Rapporto annuale sui diritti umani nel mondo: gli Stati Uniti, ancora una volta, mentono spudoratamente su Cuba e tacciono sui loro soprusi

Il rapporto del Dipartimento di Stato classifica gli altri paesi come “buoni o cattivi” secondo le proprie linee guida.

a cura di  Maria Calvo
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Traduzione e aggiunte: GFJ


Washington, 13 aprile (RHC). Gli Stati Uniti hanno pubblicato martedì il loro ultimo rapporto annuale sui diritti umani nel mondo, un documento in cui vengono ignorati i loro problemi interni, mentre si esprimono preoccupazioni per ciò che accade in altri paesi, come Cuba.

Il rapporto del Dipartimento di Stato classifica gli altri paesi come “buoni o cattivi” secondo le proprie linee guida.

L’ampio rapporto, corrispondente all’anno fiscale 2021, è il secondo pubblicato dall’amministrazione di Joe Biden e, come l’anno scorso, condanna l’atteggiamento di Cuba, ma tralascia il fatto che da più di 60 anni il blocco economico, commerciale e finanziario è stato imposto all’isola.

Il ministro degli Esteri dell’isola, Bruno Rodríguez, ha assicurato che gli Stati Uniti stanno mentendo per giustificare le criminali misure di blocco che violano i diritti umani del popolo cubano.

Il progetto di giustizia sociale e solidarietà internazionale di Cuba è un punto di riferimento nella protezione e promozione dei diritti umani“, ha scritto Rodríguez su Twitter.

La sezione dedicata a Cuba nel rapporto degli Stati Uniti si riferisce ai disordini dell’11 luglio 2021, quando centinaia di persone sono scese nelle strade dell’isola incoraggiate dall’estero, confermano le autorità cubane.

Secondo l’Avana, quelle proteste – che hanno avuto luogo nel mezzo di una situazione di tensione causata dal Covid-19 e dal blocco economico – includevano atti violenti e facevano parte di una campagna promossa da Washington per portare al cambio di regime nella nazione delle Antille.

Nel suo testo, il governo degli Stati Uniti sottolinea le presunte violazioni dei diritti degli accusati per la loro partecipazione ai disordini, un processo legale che ha rispettato le garanzie dei detenuti e le leggi del paese, secondo le autorità del sistema giudiziario, ma anche a detta dei parenti degli incriminati e delle loro famiglie.

"Gli Stati Uniti sono il più grande violatore dei diritti umani nel mondo", ha affermato l'ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela al Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, Jorge Valero.

L’amministrazione del nord ha descritto Cuba come uno “stato autoritario” a causa dell’esistenza di una sola forza politica (il Partito Comunista) e del suo sistema elettorale, entrambi stabiliti nella Costituzione della Repubblica, approvata dalla maggioranza dei cubani nel 2019.

Johana Tablada, vice direttore per gli Stati Uniti al Ministero degli Affari Esteri (MINREX), ha detto che la campagna di disinformazione condotta e finanziata da Washington non risponde alla reale situazione dei diritti umani sull’isola.

La diplomatica ha descritto come un discredito per il governo degli Stati Uniti perseguire una politica ingannevole che spreca milioni in una campagna di disinformazione su larga scala contro Cuba, la sua popolazione, il sistema sanitario e le fonti legittime di reddito.

Proprio il giorno prima, la National Urban League (NUL) ha pubblicato un rapporto sulla situazione della popolazione nera negli Stati Uniti nel 2022 e le sue conclusioni erano un riflesso della disuguaglianza e del razzismo sistematico nel paese nordamericano.

La NUL dettaglia che, al di là delle questioni di violenza della polizia, le persone di origine africana sono svantaggiate in aree come il reddito, che è del 37 per cento inferiore a quello dei bianchi, e hanno meno probabilità di beneficiare della proprietà della casa.

Inoltre, le restrizioni in diversi stati sulla capacità di eseguire aborti e la legislazione in circa 20 territori che ostacola l’accesso delle minoranze alle urne minano i diritti riproduttivi e politici di una parte della popolazione statunitense.

Non va dimenticato che gli Stati Uniti sono l’unica economia avanzata al mondo senza ferie o permessi statutari garantiti e, secondo la Confederazione Internazionale dei Sindacati, sono il paese peggio sviluppato in termini di diritti dei lavoratori.

Human Rights Watch, che è molto critico (eufemismo, ndt) nei confronti dei governi di sinistra, ha documentato all’inizio di quest’anno le battute d’arresto nei diritti più elementari dei cittadini negli Stati Uniti, compresi i problemi razziali, gli atteggiamenti verso l’immigrazione e l’eliminazione dei regolamenti che proteggono l’ambiente e la salute pubblica.

Con esempi come quelli menzionati sopra – anche se ce ne sarebbero  molti altri, compresi quelli relativi alla politica estera di Washington – ci si pone la domanda: gli Stati Uniti hanno il diritto di essere l’arbitro dei diritti umani nel mondo? (Fonte: PL)


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