Oltre 500 partiti partecipano all’incontro promosso da Xi Jinping. Cuba presente!

In qualità di segretario generale del Partito Comunista Cinese, Xi Jinping ha ospitato un incontro con oltre 500 leader di partiti politici provenienti da tutto il mondo.

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Adatamento e aggiunte: GFJ

Martedì 6 luglio ha avuto luogo il meeting virtuale tra il Partito Comunista Cinese e i partiti politici del mondo, al quale hanno aderito più di 500 organizzazioni politiche provenienti da oltre 160 Paesi di tutti i continenti. Un grande successo per l’evento organizzato da Xi Jinping, segretario generale del Partito Comunista Cinese e presidente della Repubblica Popolare Cinesepochi giorni dopo le celebrazioni per il centenario del PCC.

Nell’aprire l’incontro, Xi Jinping ha esortato i partiti politici nel mondo ad assumersi le proprie responsabilità per il perseguimento del benessere dei popoli e del progresso dell’umanità, invitando i partiti politici a rafforzare la cooperazione per affrontare le sfide globali, tra cui la pandemia di Covid-19, la disuguaglianza, il terrorismo e il cambiamento climatico: “Il mondo di oggi sta subendo grandi cambiamenti mai visti in un secolo. La multipolarizzazione e la globalizzazione economica del mondo stanno subendo profondi cambiamenti. I Paesi sono interconnessi, interdipendenti e interagiscono tra loro in modo più stretto. Al fine di affrontare le sfide della nuova epidemia di Covid-19, promuovere la ripresa economica e mantenere la stabilità mondiale, la comunità internazionale ha compiuto sforzi ardui”, ha detto il leader cinese.

Tuttavia, Xi ha ricordato anche l’esistenza di guerre, conflitti, carestie e malattie in numerosi angoli del pianeta, ed ha affermato che i Paesi del mondo si trovano oggi di fronte ad una scelta: “Ostilità o rispetto reciproco? […] La scelta è nelle nostre mani e la responsabilità è sulle nostre spalle”. Il presidente ha ribadito la posizione del governo cinese nella promozione della cooperazione multilaterale su scala globale, mettendo da parte le rivalità e le mire egemoniche di alcune potenze, prima fra tutte gli Stati Uniti: “Gli esseri umani sono un tutt’uno e la Terra è una sola casa. Di fronte alle sfide comuni, nessun Paese può sopravvivere da solo, l’unica via d’uscita per l’umanità è lavorare in armonia e convivere in armonia. In quanto forza importante per il progresso dell’umanità, i partiti politici devono indicare la giusta direzione e assumersi la responsabilità storica di cercare la felicità per i popoli e il progresso per l’umanità”.

 

Secondo Xi Jinping, i punti che i partiti politici di tutto il mondo dovrebbero perseguire sono: soddisfare il desiderio dei popoli che anelano alla prosperità e al benessere, all’equità e alla giustizia; sostenere e promuovere i valori comuni di tutta l’umanità, secondo i valori comuni di pace, sviluppo, equità, giustizia, democrazia e libertà di tutta l’umanità; promuovere lo sviluppo, in modo che i frutti dello sviluppo possano beneficiare in modo sempre più equo le persone di tutti i Paesi, in quanto “tutti i Paesi e tutte le nazioni del mondo dovrebbero godere di pari opportunità e diritti di sviluppo”; rafforzare la cooperazione e lavorare insieme per affrontare i rischi e le sfide globali; persistere nel rispettare la natura, conformarci alla natura, proteggerla e costruire insieme una casa verde.

In particolare, facendo riferimento all’attuale pandemia da Covid-19, Xi ha puntato il dito contro “la politicizzazione dell’epidemia” e “la manipolazione politica allo scopo di sabotare lo sviluppo di altri Paesi”. Inoltre ha affermato che i partiti politici dovrebbero lavorare insieme per colmare il “divario di immunizzazione”, lavorando per garantire un accesso equo ai vaccini a tutto il mondo.

Il presidente cinese ha infine lanciato un nuovo monito alle potenze imperialiste che perseguono l’egemonia e che vorrebbero imporre il proprio modello politico ed economico al resto del mondo: “Il giudizio se un Paese è democratico o meno dovrebbe essere fatto dalla sua gente, non dagli altri”, ha detto; e ancora: “Dovremmo opporci alla pratica dell’unilateralismo mascherato da multilateralismo e dire no all’egemonia e alla politica di potere”. Al contrario, “la Cina non perseguirà mai egemonia, espansione o sfere di influenza”.

