La cooperazione medica cubana in Svizzera ai tempi del covid-19. Una precisazione (contro la disinformazione!)

Se non hai letto il giornale, sei disinformato. Se l’hai letto, sei male informato.
(Mark Twain)

 

La di­sin­for­ma­zio­ne è una real­tà con cui tut­ti con­vi­via­mo. I po­te­ri for­ti e le isti­tu­zio­ni ne fan­no uso ed abu­so. At­tra­ver­so il con­trol­lo o la de­for­ma­zio­ne del­le in­for­ma­zio­ni essi ot­ten­go­no la ma­ni­po­la­zio­ne del­le co­scien­ze, che con­sen­te loro di na­scon­de­re o tra­sfi­gu­ra­re ve­ri­tà sco­mo­de, ga­ran­ten­do­si il con­sen­so po­po­la­re. Sen­za le agen­zie stam­pa, e ahi­mè i gior­na­li, il loro la­vo­ro sa­reb­be sen­za dub­bio più dif­fi­ci­le, se non im­pos­si­bi­le.

di Federico Jauch
29 maggio 2020

Ai fini di evitare ulteriori speculazioni e false interpretazioni da parte dei mass-media (come è già avvenuto in un articolo su ForumAlternativo, Quaderno 26, pag. 15, “Ed allora il Consiglio di Stato chiese aiuto all’Avana!”) e d’informare adeguatamente la popolazione, la Sezione Ticino dell’ASC ci tiene a precisare ciò che veramente è avvenuto con rispetto alla “cooperazione medica cubana in Svizzera ai tempi del ciovid-19”:

il 16 marzo 2020 l’ASC sezione Ticino ha scritto una lettera al Consigliere federale Alain Berset (https://www.cuba-si.ch/it/lassociazione-svizzera-cuba-scrive-al-ministro-della-salute-valutate-la-possibilita-dimportare-il-medicamento-cubano-contro-il-coronavirus/), proponendo l’importazione del medicamento cubano per combattere il Covid-19, utilizzato peraltro efficacemente da gennaio anche dalle autorità sanitarie cinesi. Contemporaneamente si chiedeva al Consiglio Federale (CF) di ricorrere al personale medico cubano, così da potenziare la risposta sanitaria ove, a causa della pandemia, ve n’era più bisogno.

Non avendo ricevuto risposta dal CF, a parte, dopo un mio sollecito, un’e-mail da parte della Cancelleria federale chiedendoci di attendere (attendiamo ancora!), in quanto “il Ministro in questo periodo è molto occupato” (e-mail del 14 aprile), abbiamo pensato, il 21 marzo di rivolgerci al Consiglio di Stato del Canton Ticino, cantone che in quel momento si trovava in serie difficoltà a causa della mancanza di personale medico e sanitario, proponendo la stessa cosa sottoposta a Berset. Il governo cantonale, dimostrando – e gliene va dato atto – un apprezzabile senso di socialità e responsabilità, si è da subito dimostrato seriamente interessato alla proposta di chiedere un sostegno al governo cubano, sotto forma di invio di personale sanitario in Ticino.

La seguente risposta giuntami dal Consigliere di Stato Raffaele De Rosa conferma senz’altro il serio interesse espresso del governo:

Grazie di cuore, signor Presidente, per la sensibilità e la vicinanza in questo difficile momento. Con i sensi della massima stima, Raffaele De Rosa” (e-mail del 24 marzo).

Seppure si tratti di un dettaglio di per sé assolutamente secondario in tutta questa vicenda, è tuttavia corretto far notare, (visto che l’articolo citato sopra non ne parla) che l’idea di far capo al personale sanitario cubano, è stata solo e unicamente dell’ASC, sezione Ticino e non dello Stato Maggiore Cantonale di condotta (SMCC), come si potrebbe dedurre dall’articolo. L’SMCC ha giocato un ruolo operativo, indicando al governo dove il potenziamento sanitario era auspicabile e in che misura. Niente di più.

