Libertà di stampa nel “Mondo libero”? Mah! Esempi: EL PAÍS e l’Huffington Post del Gruppo PRISA (+ VIDEO)

“I media sono un giocattolo in mano ai ricchi.
E i ricchi lo usano per diventare ancora più ricchi.”

RYSZARD KAPUSCINSKI

 

 

Il diritto all’informazione è fondamentale. Sapere chi c’è dietro ci aiuta a non finire prigionieri del pensiero unico, perché chi controlla i media, controlla la cultura. Più grandi sono i media dell’informazione, meno coraggio e libertà vengono consentiti. La loro grandezza significa la nostra debolezza.

Fonte: Kaosenlared.net
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raduzione: GFJ, ASC-TI

 

Chi sono i padroni de El País, Cadena SER, AS, Santillana o l'Huffington Post?

Chi sono i padroni dei media? I proprietari del Grupo PRISA

PRISA è il più grande gruppo di media con contenuti informativi ed educativi in Spagna e in America Latina. Possiede pure diverse stazioni radio come Cadena SER, Los40 e Cadena Dial, ed è presente nelle televisioni attraverso Media Capital. Il suo fiore all’occhiello sono il giornale cartaceo e digitale, come  El País, ma ha sotto il suo ombrello anche il giornale sportivo AS, il giornale finanziario Cinco Días e l’HuffPost. Nel mondo dell’editoria, controlla la ‘prestigiosa’ Santillana. Dopo la crisi del 2008, PRISA è stato costretto a rifinanziare il suo debito e a cercare capitali al di fuori della sua azienda.
Ogni giorno ci informiamo e formiamo la nostra opinione su questioni importanti attraverso questi media, ma quali sono i loro interessi e chi sono i loro proprietari?

Il gruppo PRISA ha importanti azionisti come il fondo d’investimento americano Amber Capital diretto da Joseph Oughourlian. Amber Capital è il principale investitore con quasi il 30%, il fondo viene controllato dal paradiso fiscale delle Isole Cayman. Il numero di azioni di Amber Capital si sta progressivamente avvicinando al limite legale, raggiunto il quale sarebbe costretto a lanciare un’offerta pubblica di acquisto. Inoltre, va notato che Amber Capital ha una percentuale così alta dopo aver rilevato quasi tutti i diritti che CaixaBank e HSBC hanno messo in vendita. Queste entità hanno ancora oggi una percentuale in PRISA e il loro braccio esecutivo è Claudio Boada, già della Lehman Brothers ed ex presidente del Circolo degli Imprenditori. CaixaBank ha l’1% e HSBC il 9%.

Rucandio S.A, di proprietà della famiglia Polanco, detiene l‘8,4% e la holding Banco Santander, divenuta azionista nel 2012, ne detiene oltre il 4%. A quanto sopra, si aggiunge Telefonica con il 9,4%, il cui rapporto viene da lontano quando entrambe si associarono nella filiale televisiva di Sogecable.

Non va dimenticato l’International Media Group, con sede in un altro paradiso fiscale, le Seychelles, che è di proprietà dello sceicco del Qatar Khalid Thani Abdullah Al-Thani, che detiene il 6,5%. Thani Abdullah Al-Thani è un altro dei pesi massimi nella direzione del gruppo di comunicazione in quanto è responsabile di diverse pubblicazioni nel Golfo Arabico, come Aljazeera, Dubai Media INC, Bahrain TV o CNBC. Lo “Sceicco di PRISA” è conosciuto nel mondo della finanza per aver presieduto la International Islamic Bank of Qatar, la quinta banca islamica e la più grande del Paese, EZDAN Holding Group o Vodafone Qatar oggi principale promotore del progetto AS Arabia, alla cui presentazione ha partecipato un orgoglioso Manuel Polanco. Quest’ultimo prevede di aumentare i suoi profitti coprendo i Mondiali di calcio in programma per il 2022.

Vale la pena ricordare che la famiglia reale di Al Thani controlla l’economia di uno dei paesi più ricchi del mondo grazie alle sue enormi riserve di petrolio e di gas e ha occupato i seggi del consiglio di amministrazione di varie società e squadre di calcio europee. Per esempio, possiedono 70% di Paris Saint Germain e  in Spagna si sono fatti conoscere per i milioni di euro investiti nel Barça (Barcellona, ndt) in cambio di pubblicità. Il suo arrivo in Spagna avviene attraverso il fondo di investimento Qatar Holding, che ha una partecipazione nel Banco Santander (nel 2010 ha rilevato il 5% di Santander Brasile), e Iberdrola con oltre l‘8%.

Il sostegno finanziario a PRISA è venuto a sua volta da altre entità come Abante Asesores, che con il 3,3% delle azioni è stata sanzionata dalla Commissione Nazionale per il Mercato dei Titoli (CNMV) per non aver comunicato questa significativa partecipazione in una società quotata in borsa, considerata una “violazione molto grave” della Legge sul Mercato dei Titoli.

I tentacoli del potere si riflettono anche in persone come Javier Monzón, un membro fidato della famiglia Botín di PRISA, che è vicino al Re Emerito e a Felipe González ed è noto non solo per aver servito in entità come Caja Madrid o Indra, ma anche per essere stato coinvolto in scandali legali come il complotto della “Trama Púnica”. Accanto a lui, e nell’ombra, ci sono figure come i magnati messicani Carlos Slim che ha una quota superiore al 4%, o Carlos Fernández González con il 4%, uno degli uomini più potenti dell’America Latina e membro del consiglio di amministrazione del Banco Santander con il maggior numero di azioni. Fernández González è responsabile della gestione, attraverso la società polacca Amrest Holdings, di franchising come KFC, Pizza Hut o La Tagliatella. Fa pure parte  l’imprenditore Roberto Alcantara, che negli ultimi tempi è stato ipotizzato che intenda cedere il 5% della sua partecipazione al Banco Santander.

L’ultimo arrivato tra gli azionisti di PRISA è il Polygon Opportunities Master Fund, con sede alle Isole Cayman, che ha prelevato l’equivalente dell’1% del capitale di PRISA attraverso un derivato finanziario. Il fondo è gestito dall’ex ufficiale militare americano Reade Eugene Griffith, la cui attività include Telepizza. Insieme a lui, un altro fondo, questa volta britannico, Melqart ha fatto irruzione con una partecipazione di oltre il 3%, un nome conosciuto nel panorama spagnolo e nella cui storia di investimenti troviamo Banco Popular, Abengoa o Día.

Los dueños del grupo PRISAChi controlla PRISA?

Dopo sei anni, Javier Moreno torna alla direzione di El País per decisione del Consiglio di Amministrazione. PRISA ha deciso di mettere al timone un vero e proprio manager, forse a causa dei problemi economici che il gruppo sta attraversando e che dovranno essere salvati ancora una volta dalle banche. In questo senso, chi meglio di un uomo che si vanta che nel suo gruppo editoriale “Santander governa e Telefónica paga” e che sembra aver imparato bene la lezione?

VIDEO (español)

Stiamo pubblicando una serie di rapporti investigativi che aiuteranno a tracciare una mappa dei media in Spagna e della sua rete di proprietà. Il prossimo sarà Grupo Vocento, il proprietario della ABC.


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Pubblicato in Attualità, Cultura, Internazionale

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