Gli Stati Uniti cercano di provocare un golpe morbido a Cuba (+Immagini)

La gioventù cubana per Più Socialismo e contro il Golpe morbido

Cuba e Venezuela hanno finora resistito alla forza del colpo di stato morbido, ma la pressione è inesorabile

Siamo nell’era dei golpe morbidi. I colpi di Stato e le invasioni vecchio stile ottengono una stampa terribile. Le immagini delle truppe statunitensi che invadevano la Repubblica Dominicana nel 1965 o marciavano ad El Chorrillo, Panama, nel 1989, ad esempio, suscitarono risentimento e rabbia. Negli anni, gli interventi militari statunitensi in America Latina sono caduti in discredito e passati di moda. Un golpe morbido, d’altra parte, è quando un gruppo di persone in minoranza si traveste da maggioranza, crea polemiche e confronti e logora finché tutti non cedono alla loro immensa pressione. Esempi di ciò sono visibili in Honduras nel 2009 e in Brasile nel 2016, nonché in Bolivia nel 2019, dove il golpe fu ribaltato dai risultati delle elezioni presidenziali nell’ottobre 2020.
Cuba e Venezuela hanno finora resistito alla forza del colpo di stato morbido, ma la pressione è inesorabile. I colpi di Stato morbidi sono più complessi da capire dei colpi di Stato o gli interventi dei marines statunitensi. Questo perché i colpi di Stato morbidi sono spesso caratterizzati da guerre dell’informazione, in cui gli archetipi di dittatori e combattenti per la libertà vengono utilizzati dagli Stati Uniti per definire le relazioni internazionali. Un’epopea rimasterizzata viene plasmata anche da falsi discorsi sull’eroismo dei protagonisti scelti dagli Stati Uniti.


Cuba non è estranea alla pressione degli Stati Uniti, con invasioni, tentativi di assassinio e un blocco che plasmano la vita dei cubani. Negli anni ci furono diversi tentativi di condurre un colpo di Stato morbido contro la rivoluzione cubana. Nel novembre 2020, un gruppetto di persone che pensano di essere combattenti per la libertà si barricò in una casa nel quartiere di San Isidro all’Avana Vecchia. Questioni legittime furono trascinate in ciò che sembrava un altro tentativo di golpe morbido: dialogo tra artisti e istituzioni culturali, opportunismo politico, pandemia e crisi economica sempre più aggravata dalle nuove misure unilaterali imposte dall’amministrazione Trump (che includono rimesse bloccate, ulteriori sanzioni finanziarie e persecuzione delle petroliere).

Punizione economica
Cuba affronta una punizione economica dal 1960, a un anno dal trionfo della Rivoluzione cubana. Ma dal 2017 l’isola ha subito un’escalation di tentativi di sabotaggio economico dagli Stati Uniti, aumentati durante la pandemia COVID-19. Il cosiddetto Movimento San-Isidro (MSI), ampiamente trattato dai media, ha un innegabile legame con tale golpismo morbido. Denis Solis, rapper e capo dell’MSI, ammise di aver ricevuto denaro da statunitensi. Questo appare un altro sforzo di Trump per alimentare le tensioni e complicare il passaggio all’amministrazione Biden (che intende cercare di riequilibrare le relazioni bilaterali dopo quattro anni di tentativi deliranti di Trump di rovesciare la rivoluzione cubana). I cubani subiscono gli effetti della punizione economica collettiva. La repressione di viaggi e rimesse dagli Stati Uniti, inclusa la chiusura forzata delle oltre 400 filiali della Western Union a Cuba, impoveriva la principale fonte di reddito di molti artisti, piccoli imprenditori e centinaia di migliaia di cubani. La sofferenza è palpabile; si traduce in code lunghe per cibo, medicine e carburante e aumenta le difficoltà per ristoranti e hotel a conduzione familiare. Significa che i cubani non possono abbracciare i propri cari che vivono negli Stati Uniti.

