Il club di Parigi vuole cancellare il debito estero di Cuba. Sfidando gli USA di Trump

Come è noto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump negli ultimi due anni sta cercando di soffocare economicamente il vecchio nemico della guerra fredda. Sono innumerevoli le sanzioni che la sua amministrazione ha imposto a Cuba nel tentativo di sovvertire il legittimo governo.

di A. Puccio
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Come è noto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump negli ultimi due anni sta cercando di soffocare economicamente il vecchio nemico della guerra fredda. Sono innumerevoli le sanzioni che la sua amministrazione ha imposto a Cuba nel tentativo di sovvertire il legittimo governo.
Una buona notizia però per le casse dell’isola arriva dal Club di Parigi, l’organizzazione finanziaria informale che raggruppa i leader economici mondiali. Il Club di Parigi sarebbe pronto ad approvare una moratoria sul debito dell’isola per quest’anno contro la volontà degli Stati Uniti che starebbero facendo pressioni presso i membri dell’organizzazione per far naufragare il progetto.

club di parigi – AffariEconomici

Non è chiaro l’ammontare preciso del debito che Cuba ha ancora con i membri del Club di Parigi ma fonti ben informate parlano di circa 5,2 miliardi di dollari. Nel 2015 il governo cubano aveva firmato un accordo con i creditori che fanno parte del Club di Parigi, senza la ovvia partecipazione degli Stati Uniti dell’allora presidente Obama, il presidente che per molta parte dell’opinione pubblica sarebbe stato quello che stava normalizzando le relazioni con l’isola caraibica, una posizione che definire schizofrenica è poco, che riduceva il pregresso debito che ammontava a 11,1 miliardi di dollari di ben 8,5 miliardi.

Il Club di Parigi nei mesi scorsi aveva deciso di concedere una moratoria sul debito di sei mesi ai paesi più poveri per combattere la crisi provocata dalla pandemia. Cuba però non fa parte di questi paesi, da qui la necessità di un accordo separato che per la sua approvazione non ha bisogno del bene placido degli Stati Uniti. Nei primi mesi dell’anno il governo cubano aveva chiesto una moratoria di due anni ai suoi creditori, ma per il momento il suo debito che scade alla fine di ottobre dovrebbe essere congelato per un solo anno.

La crisi provocata dalla pandemia ha creato non pochi problemi anche a Cuba. La chiusura dei confini ha di fatto precluso ogni entrata dal turismo, fonte primaria di ingresso per lo stato di moneta pregiata. Lo stato, per far fronte alle cure sanitarie hai malati e a tutte le misure di prevenzione, ha dovuto spostare varie poste di bilancio verso la sanità. Infine le sanzioni che gli Stati Uniti ogni giorno impongono all’isola aggravano la sua situazione economica dato che per acquistare le merci necessarie all’estero lo stato caraibico deve rivolgersi a quelle nazioni che non rispettano il blocco economico che spesso si trovano molto distanti come la Cina o la Russia con evidenti aggravi dei costi di trasporto.

 

Pubblicato in Attualità, Blocco, Cuba, Internazionale

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