“In mio nome, NO!” Chiara risposta allo show anticubano in Francia

2013, mercenario cubano riceve il “Premio Sacharov”. Lo show continua…

Il Comitato di coordinamento dei residenti cubani in Francia ha affermato oggi che nessun mercenario può usurpare il diritto di parlare in nome dell’isola e del suo popolo, in riferimento a uno show anticubano organizzato questo venerdì 26 febbraio.

Fonte: Cuba, Isla Mia
Traduzione: GFJ

20, 25, 40 anni fuori da Cuba

Il Comitato di coordinamento dei residenti cubani in Francia ha affermato oggi che nessun mercenario può usurpare il diritto di parlare in nome dell’isola e del suo popolo, in riferimento a uno show anticubano organizzato questo venerdì 26 febbraio.
In una dichiarazione intitolata “In mio nome, NO!” il Comitato di coordinamento dei residenti cubani in Francia ha definito illegittimo lo sfruttamento da parte di alcuni della visibilità data dai monopoli e dalle imprese mediatiche transnazionali “per inginocchiarsi al servizio dei nemici di Cuba e della Rivoluzione che difendiamo“.

Un paio di eurodeputati di destra hanno invitato oggi i controrivoluzionari cubani a un forum virtuale per attaccare il paese caraibico, un evento promosso come se fosse una riunione ufficiale del Parlamento europeo, una camera composta da 705 membri.

La loro voce non sarà mai la voce del nostro popolo, né le loro pretese legate al diritto inalienabile dell’isola di salvaguardare il cammino scelto da tutti gli uomini e le donne della nazione, ha sottolineato il Comitato di coordinamento, davanti al forum che ha come punta di diamante la canzone ‘Patria e vita’, con cui i suoi interpreti cercano di distorcere lo storico slogan ‘Patria o morte’.

A questo proposito, ha ribadito che il canto dei cubani dignitosi è ‘Patria o morte‘, una decisione che ha qualificato come inalienabile.

Non ci rappresentano, non ci identifichiamo con loro, né loro con i nostri valori, hanno insistito i cubani che vivono in Francia, che nel testo hanno messo a nudo il calibro dei mercenari disposti a lasciarsi usare contro il paese dove sono nati.

Ripudiamo gli annessionisti pagati che bruciano l’immagine di José Martí e macchiano la bandiera, e quelli che, usando l’arte come pretesto o la loro fedina penale come vetrina, cercano di cancellare l’onore e il sangue dei martiri della patria, quella che abbiamo costruito sulle rovine del colonialismo e del neocolonialismo, hanno concluso.

(da Prensa Latina)

Pubblicato in Attualità, Cuba, Internazionale

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