Ginevra, Cuba e 9 paesi criticano le conseguenze negative delle misure coercitive unilaterali sul rispetto dei diritti umani. Mentre Amnesty International tace

Cuba, Cina, Russia, Venezuela, Iran, Bielorussia, Siria, Zimbabwe, Nicaragua e Bolivia hanno organizzato congiuntamente a Ginevra una videoconferenza sul tema dell’“impatto negativo delle misure coercitive unilaterali sul rispetto del diritto allo sviluppo”

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Aggiunte: GFJ
Il 22 settembre, durante la 48esima sessione del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, le Missioni Permanenti di Cuba, Cina, Russia, Venezuela, Iran, Bielorussia, Siria, Zimbabwe, Nicaragua e Bolivia hanno organizzato congiuntamente a Ginevra una videoconferenza sul tema dell’“impatto negativo delle misure coercitive unilaterali sul rispetto del diritto allo sviluppo”. I partecipanti all’incontro hanno discusso delle gravi violazioni dei diritti umani attraverso l’applicazione di misure coercitive unilaterali da parte degli Stati Uniti e di altri paesi occidentali, esortando questi ultimi a sospendere immediatamente tali misure.

L’ambasciatore Chen Xu, Rappresentante permanente della Cina presso le Nazioni Unite a Ginevra e altre organizzazioni internazionali in Svizzera, ha affermato che le misure coercitive unilaterali sono essenzialmente un’azione egemonica dettata da politiche di potere. Egli ha aggiunto che gli Stati Uniti e altri paesi occidentali, ignorando le conseguenze portate dell’epidemia, hanno intensificato le loro misure coercitive unilaterali, mettendo in serio pericolo la salvaguardia dei diritti umani fondamentali della popolazione dei paesi colpiti proprio da queste misure.

Le sanzioni economiche sostenute dagli Stati Uniti hanno un impatto su quasi un terzo dell'umanità in una trentina di paesi e causano morte e devastazione indicibili, negando l'accesso ai mercati globali e limitando la capacità di generare ricchezza, stabilizzare la moneta e fornire l'essenziale umano di base per le loro popolazioni. Negli ultimi decenni, gli Stati Uniti d'America hanno usato il loro considerevole potere istituzionale (sulla finanza e sulla diplomazia) per strangolare i paesi che non sono in linea con la loro agenda politica ed economica globale. Il caso più drammatico è Cuba, che ha affrontato un embargo per sei decenni, un blocco che l'Assemblea generale dell'Onu vota ogni anno per smantellare. Nel periodo attuale, le sanzioni unilaterali (primarie e secondarie) contro l'Iran e il Venezuela hanno destabilizzato questi Paesi e hanno portato a un deterioramento della salute, dell'istruzione, della nutrizione e della qualità della vita in entrambi i Paesi. 

I rappresentanti permanenti di Cuba, Venezuela, Iran,  Siria, Bielorussia e Zimbabwe e degli altri paesi hanno sottolineato che le misure coercitive unilaterali rappresentano una grave violazione del diritto internazionale e delle norme fondamentali che regolano i rapporti tra gli Stati e colpiscono gravemente lo sviluppo economico, sociale e gli standard di vita delle popolazioni dei paesi colpiti da queste misure a cui la comunità internazionale dovrebbe opporsi e resistere congiuntamente.

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