Perù, sofferente e tenero. Fotoreportage

Dolore e tenerezza sono separati da una sottile e impercettibile membrana di vita. Vanno insieme, stretti come le ragazze e i lama che custodiscono nelle sierras. Come quelle tessiture multicolori che le donne annodano sui loro telai rustici, a testimoniare che dietro e sotto l’angoscia continuano a battere la forza e l’energia di una cultura che non si arrende né si svende.
Foto: © Gerardo Magallón

…armi per difendere la vita e i beni dalle crudeltà più diverse, di quelle che abbondano nella flagellata regione andina, per mano di preti e vescovi, di proprietari terrieri e latifondisti che formano le loro guardie private per tenere a bada gli Indios.

Testo: Raúl Zibechi
Fotografie: © Gerardo Magallón
Fonte:
vedi anche:
Traduzione: GFJ

© Gerardo Magallón

Perú doliente y tierno

Le armi fanno parte del paesaggio e del linguaggio peruviano. Modi di vita cesellati da strumenti di guerra e distruzione per cinque secoli, così tanti che il loro uso è diventato senso comune a tutti i livelli della società. In alto, la violenza genocida dal momento in cui il conquistador ha messo piede in queste terre. In basso, armi per difendere la vita e i beni dalle crudeltà più diverse, di quelle che abbondano nella punita regione andina, per mano di preti e vescovi, di proprietari terrieri e latifondisti che formano le loro guardie private per tenere a bada gli Indios.
...armi per difendere la vita e i beni dalle crudeltà più diverse © Gerardo Magallón
Dietro ogni arma ci sono esseri umani. Bambini e bambine, addirittura. Che sorridono, giocano, sorridono di nuovo… e sfilano segnando goffamente i loro passi perché in realtà si dilettano tra i loro coetanei. Senza ancora fermarsi a ragionare su come la vita li stia portando, troppo presto, dalla culla alla guerra senza alcun transito intermedio, senza quell’adolescenza che sulle Ande sembra un lusso di altri mondi.
...dalla culla alla guerra senza alcun transito intermedio © Gerardo Magallón
Le ronde contadine sono proprio questo, la vita quotidiana delle comunità andine determinate a difendersi. Inizialmente, dai ladri di bestiame che trovano sempre un giudice o un commissario complice delle loro scorribande. I volti severi e segnati dalle intemperie degli anziani che impugnano le armi nelle ronde mostrano nelle loro pieghe il rigore di una vita controcorrente rispetto alle comodità e ai piaceri, regolata sul lavoro manuale a tremila metri di altitudine, dove il sole e il freddo lasciano segni indelebili sulla pelle.
...i volti severi e segnati dalle intemperie degli anziani che impugnano le armi nelle ronde © Gerardo Magallón

Persino le celebrazioni religiose, come la Settimana Santa nella flagellata Ayacucho, erano organizzate sotto la minaccia delle armi. La violenza della guerra interna non rispettò, come durante la conquista, nemmeno gli angoli più nascosti della vita privata, trascinando anche i neonati nel vortice della crudeltà e degli eccessi dello spargimento di sangue. Addirittura i mercati, dove le donne con i piedi nudi e le mani callose si affannano a cucinare la vita, sono diventati spazi dominati da maschi armati e minacciosi, la cui sola presenza intimorisce per il semplice fatto di indossare l’abito della morte.

...la violenza della guerra interna non rispettò, come durante la conquista, nemmeno gli angoli più nascosti della vita privata © Gerardo Magallón

Per tutti questi motivi, i sorrisi di questi bambini che si ostinano a continuare a essere, contro ogni probabilità, contro ogni speranza razionale, non ci sorprendono. Forse è per questo che continuano ad essere bambini e bambine andini, eredi di una tradizione secolare di pianto e resistenza, le cui marachelle ci arrivano attraverso l’obiettivo delicato e tenero di Gerardo.

...bambini e bambine andini, eredi di una tradizione secolare di pianto e resistenza © Gerardo Magallón
Casa del niño Ayacucho. © Gerardo Magallón

Plaza central de Ayacucho. 1992 © Gerardo Magallón

Ayacucho vida cotidiana. © Gerardo Magallón
Wari. Mujer con alpaca. © Gerardo Magallón
Wari, mercado. © Gerardo Magallón
© Gerardo Magallón
Ronda Campesina. Huanta. © Gerardo Magallón
El ejercito resguarda la sede del Senado después de la disolución del Congreso por el entonces presidente Alberto Fujimori. 1992. © Gerardo Magallón
Lima. Fujimori tras las rejas de casa de gobierno luego de su autogolpe. © Gerardo Magallón
Lima. Casa de gobierno custodiada luego del autogolpe de Fujimori. © Gerardo Magalló
Pubblicato in Attualità, Cultura, Internazionale

ARCHIVI


Warning: Undefined array key "sfsi_facebook_display" in /home/cubasich/www/nuevo/wp-content/plugins/ultimate-social-media-icons/libs/controllers/sfsiocns_OnPosts.php on line 297

Warning: Undefined array key "sfsi_youtube_display" in /home/cubasich/www/nuevo/wp-content/plugins/ultimate-social-media-icons/libs/controllers/sfsiocns_OnPosts.php on line 323

Warning: Undefined array key "sfsi_linkedin_display" in /home/cubasich/www/nuevo/wp-content/plugins/ultimate-social-media-icons/libs/controllers/sfsiocns_OnPosts.php on line 346