Spazio “Doble rasero” in Cubainformación TV
Traduzione: Elena Masera Arigoni
La libertà di stampa è stata sequestrata… e non a Cuba
José Manzaneda, coordinatore di Cubainformación
Alcuni poliziotti hanno arrestato e ammanettato una giovane americana in una strada del Michigan (1). Stava denunciando davanti a una telecamera il bombardamento degli Stati Uniti sul Venezuela, che ha causato più di cento morti, nonché il sequestro del presidente Nicolás Maduro (2). Se questa scena fosse avvenuta a Cuba o in Venezuela, il video sarebbe stato trasmesso dalle televisioni di tutto il mondo. Ma non è stato così.
Cosa trasmettono i canali televisivi di tutto il mondo? Coloro che legittimano, in misura maggiore o minore, l’operazione militare contro Caracas (3), compresi terroristi conclamati, improvvisamente trasformati in «pacifici oppositori venezuelani perseguitati» (4).
Repressione in Europa per proteggere Israele
Sono ormai 70mila le vittime del genocidio palestinese. Ma i governi europei continuano a proteggere Israele (5). Nel Regno Unito, tre attivisti dell’organizzazione Palestine Action hanno sospeso il loro sciopero della fame, dopo 73 giorni, dopo aver ottenuto da Londra una delle loro principali richieste: la sospensione dell’acquisto di armi dalla società israeliana Elbit System (6). Nel 2024, Palestine Action è stata dichiarata illegale in quanto “organizzazione terroristica”, oggi 24 suoi militanti sono in carcere (7) e 1.600 persone sono state arrestate durante manifestazioni pacifiche a sostegno dell’organizzazione (8).
A Berlino, nel mese di novembre, la polizia ha fatto irruzione in un evento di solidarietà e ha sequestrato le fotografie delle donne palestinesi detenute (9). La settimana scorsa, la Procura di Parigi ha ordinato la perquisizione di una libreria per confiscare un libro per bambini intitolato “Dal fiume al mare: un libro da colorare”, ritenuto suscettibile di “incitare all’odio verso la popolazione israeliana” e di “danneggiare lo sviluppo morale della gioventù” francese (10). Proprio così.
E proprio questa settimana a Toledo è stata interrogata l’attivista Teresa Pantoja, accusata dalla Brigata Informativa della Polizia Nazionale spagnola di “reato di odio” per aver condannato il sionismo durante una manifestazione (11).
La libertà di stampa e i contributi neoliberisti
Libertà di stampa: la Comunità di Madrid, governata dalla destra neoliberista, tanto contraria ai sussidi, ha elargito negli ultimi quattro anni, attraverso la promozione istituzionale, circa otto milioni di euro a otto mezzi di comunicazione dell’estrema destra spagnola, come OK Diario o El Mundo (12).
È la libertà di stampa comprata con denaro pubblico… e privato. Perché lo scorso 12 gennaio, la compagnia elettrica Iberdrola ha pagato le prime pagine di 40 quotidiani e pubblicazioni spagnole (13). Potete immaginare quante notizie leggeremo che intaccheranno gli interessi di Iberdrola?
Ah, la destra e la libertà di stampa! In Bolivia, il nuovo governo di Rodrigo Paz ha eliminato i canali teleSUR e Russia Today dal palinsesto dell’azienda statale Entel (14).
Ma quello che leggiamo nelle grandi agenzie è che la Russia ha definito il mezzo di comunicazione tedesco Deutsche Welle come un’“organizzazione indesiderabile” (15). “È un altro segnale che il Cremlino vuole sopprimere la libertà di opinione”, leggiamo. Ricordare che tre anni fa l’intera Unione Europea (compresa la Germania) ha censurato tutti i media russi non è rilevante in questo contesto, vero? (16)
Nonostante l’avesse annunciato, la rete televisiva statunitense CBS ha deciso di cancellare la messa in onda di un reportage sulle condizioni disumane dei 250 migranti venezuelani deportati dagli Stati Uniti nel mega-carcere di El Salvador (17). Ricordiamo che, alcuni mesi fa, la CBS è stata acquistata da David Ellison, amico personale di Donald Trump (18). Il resto… si risolve con una telefonata.
Ma torniamo a parlare di El Salvador dove, solo nel 2025, 53 giornalisti, minacciati a seguito delle loro denunce contro il governo di Nayib Bukele, hanno dovuto rifugiarsi in esilio (19). Da quasi quattro anni è in vigore un “regime di eccezione” e 470 detenuti sono già morti nelle carceri del Paese (20).
La tirannia… degli Stati Uniti
