La guerra delle bugie contro i paesi “infedeli”. Cuba in primis. L’Europa, come sempre, s’inginocchia e tace

Quando gli stranieri arrivano sull’isola si rendono subito conto dell’inganno quando vedono che  “le violazioni dei diritti umani” sono fabbricate e la presunta repressione e le detenzioni arbitrarie dei cosiddetti “oppositori” non esiste. Foto: Gruppo di partecipanti a un viaggio sociopolitico e culturale, organizzato dalla sezione Ticino dell’ASC, Piazza della Rivoluzione, La Habana, 1° Maggio 2018

“Coloro che a tradimento seminano fuoco e morte per odio verso la prosperità degli altri non sono degni di pietà”. José Martí

di  Arthur González
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Traduzione e aggiunte: G. Federico Jauch

Gli Stati Uniti spendono milioni di dollari ogni anno nella loro guerra di menzogne contro qualsiasi nazione, governante o partito politico che non si inginocchia davanti ai loro dettami. Cuba è stata vittima di questo stratagemma per 62 anni.

Chiunque nel mondo legga un giornale, un quotidiano, una rivista, guardi le notizie in televisione o nelle reti sociali, trova una Cuba virtuale, demonizzata dalla propaganda strutturata da specialisti della sovversione, addestrati negli Stati Uniti per sviluppare una guerra mediatica ampia e permanente. E la gente ci crede.

Gruppo di partecipanti a un viaggio sociopolitico e culturale, organizzato dalla sezione Ticino dell'ASC in visita alla compagnia teatrale infantile "La Colmenita". Tutti si stupiscono di trovare un paese completamente diverso dalle narrazioni mainstream. La Habana, 2018

Ma quando gli stranieri arrivano sull’isola, compresi i diplomatici statunitensi, si rendono subito conto dell’inganno quando vedono che  “le violazioni dei diritti umani” sono fabbricate e la presunta repressione e le detenzioni arbitrarie dei cosiddetti “oppositori” non esiste. Si rendono anche conto che la gente non conosce nemmeno i dipendenti del NED, USAID e del Dipartimento di Stato, motivo per cui Washington proibisce ai suoi cittadini di viaggiare a Cuba.

Per mesi questa guerra si è intensificata per far credere che c’è un movimento di opposizione e da qui l’ordine di fare un sit-in davanti al Ministero della Cultura, organizzato dalla vecchia collaboratrice della CIA, Tania Brugueras nonché la rapida diffusione che è avvenuta nelle reti sociali, un fatto che si è squagliato come schiuma, mancando l’appoggio sociale ed essendo denunciato con solidi argomenti in TV,  dimostrano chi paga e dirige realmente questi “dissidenti”.

Nella foto, a sinistra, l'"artista" Luis Manuel Otero Alcántara

Lo stesso accade con l'”artista” senza opere riconosciute, Luis Manuel Otero Alcántara e il suo alleato temporaneo Maykel Osorbo Castillo, entrambi con un distruttivo atteggiamento sociale che li squalifica davanti alla maggioranza del popolo cubano.

Il problema che gli Stati Uniti affrontano sull’isola è la mancanza di un vero pool di “oppositori” ed è per questo che sono costretti a trattare con elementi di questo tipo, anche se la cosa più triste è la pressione che esercitano sull’Unione Europea per appoggiarli nei loro piani contro Cuba e rompere l’accordo di cooperazione, per serrare ancora di più l’assedio economico, con il sogno di vedere un’esplosione popolare di fronte alla carenza di cibo e altri prodotti, causata dalla guerra economica, commerciale e finanziaria, che è davvero una violazione dei diritti umani.

La vergogna del Parlamento europeo

Ora il Parlamento europeo si prepara a condannare Cuba per l’inventata “violazione” dei diritti umani, qualcosa di vergognoso se si tiene conto che ha taciuto completamente contro gli assassinii di cittadini neri per mano di poliziotti bianchi negli Stati Uniti, e la sua riconosciuta responsabilità per la morte di 23 civili nel 2020 nel mondo, principalmente durante le sue operazioni in Afghanistan.

Il silenzio europeo di fronte alla repressione selvaggia contro chi protesta negli Stati Uniti contro questi abusi è stridente; lo stesso vale per i massacri commessi in Colombia contro i leader sociali, la repressione crudele delle squadre di polizia, le detenzioni arbitrarie, gli abusi sessuali e la scomparsa di molti giovani, lavoratori e professionisti che chiedono una vita migliore.

A Cuba non si è mai visto niente di simile a quello che sta soffrendo il popolo colombiano, o il popolo cileno, dove ci sono decine di morti e accecati dalla repressione della polizia, ma poiché i loro governanti sono lacchè di Washington, sembra che abbiano la licenza di uccidere, violare i diritti umani, arrestare, imprigionare e torturare, senza che l’Unione Europea si preoccupi di emettere comunicati per sanzionarli.

Esecrabile posizione assunta dai parlamentari europei, di destra e non solo, molti di loro considerati “rapporti di lavoro” dell’ambasciata yankee a Bruxelles, che ricevono istruzioni per agire contro la Rivoluzione.

Cuba è stata sottoposta ad accuse infondate per più di mezzo secolo, attraverso crociate mediatiche sostenute dai media mainstream, molti dei quali reclutati dalla CIA nell’ambito della nota Operazione Mockingbird e negli ultimi anni nelle reti sociali, cosa molto auspicata dagli yankee, esposte nel 1996 dalla RAND Corporation dell’Istituto di Ricerca della Difesa Nazionale degli Stati Uniti, in uno studio preparato per il Dipartimento della Difesa, intitolato “Telecomunicazioni cubane, reti informatiche e loro implicazioni per la politica statunitense“.

Lo studio afferma:

“Incoraggiare il collegamento di Cuba a Internet, utilizzare Internet per trasmettere notizie e analisi equilibrate, promuovere l’uso di Internet da parte di ONG cubane, università e altri destinatari, per aiutare ad aprire Cuba e forzare l’emergere di una società civile indipendente”.

Per questo, tra il 2004 e il 2006, USAID ha distribuito circa 35 milioni di dollari per progetti sovversivi contro Cuba, molti dei quali direttamente legati alla questione della tecnologia dell’informazione e delle comunicazioni.

Con questa illusione, nel 2012, durante un evento tenuto presso la Heritage Foundation degli Stati Uniti e Googles Ideas, è stato preparato un rapporto per il governo, che raccomanda la creazione di una rete WIFI remota per consentire l’accesso a Internet per i cubani e il senatore Marco Rubio, presente all’evento, ha affermato:

“Il sistema totalitario cubano potrebbe crollare, se tutti i cubani avessero libero accesso a Internet, perché Cuba seguirebbe lo stesso destino di quei paesi che hanno attraversato la primavera araba”.

È così che sono nati Zunzuneo, Piramideo e altri progetti abortiti, perché a Cuba la verità e la ragione si trovano nel popolo e non nelle bugie costruite e diffuse dalle reti sociali.

Ipocriti gli yankee e i loro lacchè europei che non imparano da tanti disastri e sprechi di denaro.

Cuba ha una vera Rivoluzione difesa dalla maggioranza della sua popolazione, una realtà che l’odio dei suoi nemici impedisce loro loro di capire.

José Martí fu molto chiaro quando affermó:

“Coloro che a tradimento seminano fuoco e morte per odio verso la prosperità degli altri non sono degni di pietà”.


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