, egli dice:

Il compito di perfezionare il socialismo è il compito strategico della generazione attuale, la lotta ideologica, per difendere il socialismo, per difendersi dall’offensiva ideologica imperialista; e non solo con l’entusiasmo, non solo con la convinzione e la morale, ma anche con il pensiero, con lo studio, con l’approfondimento dell’analisi dei problemi. Entrambe le cose: la convinzione è essenziale, il sentimento è essenziale, l’entusiasmo è essenziale; ma dobbiamo andare più a fondo, dobbiamo studiare. E penso, naturalmente, che l’insegnamento della dottrina rivoluzionaria, del marxismo-leninismo, l’istruzione politica, deve essere meno dogmatica e più dialettica, il che non significa più liberale e più opportunista. È necessario fare un’interpretazione dialettica delle idee e non interpretare le idee in modo liberale o opportunistico. [26]

Fidel, come Lenin, ha messo in guardia il popolo in innumerevoli occasioni a non essere ingannato e ha persistito nel farlo in mezzo all’offensiva ideologica controrivoluzionaria che seguì il crollo del campo socialista. In quel periodo spiegava:

… si usa sottilmente un linguaggio equivoco con i difensori del marxismo-leninismo: i difensori del socialismo, i difensori del comunismo, quelli che non si arrendono, quelli che sono fermi, quelli che non rinunciano alle loro idee, quelli che credono nelle loro idee, quelli che non si piegano all’ideologia imperialista… li chiamano rigidi. Viva la rigidità! Gli danno altri nomignoli: conservatori, ortodossi. Vedete che modo di falsificare e giocare con le parole… Dobbiamo meditare, questi sono tempi di meditazione; ma ho fiducia nel popolo; nella sua capacità, nella sua intuizione, nel suo talento che non ha mai fallito. [27]

C’è chi presenta il marxismo-leninismo semplicemente come stalinismo. A questo proposito Fidel dice:

Il cosiddetto fenomeno dello stalinismo non è avvenuto qui, altre sono le condizioni storiche a Cuba; un fenomeno di quella natura, di autoritarismo, di culto della personalità ecc. non si è mai conosciuto nel nostro paese. Non dobbiamo rettificare a Cuba errori o eccessi che sono stati perpetrati altrove… Nel nostro paese, le cose sono state fatte in un altro modo, a modo nostro.  Abbiamo fatto i nostri errori, ma sarebbe stolto per noi mettersi a rettificare gli errori storici fatti in Unione Sovietica; sono due storie diverse. [28]

 

Il crollo del campo socialista e il suo legame con il marxismo-leninismo

Interrogato sulla validità del marxismo-leninismo in un momento in cui l’Europa dell’Est stava tornando al capitalismo e l’URSS stava vivendo momenti molto salienti e pericolosi, Fidel disse:

Non si può affermare in maniera categorica che marxismo-leninismo abbia fallito, perché ciò che il marxismo-leninismo ha già dato al mondo è molto, anche se può avere qualche battuta d’arresto, o una grande battuta d’arresto, congiunturale o transitoria … Lenin durante tutto questo secolo ha avuto un’influenza enorme … Queste idee erano dovute, in primo luogo, alla Rivoluzione d’Ottobre … Quelle idee hanno guidato la lotta di liberazione in tutti i continenti e ovunque … Per noi erano di grande importanza, ci hanno aperto gli occhi sulle realtà del mondo in cui viviamo, perché senza il marxismo-leninismo non avremmo mai avuto un’interpretazione coerente di quel mondo. Anche noi, come nazione, come popolo, siamo grati per queste idee … Le campane non possono suonare a morto … Le cause che hanno originato le rivoluzioni e le cause che hanno originato il socialismo sono ben lungi dall’essere scomparse dal mondo … come si può parlare della scomparsa di idee rivoluzionarie e idee socialiste? [29]

Fidel non si è mai attaccato rigidamente, schematicamente a nessun concetto; dialettico impeccabile, li ha sempre usati in corrispondenza della ricchezza stessa che scaturisce dalla realtà che stava analizzando. D’altra parte, quando la polemica concettuale comprometteva l’essenza politica della questione, difendeva fermamente i termini che considerava più precisi o che si prestavano alla confusione. In quella stessa intervista, interrogato su quali cambiamenti politici avverranno a Cuba nelle condizioni che generano la crisi del campo socialista, rispose con enfasi: “Cambiamenti spettacolari, come quelli di cambiare il nome del Partito e cercare un altro nome per mascherare e negare la nostra condizione di comunisti e marxisti-leninisti, questo da noi non avverrà”. [30].

