Perdonali, non sanno quello che fanno. Anzi, denunciali, sanno benissimo quello che fanno!

Ai deboli di principio, a quelli che si lasciano ipnotizzare dalle luci al neon del capitalismo neoliberale, a quelli che, nella loro ignoranza della storia, non riescono a capire che nell’intransigenza di questo popolo alberga la sua sopravvivenza, dovrebbero anche sapere che qualsiasi concessione, tregua o consenso, sarà semplicemente vana.

di Miguel Cruz Suárez 
Fonte:
Traduzione: G. Federico Jauch


Opera di Cristhian González-Téllez del Río

Poveri gli ignoranti che pensano che siamo un popolo ingenuo.

A questo punto, chi ha dei dubbi che l’unico e ultimo obiettivo dei nemici storici di Cuba sia il crollo della Rivoluzione?

I deboli di principio, quelli che si lasciano ipnotizzare dalle luci al neon del capitalismo neoliberale, quelli che, nella loro ignoranza della storia, non riescono a capire che l’intransigenza di questo popolo è stata la sua sopravvivenza, dovrebbero anche sapere che qualsiasi concessione, tregua o consenso sarà semplicemente vana. Mai si accontenteranno del dito coloro che hanno sempre voluto tutto il corpo.

Nessuno che abbia una minima conoscenza della storia potrebbe credere che coloro che hanno così a lungo sognato di possedere l’intero frutto possa accontentarsi di un solo morso. È illusorio pensare che sappiano accontentarsi della metà del premio.

Per l’attuazione di Cuba, qualunque essa sia, non ci saranno applausi da parte di coloro che ci odiano. Sugli spalti del Colosseo politico dove si combatte, è difficile modificare l’orientamento dei pollici, essi vogliono il corpo senza vita del gladiatore, e faranno di tutto per cercare di ottenerlo.

Coloro che esigono cambiamenti politici, o posture concilianti da parte cubana, piegate ad un disegno straniero, sanno molto bene che produrranno solo pietre per lastricare il cammino finale del nostro socialismo. Non c’è spazio per l’ingenuità in una questione così vitale.

D’altra parte, costoro non riconoscono il diritto di Cuba a un dialogo rispettoso e in condizioni di parità, ciò che è stato proposto più di una volta, anche se questo arcipelago avrebbe tutta la morale del mondo per porre le condizioni a coloro che ci bloccano in modo criminale e totalmente illegale, senza addurre  argomenti veri e credibili, se non quelli genocidi di cercare di annichilire un paese attraverso la fame, le malattie e la miseria.

Abbiamo molte cose da modificare, modi da correggere, schemi da rompere, percorsi da perfezionare, ma solo sotto la nostra egida e per decisione sovrana, mai sotto il diktat di pressioni straniere o ricatti politici, perché sarebbe come esporre a rischio i nostri principi che non sono negoziabili, se vogliamo mantenere l’indipendenza che ci  è costata tanti anni di lotta.

Difendersi da tali intenzioni malevole non lascia spazio a smielate tolleranze con coloro che ricevono la loro paga mercenaria e compiono la pietosa missione di cercare di minare una tranquillità civica che molti popoli invidiano.

Di fronte a tutti i venti contrari, la Rivoluzione, pazientemente, ha saputo conservare l’equilibrio e la moderazione; ma attenzione, come ha detto giustamente il presidente Díaz-Canel, c’è un limite che il nemico non deve osare superare.

 

 

Pubblicato in Attualità, Blocco, Cuba, Internazionale

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