«Non ci sarà pace senza le donne» è il titolo di un recente documentario dei giornalisti Patricia Simón e Álex Zapico, che racconta le violazioni dei diritti umani delle donne palestinesi da parte dell’esercito israeliano.
Simón, inoltre, ha trattato altre notizie sul genocidio palestinese, facendoci conoscere i massacri, le persecuzioni e le torture perpetrate dal sionismo .
Ma vi immaginate se i suoi titoli fossero “La Palestina che non vuole né Netanyahu né la resistenza”? O “Il popolo palestinese vittima di Israele e delle sue organizzazioni”? Riuscite a immaginare se la giornalista attribuisse la colpa del dramma umano e del genocidio palestinese, in maniera equidistante, allo Stato di Israele e alle forze palestinesi? Il rifiuto sarebbe scandaloso. Anche da parte della stampa “progressista” spagnola che, di solito, la assolda per i suoi lavori.
Tuttavia, nel caso di Cuba, un paese sottoposto a un genocidio silenzioso, a una brutale guerra economica da parte degli Stati Uniti che miete migliaia di vittime, la faccenda cambia. E gli stessi giornalisti, che hanno appena visitato l’isola, ci propongono titoli del tipo: «La Cuba che non vuole né Trump né il regime» o «Il popolo cubano, vittima degli Stati Uniti e del regime castrista» .
9. Aprile 2026