I cubani approvano nelle urne la nuova Costituzione. Un chiaro Sì alla Rivoluzione e al Socialismo!

Con l’86.85% dei voti espressi a favore del Sì (6,816,169 voti) e solo il 9% per il del No (706,400 voti), la stragrande maggioranza della popolazione cubana ha sostenuto la nuova Costituzione della Repubblica

Fonte: America XXI/RT/Prensa Latina
Notizia del: 26/02/2019
I cubani approvano nelle urne la nuova Costituzione
Dopo un lungo processo di dibattito partecipativo, la riforma costituzionale è stata approvata questa domenica a Cuba. Lo ha affermato la Commissione elettorale nazionale nel fornire i dati preliminari del voto.

Con l’86.85% dei voti espressi a favore del Sì (6,816,169 voti) e solo il 9% per il del No (706,400 voti), la stragrande maggioranza della popolazione cubana ha sostenuto la nuova Costituzione della Repubblica. Il 4,15% ha annullato il proprio voto o ha votato in bianco.

La partecipazione è stata alta: 84,4%, così che il 73,3% del corpo elettorale ha approvato il contenuto del testo legale più importante del paese. Tuttavia, entrambe le percentuali sarebbero più alte, perché si tratta di dati preliminari.

“E’ stata ratificata la Costituzione della Repubblica di Cuba, con un referendum costituzionale lo scorso 24 febbraio 2019, da parte della maggioranza dei cittadini con diritto di voto”, ha affermato il presidente della Commissione Elettorale Nazionale, Alina Balseiro Gutiérrez .

“Noi cubani abbiamo dato un sì a Cuba e un sì alla rivoluzione. Una risposta energica agli increduli che da Washington vociferano sulla fine del socialismo, con politiche che hanno oltre 60 anni di comprovato fallimento”, ha dichiarato il ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodriguez, al conoscere i risultati.

Il capo dello Stato, Miguel Diaz-Canel ha affermato ai media dopo aver lasciato il seggio elettorale, che si tratta di una costituzione “moderna” che “formula uno Stato socialista di diritto”. “Ci consentirà di sbloccare i processi e avanzare in modo più determinato nella costruzione del modello socio-economico”, ha aggiunto.

Ha poi ricordato che “il 24 febbraio del 1976, Cuba ha approvato la prima Costituzione socialista, già in Rivoluzione”, che ha implicato un “momento di crescita, istituzionale, giuridico e avanzamento costituzionale”.

Cosa prevede la nuova Costituzione?

Il testo approvato nel referendum di questa domenica comporta una serie di modifiche di vario genere e mantiene diritti consacrati dal modello cubano. Tra gli articoli più importanti ci sono:

Titolo II: aggiornamento del modello economico e riconoscimento del mercato, della proprietà privata e degli investimenti esteri per far fronte al blocco degli Stati Uniti.

Articolo 4: viene ribadito che il paese tornerà al capitalismo e sottolinea il carattere “irrevocabile” del sistema socialista.

Articolo 82: il matrimonio è considerato come una forma di organizzazione familiare “fondato sul libero consenso e la parità di diritti, doveri e capacità giuridica dei coniugi”. Viene così modificata la descrizione di unione tra uomo e donna, aprendo la porta alla legalizzazione in futuro del matrimonio paritario.

Articoli 126 e 127: si crea la carica di presidente del paese che avrà un mandato di cinque anni con un’opzione per una singola rielezione per un periodo di tempo simile. Inoltre, l’età minima richiesta per candidarsi a questa posizione sarà di 35 anni e l’età massima di 60 anni al momento della presentazione per la prima volta.

Articolo 15: la natura secolare dello Stato è resa esplicita e viene mantenuta la libertà di credo e l’eguale rispetto per tutti i credenti.

L’articolo 55 afferma che “i media fondamentali di comunicazione sociale” in qualsiasi forma e supporto sono proprietà socialista e “non possono essere oggetto di altri tipo di proprietà”.

Articolo 42: tutte le persone riceveranno “parità di retribuzione per lo stesso lavoro, senza alcuna discriminazione”.

Articoli 72 e 73: sia la salute che l’istruzione saranno garantite dallo Stato a titolo gratuito.

Articolo 86: si riconoscono bambini, bambine ed adolescenti come soggetti di pieno diritto per assicurare “uno sviluppo armonioso e completo” tenendo conto “dei loro interessi nelle decisioni e le azioni che li riguardano.”

Secondo l’agenzia Prensa Latina, quasi 9 milioni di cubani, circa 11.500.000 di abitanti, hanno partecipato a 133.000 incontri di discussione svoltisi in quartieri, centri di lavoro e centri di studio. Da lì sono sorte circa 783.000 proposte di modifica, aggiunta o cancellazione di articoli.

Pubblicato in Attualità, Cuba

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