Prodotto negli Stati Uniti d’America
Nonostante i tentativi di destabilizzare la vita a Cuba, le reti collettive e lo Stato cubano forniscono servizi e mantengono un’alta coesione sociale. Non ci volle molto a ché la finta San Isidro cadesse a pezzi senza causare danni. Ma il governo degli Stati Uniti non poteva lasciare che tale faccenda finisse senza farne un film epico sul bene e il male. L’incaricato d’affari dell’ambasciata nordamericana all’Avana, Timothy Zúñiga-Brown, trasportava sulla sua auto alcuni capi del MSI, mentre gli alti funzionari del dipartimento di Stato nordamericano definivano tali golpisti “colleghi”. Alcuni di essi proclamarono apertamente simpatia per Donald Trump, infatti, Solis pubblicamente riconobbe Trump a suo presidente; i membri del MSI ricevettero soldi dagli Stati Uniti per la “promozione della democrazia”. Tracey Eaton, giornalista della Florida, documentò come il governo degli Stati Uniti spende 20-45 milioni di dollari all’anno dal 1996, quando iniziò a sostenere finanziariamente i gruppi per provocare un “cambio di regime a Cuba”; questo denaro, più di 500 milioni di dollari, fu fornito ai sensi della Sezione 109 dell’Helms-Burton Act del 1996. Non ci sono informazioni su quanto ne fu speso in operazioni segrete, o sul complotto di San Isidro. Gli sforzi per confermare cosa ci sia in tali programmi di “promozione della democrazia” non sono facili da monitorare; l’assenza di trasparenza di tali programmi mostra la loro ipocrisia. Eaton ebbe un certo successo grazie al Freedom of Information Act (FOIA), ma ci sono molte cose sconosciute su tali operazioni. Con Obama, le richieste di informazioni sul “cambio di regime” furono respinte. Molte di tali operazioni violano le leggi cubane e statunitensi. Un articolo del New York Times del 2014 fece luce su questo problema. Alan Gross, agente dell’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (USAID), fu arrestato nel 2009 a Cuba durante una “missione clandestina per l’accesso a Internet utilizzando tecnologia sensibile che solo i membri utilizzano”, secondo un articolo in Politico. Poco dopo, il governo degli Stati Uniti adottò un programma che portò allo sviluppo di un sistema antigovernativo simile a Twitter da parte della Creative Associates International (di Washington, DC) chiamato ZunZuneo. Lo scopo di tale piattaforma, come il New York Times chiarì, fu “fornire ai cubani una piattaforma per i messaggi da condividere con un pubblico di massa e, infine, essere utilizzato per assemblare ‘smart mobs’.” Le informazioni su tali programmi sono rare, poiché il governo degli Stati Uniti li classificava pesantemente. Anche chi dovrebbe averne la supervisione non le sa. Le informazioni trapelano solo quando i programmi falliscono, il che accade frequentemente.

Con Trump, il governo degli Stati Uniti creò una rete di centinaia di media digitali, principalmente a Miami, per diffondere disinformazione su Cuba. L’obiettivo di tale rete è amplificare la disinformazione sugli eventi e proiettare l’obiettivo del governo degli Stati Uniti come voluta dagli stessi cubani. Ciò fa parte della Guerra Non Convenzionale di Quarta Generazione, o Guerra Ibrida, sofisticata forma di guerra usata dal governo degli Stati Uniti per creare caos psicologico e culturale e dettare l’agenda di Washington in un paesaggio politico devastato. Ed Augustin del Guardian intervistò Esteban Rodríguez, una dei coinvolti nell’episodio di San Isidro e corrispondente dell’ADN Cuba; questa società mediatica della Florida ricevette una sovvenzione di 410’710 dollari nel settembre 2020 da USAID, secondo il Guardian. Rodríguez inoltre definì “perfette” le restrizioni della Casa Bianca sulle rimesse; tuttavia, Augustin scrisse che il corrispondente dell’ADN “sosteneva falsamente che la maggior parte del denaro inviato finisce nelle casse dello Stato”. Rodríguez affermò anche: “Se fossi stato negli USA avrei votato Trump”. Questo è un cosiddetto giornalista imparziale responsabile dell’incendio a San Isidro.

Lo scopo del golpe morbido è provocare una risposta violenta dal governo cubano, che verrebbe acuito da gente come Rodríguez come pretesto per la destabilizzazione del Paese. I think tank negli Stati Uniti che altrimenti si scatenano su tali incidenti ed episodi sanno nondimeno che hanno scarso impatto. Il 22 dicembre 2020, il Dialogo Interamericano, riferendosi al MSI, espresse che “il governo cubano non è vicino a ‘crollare’ e ‘cadere’, e sarebbe un grave errore sottovalutarne la capacità di mobilitarsi affrontando la crisi.”

Di fronte a questi eventi, il governo ha reagito come un corpo compatto, senza mostrare spaccature. Ha anche raccomandato a Biden di evitare le tattiche di Trump e fece notare che il governo cubano non si impegnerà in “dialoghi con una pistola alla testa”. Gli eventi di San Isidro sono un altro esempio del tentativo del governo degli Stati Uniti di creare un golpe morbido.

Nel frattempo, a Cuba c’è un’altra realtà, quella che il mondo non vede. Questa realtà dice che Cuba non soccomberà a tale pressione e non permetterà il successo dell’odio di Washington; esso fallirà sempre.

 

*Rosa Miriam Elizalde, giornalista cubana fondatrice del sito Cubadebate. È vicepresidente dell’Unione dei giornalisti cubani (UPEC) e della Federazione latinoamericana dei giornalisti (FELAP). Ha scritto diversi libri tra cui Jineteros en la Habana e Nostto Chavez. Ha ricevuto il Premio Nazionale Juan Gualberto Gómez per il giornalismo in più occasioni per il suo lavoro eccezionale. Attualmente è editorialista per La Jornada di Città del Messico.

 

Pubblicato in Attualità, Blocco, Cuba, Internazionale

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