Il giornalismo di Ernesto Che Guevara

Ci ha lasciato il suo inconfondibile stile di scrittura,
con eleganza, brevità e veridicità,
ogni dettaglio di ciò che gli passava per la mente.
Era un predestinato, ma non lo sapeva“.

Fidel Castro Ruz

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Etica e verità, senza orpelli. Il giornalismo del Che – il suo pensiero, la sua azione – si concentrava sulla nuova morale della società nascente, sui principi e sui diritti che la giustizia rivoluzionaria aveva portato alla luce per il popolo. Verità dure come ceselli, ma opportune, precise, condivisibili… tipiche di un tiratore scelto. (Da Mesa Redonda, Che periodista)

di Claudia Patricia Domínguez (*)
Fonte: Periodico
Traduzione e aggiunte: GFJ

Per Ernesto Che Guevara la scrittura era più di un’abitudine personale, era lo specchio in cui rifletteva le sue idee. Nei suoi 39 anni di vita ha sempre praticato questo infinito, che smise di usare il 7 ottobre 1967, quando scrisse nelle ultime righe del suo Diario de Campaña en Bolivia la seguente idea: “La notizia sembra essere un deviazionista“.

Sarebbe una coincidenza che le parole conclusive di questa nota si riferiscano alla possibile o meno veridicità di un’informazione, perché il Che ha sempre dato grande importanza alla stampa nella formazione degli stati d’opinione; in questo caso, ha messo in guardia dall’uso improprio della stampa da parte dei media capitalisti, un fattore che in qualche misura ha portato alla distruzione del movimento di guerriglia.

Ernesto Che Guevara quando era Ministro dell'Industria

Il giovane Ernesto, capace di giocare a rugby e di correre per novanta minuti con un’asma che gli chiudeva i polmoni; il Ministro dell’Industria che scambiava la sua carica per la guida di un trattore, il guerrigliero, il mito, l’eroe, il Che, era anche un giornalista.

E non si tratta di attribuirgli titoli che non gli corrispondono per riconoscere semplicemente tutto ciò che ha fatto per la libertà di Cuba e di altri popoli, ma per la vera qualità con cui ha scritto articoli, reportage, commenti e cronache.

Forse il suo antecedente più diretto con questa professione è stato quando ha creato nel 1951, insieme al fratello Roberto e ad altri amici, la rivista sportiva Tackle, la terza pubblicazione specializzata in Rugby ad essere pubblicata in Argentina.

È certo che ha lasciato il segno in molti organi di stampa latinoamericani, come la Rivista panamense Siete o in Messico, dove ha lavorato come fotografo e reporter per l’Agencia Latina de Noticias, coprendo i secondi Giochi Panamericani, tenutisi in quel Paese.

Il periodo successivo al 1959 è stato il più prolifico dal punto di vista letterario per Che Guevara, che, nonostante le sue numerose responsabilità, ha sempre trovato il tempo necessario per scrivere.

Prensa Latina. Jorge Ricardo Masetti e Ernesto 'Che' Guevara.

Nel giugno dello stesso anno, insieme a Ricardo Masetti, fondò l’agenzia di stampa Prensa Latina, affinché la verità della Rivoluzione trascendesse l’isola e rompesse il monopolio dell’informazione imposto dagli Stati Uniti d’America.

Qualche tempo dopo, nell’aprile del 1960, iniziò su Verde Olivo la sua rubrica fissa “Consejos al combatiente (Consigli al combattente), con lo pseudonimo di Francotirador, in cui affrontava le questioni inerenti al processo di trasformazione di quell’esercito di guerriglieri in una forza armata regolare.

Si trattava di cronache in cui traboccava il suo stile, spesso tagliente, pieno di ironia e con un fine senso dell’umorismo. In quasi venti articoli, sottolineava la necessità di sviluppare nell’esercito valori come la disciplina, la morale e la solidarietà.

Studioso e conoscitore della storia cubana, utilizzò nei suoi testi nomi e gesta eroiche, cercando di identificare la rivoluzione trionfante come una continuazione di quel glorioso passato.

La storia di Cuba è caratterizzata da uomini che hanno reso possibile un Paese totalmente libero. Fidel Castro Ruz ed Ernesto "Che" Guevara sono tra gli uomini più rilevanti.

La versatilità del giornalista Ernesto Guevara lo rende un maestro di questo ramo della letteratura. La sua vocazione, che ha mosso i primi passi nell’adolescenza e si è consolidata con il trionfo rivoluzionario, ratifica la qualità dei suoi scritti.

La tua eccellenza e il tuo stile ci regalano oggi un’inesauribile fonte di consultazione, che sarà la guida del giornalismo rivoluzionario di cui siamo il seme.
Grazie Che per averci mostrato ancora una volta la tua grandezza.

 

(*) Claudia Patricia Domínguez: Sono laureata in giornalismo. Amo il mio bambino. Amo la musica dei Buena Fe e mi piacciono i testi di García Márquez.

Vedi anche:

13 agosto. “Canto a Fidel”. Di Ernesto Che Guevara

“Epistolario de un tiempo”, le lettere più emblematiche di Che Guevara in un libro

19 novembre 1960: Mao Zedong e Ernesto “Che” Guevara. L’incontro di due rivoluzionari (Conversazione completa + Foto)

IN RICORDO DI CHE GUEVARA. Di Italo Calvino

Fidel parla di Ernesto Che Guevara

 

Pubblicato in Attualità, Cuba, Cultura

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