A proposito di questa povertà di principi, Fidel esclamò enfaticamente: “Qui non ci vergogniamo di parlare di Lenin e di esaltare Lenin; mentre altri vanno a togliere il nome di Lenin dalle vie e dai parchi, e ad abbattere le statue di Lenin, Marx ed Engels, qui noi le costruiamo, e le costruiamo non di marmo, non di bronzo, non di acciaio, le costruiamo con la nostra condotta rivoluzionaria, con il nostro eroismo, con la nostra posizione dignitosa, con le nostre profonde convinzioni, issando più in alto possibile le bandiere del marxismo-leninismo, del socialismo e del comunismo…“. [31]

In quelle circostanze, quando le campane della fine della storia venivano suonate nel mondo dai predicatori salariati del capitalismo, Fidel comprese l’enorme responsabilità storica che ricadeva sulla Rivoluzione Cubana e sulle idee di Martí e marxiste-leniniste che la ispiravano. Fidel espone questa comprensione del momento storico che si sta aprendo, assolutamente senza precedenti nella storia della transizione dal socialismo al capitalismo e il posto che Cuba assume, senza volerlo, per ricevere le bandiere del socialismo e del marxismo-leninismo nel mondo. “Se queste prove arrivano, in un giorno come questo, in cui si compie un altro anniversario della sua nascita, possiamo dire a Martí che oggi più che mai abbiamo bisogno dei suoi pensieri, che oggi più che mai abbiamo bisogno delle sue idee, che oggi più che mai abbiamo bisogno delle sue virtù. Ma anche a Martí, a Maceo e a tutti quelli che erano come loro, diciamo: oggi più che mai, siamo orgogliosi di essere i loro seguaci, di essere i loro discepoli più fedeli e incondizionati e di riaffermare, questo 28 gennaio, i nostri due slogan immortali, quelli che uniscono Marx, Lenin ed Engels con Martí, con Maceo, con Céspedes e con tutti i gloriosi eroi della nostra indipendenza e della nostra libertà!”  [32]

In Notas a la Ideología de la Revolución Cubana il Che ha composto una formulazione che si adatta pienamente al modo di pensare di entrambi: “Ci sono verità così evidenti, così incorporate alla conoscenza dei popoli che è inutile discuterne. Si dovrebbe essere “marxisti” con la stessa naturalezza con cui si è “newtoniani” in fisica, o “pasteuriani” in biologia, considerando che se nuovi fatti determinano nuovi concetti, non toglieranno mai la loro parte di verità agli altri che sono passati”. [33]

Fino alla fine della sua vita Fidel fu fedele alla sua dichiarazione che “sono un marxista-leninista e sarò sempre un marxista-leninista“. Alla fine della cerimonia del 30° anniversario del trionfo della Rivoluzione, riafferò la sua convinzione marxista-leninista: “Con più forza che mai diciamo oggi: Socialismo o morte! Marxismo-Leninismo o morte, che è ciò che si intende oggi con ciò che abbiamo ripetuto tante volte nel corso degli anni.”  Nel 1997, alla chiusura della riunione provinciale dei quadri e dei dirigenti della Capitale ha ribadito: “…non ci saremmo mai accontentati di qualcosa di meno del socialismo, né ci saremmo potuti far persuadere da altre idee se non quelle del marxismo-leninismo. E come pensavo allora, sono davvero orgoglioso di pensare oggi, esattamente lo stesso, in questo minuto, in questo secondo”[34]. In una delle sue ultime riflessioni, l’8 maggio 2015, in occasione del 70° anniversario della Grande Guerra Patriottica del popolo sovietico, ribadì al suo popolo, la giustezza del “Nostro diritto di essere marxisti-leninisti”,[35] per ora e per sempre, senza provare vergogna.

Il marxismo-leninismo è radicato in forma articolata con il pensiero di Marti nell’Ideologia della Rivoluzione Cubana e assunto da milioni di rivoluzionari sotto l’insegnamento di Fidel. Esso continua ad essere la bussola che ci aiuta a pensare ai complessi e impegnativi problemi dell’umanità e di Cuba. Eravamo, siamo e saremo martiani e marxisti-leninisti come ci ha educato Fidel.

Note

[1]Castro Ruz, Fidel, Charla sobre el PURSC, 1º de diciembre de 1961. En Selección de textos en tres tomos, Tomo 1. Editorial de Ciencias Sociales, La Habana, 1972, p.7.

[2]Castro Ruz, Fidel , en la velada por el centenario de Lenin, En La Revolución de Octubre y la Revolución Cubana,  Fidel Castro, discursos, 1959-1977, Ediciones del Departamento de Orientación Revolucionaria del CC del PCC, La Habana, 1977, p.164;

[3] Ídem, p.166

[4]Mariátegui, J C, proyecto del programa del PSP. En revista Dialéctica, 1946, nº 17, p. 32

[5]Castro Ruz, Fidel, Velada solemne por el 50 aniversario de la fundación del primer partido marxista-leninista de Cuba. En Fidel Castro, Discursos, t 3, Editorial de Ciencias Sociales, La Habana, 1976, págs. 63 y 64

[6]Ibídem, pág. 65

[7]Castro Ruz, Fidel, Entrevista a El Kommunist, nº 15, octubre de 1978.

