Juan Almeida Bosque, un cubano speciale

Quanto si può dire del rivoluzionario nato nel quartiere di Poey all’Avana 95 anni fa; colui che, divenuto Comandante della Rivoluzione, vive eternamente sulla cima della Loma de la Esperanza, nel cuore della Sierra Maestra: Juan Almeida Bosque.

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Traduzione: GFJ


Foto: rilievo dell'artista Enrique Ávila González

La vita di un uomo che lucidava scarpe dall’età di nove anni, che per rispettare i muratori si considerava “mezzo cucchiaio“, ma le cui idee e il cui coraggio lo portarono ad essere. insieme a Fidel e Raúl, moncadista, spedizioniere sul Granma e capo di una colonna di guerriglieri. Almeida è una figura esaltante nella storia di Cuba.

Al processo Moncada, l’uomo che non esitò con un fucile calibro 22 davanti alla fortezza, fu uno dei primi a riconoscere la sua partecipazione e a chiarire che lo avrebbe fatto di nuovo. Dopo la battuta d’arresto, seguì Fidel sulla collina della Gran Piedra e, imprigionato, cantò l’inno nazionale durante la visita di Batista al cosiddetto Presidio Modelo.

Capitano del Granma, come un fulmine sotto il cupo battesimo del fuoco, echeggiò ad Alegría de Pío, pistola alla mano: “Qui nessuno si arrende, c…!“, per definire per sempre un paese, e poi a El Uvero solo la pallottola nel petto paralizzò la sua avanzata, il cui cuore fu miracolosamente salvato dal cucchiaio nella tasca della camicia.

Almeida, Raúl, Fidel

Quando Fidel li promosse al grado di comandante, lui e Raúl furono incaricati da Fidel di estendere la guerriglia, e sotto il loro comando, il Terzo Fronte Mario Muñoz Monroy combatté senza tregua. La grandezza e la semplicità del leader conquistarono l’ammirazione delle sue truppe, e una speciale interrelazione s’instaurò con i contadini.

Emerso così dal popolo, con la vittoria avrebbe mostrato ancora di più le sue capacità di comando, le sue virtù politiche, rivoluzionarie e umane, il patriottismo che gli bruciava nelle vene, sia a capo del Ministero delle Forze Armate Rivoluzionarie dopo la morte di Camilo, che come capo fondatore dell’Esercito Centrale ai tempi di Girón, o nella direzione politica dell’ex provincia di Oriente.

Fidel, Almeida, Camilo

Non pochi pensano che il simpatico e sorridente Eroe della Repubblica fosse di Santiago, il figlio amorevole che riservava uno spazio ai suoi genitori sempre al suo fianco, quello che parlava con uomini, donne e bambini a Enramadas, Plaza de Marte, Parque Céspedes o la Casa de la Trova, che nell’attentato a El Cobre ha avvertito: “nessun colpo nel Santuario della Vergine“.

Era, insomma, un cubano speciale, il guerrigliero e leader politico che compose più di 300 canzoni, che scrisse numerose poesie e una dozzina di libri essenziali per capire questo bellissimo periodo della storia di Cuba, che sentiva Fidel come un padre, e Raúl, che lo definì il combattente che più somigliava ad Antonio Maceo, come un fratello per Raúl.

Pubblicato in Attualità, Cuba, Cultura

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