Anche il ruolo giocato dal CF in questa vicenda nell’articolo citato sopra è stato totalmente distorto. Per velocizzare la concretizzazione della collaborazione con Cuba, il Consiglio di Stato ha subito sottoposto al Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) la questione. A seguito del coinvolgimento dell’autorità federale e a fronte del fatto che il Cantone può agire da solo e la Confederazione è unicamente tenuta a fare da tramite in un simile contesto (il rinforzo del proprio sistema sanitario), il 1° aprile il sottoscritto, per ricevere un aggiornamento, ha scritto al governo ticinese quanto segue:

Dall’ultima vostra comunicazione in merito, ho appreso che il Governo ticinese intendeva coinvolgere l’autorità federale, la quale, come è noto (art. 56 Cost.), in un ambito di competenza cantonale, quale è il settore della sanità pubblica (cfr. in tal senso, ad esempio:Rapporto CF “Aufgabenteilung zwischen Bund und Kantonen” del 28 settembre 2018, cap. 6, cifra 5 “Spitalfinanzierung”, pag. 31), si limita a fungere da intermediaria fra l’autorità cantonale e lo Stato estero.”

A fronte della mia richiesta di aggiornamento, il medesimo giorno da vertici del Dipartimento della sanità e della socialità (DSS) mi è stato confermato l’interesse a procedere alla collaborazione, dopo aver approfondito la questione con la Direzione generale dell’EOC (Ente Ospedaliero Cantonale), che ha identificato e precisato il fabbisogno in figure specialistiche mediche ed infermieristiche di anestesia, in ragione di cinque rispettivamente dieci unità. Pertanto, al contempo, mi è stato cortesemente domandato di contattare l’ambasciata cubana a Berna per capire se vi fosse una simile disponibilità. E ciò, vista l’urgenza, in virtù del filo diretto che l’ASC-TI intrattiene da anni con il corpo diplomatico cubano.

Da parte mia ho subito inoltrato la richiesta del governo ticinese all’Ambasciatore cubano a Berna, il quale l’ha trasmessa immediatamente alle autorità cubane competenti.

Purtroppo e comprensibilmente Cuba ha però risposto che – a quel momento – non era in grado d’inviare tutti questi anestesisti. Se le necessità ticinesi fossero state meno specialistiche, la collaborazione si sarebbe più che verosimilmente concretizzata.

Vale la pena ricordare che Il “Contingente Internazionale di Medici Specializzati in Situazioni di Disastri e Gravi Epidemie, Henry Reeve”, è stato creato nel 2005 dallo storico leader della Rivoluzione cubana, Fidel Castro. Attualmente ci sono 26 brigate con 2500 medici e infermieri del contingente Henry Reeve in 24 paesi del mondo (Europa, Africa, Medio Oriente, America Latina e Caraibi) con governi di diverso segno. Per tutti ci sono elogi per il lavoro che realizzano nella lotta contro il Covid-19.

Riteniamo pertanto che essere precisi e coerenti quando s’informa, evitando così di trasmettere ai lettori notizie distorte e incomplete, è compito fondamentale di ogni giornalista e/o comunicatrice e comunicatore sociale. O dovrebbe esserlo, altrimenti dobbiamo rassegnarci e concludere, come fece Gustave Flaubert: “Ritengo una delle fortune della mia vita il fatto di non scrivere per i giornali. Le mie tasche ci rimettono, ma la mia coscienza è soddisfatta.” Noi non ci rassegneremo mai!

Pubblicato in Attualità, Cuba, Svizzera

IL GENOCIDIO PIÙ LUNGO DELLA STORIA

Fidel Castro: Cos'è Rivoluzione

Santiago Alvarez - Solidaridad Cuba Vietnam (1965)

Cuba - Solidarietà, Salute, Internazionalismo

Archivi

Fidel Castro: Cosa sono gli Stati Uniti (video)