Tra i partecipanti all’incontro c’era anche il segretario del Partito Comunista del Vietnam ed ex presidente del Paese del sud-est asiatico, Nguyễn Phú Trọng. Il leader vietnamita ha affermato che i partiti politici dovrebbero accompagnare i loro governi per portare felicità al popolo; impegnarsi attivamente negli sforzi per rispondere alle sfide globali; sostenere lo spirito di solidarietà e senso di responsabilità; promuovere il dialogo, rispettare il legittimo interesse dell’altro e conformarsi al diritto internazionale, soprattutto nell’affrontare le differenze. Ha affermato che la questione più urgente dei paesi e dei partiti politici al momento è promuovere la cooperazione internazionale per respingere la pandemia di Covid-19, ripristinare rapidamente lo sviluppo socio-economico e garantire la sicurezza sociale.

Miguel Díaz-Canel, segretario del Partido Comunista di Cuba e presidente della Repubblica di Cuba, si è complimentato con la Cina e con il Partito Comunista Cinese per i risultati raggiunti, ricordando anche l’importante contributo di Mao Zedong nella storia del Paese. “L’efficace battaglia della Repubblica Popolare Cinese contro il Covid-19 e i risultati visibili nell’eliminazione della povertà estrema sono espressioni recenti e ammirevoli di un lavoro basato sulle richieste e sui bisogni del popolo”. Díaz-Canel ha esplicitamente attaccato l’imperialismo statunitense, affermando che il governo degli Stati Uniti, nascondendo deliberatamente i suoi interessi egemonici e di dominio mondiale, tenta di presentare la Repubblica Popolare Cinese come una minaccia alla sua sicurezza, mentre allo stesso tempo si sforza di denigrare l’immagine del Partito Comunista Cinese”. Il presidente cubano ha rinnovato poi l’amicizia che lega l’isola caraibica alla Cina:Siamo uniti dalla determinazione di costruire il socialismo, a partire dalle realtà nazionali; fiducia politica reciproca; una visione comune dello sviluppo sostenibile e la massima preoccupazione per il benessere dei nostri popoli.

Dmitrij Medvedev, ex presidente della Federazione Russa e leader del partito Russia Unita, ha affermato che le relazioni Russia-Cina hanno raggiunto il livello più alto di sempre e continueranno a svilupparsi ulteriormente: “L’URSS è stato il primo paese straniero a stabilire relazioni diplomatiche con la Repubblica Popolare Cinese nel 1949. Sette decenni dopo, le relazioni russo-cinesi di partenariato globale e interazione strategica sono giustamente caratterizzate come le migliori della loro storia”, ha affermato. Medvedev ha inoltre sottolineato lo sviluppo della cooperazione tra Russia e Cina in numerosi settori, ed ha affermato che i due Paesi sono uniti negli sforzi per arginare la pandemia.

Tra gli altri partecipanti di spicco, annoveriamo Aleksandar Vučić, presidente della Serbia e del Partito Progressista SerboEvo Morales, ex presidente della Bolivia e presidente del Movimiento al Socialismo – Instrumento Político por la Soberanía de los Pueblos (MAS-IPSP), Alberto Fernández, presidente dell’Argentina e del Partido JusticialistaCyril Ramaphosa, presidente del Sudafrica e dell’African National Congress (ANC), Filipe Nyusi, presidente del Mozambico e leader del Fronte di Liberazione del Mozambico (FRELIMO), Emmerson Mnangagwa, presidente dello Zimbabwe e segretario dello ZANU-PF (Unione Nazionale Africana Zimbabwe – Fronte Patriottico), Hage Geingob, presidente della Namibia e del partito SWAPO (Organizzazione del Popolo dell’Africa del Sud-Ovest), Denis Sassou Nguesso, presidente della Repubblica del Congo e del Partito Congolese del LavoroSaâdeddine El Othmani, primo ministro del Marocco e capo del Partito della Giustizia e dello Sviluppo, Salva Kiir Mayardit, presidente del Sudan del Sud e leader del Movimento di Liberazione del Popolo del SudanMaḥmūd ʿAbbās, presidente dello Stato di Palestina e leader di al-FatḥNursultan Nazarbayev, ex presidente del Kazakistan e leader del partito Nur Otan (“Patria Radiosa”), Imran Khan, primo ministro del Pakistan e leader del Movimento per la Giustizia del PakistanRodrigo Duterte, presidente delle Filippine e leader del Partito Democratico delle Filippine-Potere della Nazione (PDP-Laban), Hun Sen, primo ministro della Cambogia e presidente del Partito Popolare CambogianoMahinda Rajapaksa, primo ministro dello Sri Lanka e leader del Partito della Libertà dello Sri Lanka, José Luis Centella, leader del Partido Comunista de España, e Giōrgos Papandreou, ex primo ministro della Grecia ed attuale presidente dell’Internazionale Socialista.

Pubblicato in Attualità, Cuba, Internazionale

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