[8]Castro Ruz, Fidel, Fidel y la religión. Conversaciones con Frei Betto, Oficina de publicaciones del Consejo de Estado, La Habana, 1985, pág. 163,

[9]Castro Ruz, Fidel, En la clausura del VII congreso del SNTECD, Palacio de Convenciones, 22 diciembre de 1991. Soporte digital, en www.fidelcastro.discursos.

[10]Castro Ruz, Fidel, en Fidel Castro Ruz, guerrillero del tiempo. Conversaciones con el líder histórico de la Revolución Cubana, Katiuska Blanco Castiñeira, primera parte Tomo II, casa editora Abril, 2011, p.265.

[11]Castro Ruz, Fidel, Entrevista a la Revista Internacional nº 1 de enero de 1979.

[12]Castro Ruz, Fidel, en Un encuentro con Fidel, entrevista realizada por Gianni Miná, Oficina de Publicaciones del Consejo de Estado, La Habana, 1987, p.171.

[13]Castro Ruz, Fidel, Discurso, quinto aniversario del desembarco del Granma. Periódico Revolución, 3 de diciembre de 1961.

[14]Castro Ruz, Fidel, Intervención en la reunión con los directores de Escuelas de Instrucción Revolucionaria, 20 de diciembre de 1961 en el local de las ORI. Soporte digital, en www.fidelcastro.discursos.

[15]Castro Ruz, Fidel, Ibídem.

[16]Castro Ruz, Fidel, Intervención con los directores de las EIR, 20 de diciembre de 1961. Soporte digital. En www.fidelcastro.discursos

[17]Ibídem

[18]Castro Ruz, Fidel, discurso, II Congreso de la FEU, 20 de diciembre de 1982. Soporte digital. En www.fidelcastro.discursos

[19]Castro Ruz, Fidel. En el acto de masas con motivo de la clausura del Primer Congreso del PCC, 22 de diciembre de 1975. En Fidel Castro, Discursos, t 3, pág. 146

[20]Castro Ruz, Fidel, En acto por el XXX aniversario del triunfo de la revolución, 1º de enero de 1989. Soporte digital. En www.fidelcastro.discursos.

[21]Castro Ruz, Fidel, Intervención con los directores de las EIR, 20 de diciembre de 1961. Soporte digital. En www.fidelcastro.discursos.

[22]Castro Ruz, Fidel, discurso, II Congreso de la FEU, 20 de diciembre de 1982. Soporte digital. En www.fidelcastro.discursos.

[23]Castro Ruz, Fidel, VIII aniversario de la revolución, 2 de enero de 1967. Soporte digital, en www.fidelcastro.discursos

[24]Castro Ruz, Fidel, En la clausura del V Congreso de la Unión de Jóvenes Comunistas, Teatro “Karl Marx”, Ciudad de La Habana, 5 de abril de 1987. Soporte digital, en www.fidelcastro.discursos

[25]Castro Ruz, Fidel, en el XXXII aniversario del Desembarco del Granma, Plaza de la Revolución, 5 de diciembre de 1988. Soporte digital, en www.fidelcastro.discursos

[26]Castro Ruz, Fidel, En el acto por el 30 aniversario de su entrada a La Habana, ciudad libertad, 8 de enero de 1989. Soporte digital, en www.fidelcastro.discursos

[27]Castro, Ruz, Fidel, Discurso en el XXX aniversario de la desaparición de Camilo. 28 de octubre de 1989. Soporte digital, en www.fidelcastro.discursos

[28]Castro Ruz, Fidel, No hay dos socialismos iguales: Entrevista con la Revista Siempre. Entrevista a Beatriz Pagés, 9 de mayo de 1991.Soporte digital, en www.fidelcastro.discursos

[29]Castro Ruz, Fidel, entrevista a Beatriz Pagés, ya citada.

[30]Ibídem.

[31]Castro Ruz, Fidel, discurso en el XVI Congreso de la CTC, Teatro Carlos Marx, 28 de enero de 1990. Soporte digital, en www.fidelcastro.discursos

[32]Castro Ruz, Fidel, discurso, 28 de enero de 1990, ya citado.

[33]Guevara, Ernesto, Che, Notas para el estudio de la ideología de la Revolución Cubana. En Mis sueños no tendrán fronteras, Editorial Ocean Sur, 2018, p.88.

[34]Castro Ruz, Fidel,  Intervención en la clausura de la reunión provincial de cuadros y dirigentes de la Capital, 29 de diciembre de 1997, en www.fidelcastro.discursos

[35]Castro Ruz, Fidel, Nuestro derecho a ser marxistas-leninistas, Periódico Granma, 9 de mayo de 2015


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