5 agosto 1895 muore Friedrich Engels

Friedrich Engels morì a Londra il 5 agosto 1895. Con queste parole Lenin diede l’ultimo addio all’uomo che tanto fece per la costruzione di un mondo socialista: “Dopo il suo amico Karl Marx (che morì nel 1883), Engels fu il più grande scienziato e maestro del proletariato moderno dell’intero mondo civilizzato. Dal momento in cui il fato unì Karl Marx e Friedrich Engels, i due amici dedicarono il lavoro di tutta una vita ad una causa comune […] Questo severo combattente ed austero pensatore possedeva un animo profondamente affettuoso […] Il servizio reso da Marx ed Engels al proletariato può essere espresso con queste poche parole: essi hanno insegnato alla classe operaia a conoscere se stessa e ad avere coscienza di se stessa, ed essi hanno sostituito la scienza a dei sogni. Questo è il motivo per cui il nome di Engels sarà ricordato da ogni lavoratore […] Sia reso sempre onore alla memoria di Friedrich Engels, grande lottatore e maestro del proletariato!”

tratto da I maestri del socialismo

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LA VITA RIVOLUZIONARIA DI FRIEDRICH ENGELS

“Ci si domandava: Che cosa è Dio? E la filosofia tedesca ha risposto: è l’uomo.”

Socialista, nato a Barmen il 28 novembre 1820 da famiglia borghese politicamente conservatrice.
Nel 1838 Engels, senza aver completato le scuole superiori, fu costretto da circostanze familiari a trovarsi un lavoro in un’impresa commerciale come impiegato a Brema. Gli affari commerciali non hanno impedito a Engels di proseguire la sua educazione politica e scientifica. Iniziò a disprezzare l’autocrazia e la tirannia dei burocrati quando ancora era studente. Lo studio della filosofia lo portò oltre. A quel tempo gli insegnamenti di Hegel dominavano la filosofia tedesca, ed Engels divenne un suo seguace. Per quanto Hegel fosse un ammiratore dello Stato autocratico prussiano, al cui servizio fu docente all’Università di Berlino, i suoi insegnamenti erano rivoluzionari. La fede hegeliana nella ragione umana e nei suoi diritti e le fondamentali tesi della sua filosofia sul fatto che l’universo è sempre in un costante processo di cambiamento e sviluppo, portarono alcuni filosofi berlinesi suoi discepoli – quelli che si rifiutavano di accettare la situazione esistente – a concepire l’idea che la lotta contro questa situazione, la lotta contro l’ingiustizia del presente e i suoi mali prevalenti, avesse anch’essa radici nella legge dell’eterno sviluppo.

Mentre accettarono l’idea dell’eterno processo di sviluppo, Marx ed Engels rigettarono i suoi preconcetti idealistici; in relazione alla vita reale, essi videro che non è lo sviluppo della mente che spiega lo sviluppo della natura ma che, al contrario, la spiegazione dello sviluppo mentale può essere derivata dalla natura, dalla materia… a differenza di Hegel e di altri hegeliani, Marx ed Engels furono materialisti. Insieme agli studi filosofici Engels cominciò a intraprendere, pur senza porre fine alle sue attività commerciali, un’attività di propaganda di idee radicali e socialiste in articoli di giornale e discorsi. Dopo aver lavorato come commesso a Bremen ed essere stato arruolato come soldato volontario a Berlino per un anno (nel 1842), si trasferì per due anni a Manchester, dove suo padre era co-proprietario di un’impresa cotoniera.

Qui Engels non stette tutto il tempo seduto in ufficio ma vagabondò per i sobborghi nei quali i lavoratori vivevano ingabbiati ed ebbe modo di vedere con i propri occhi la miseria e la povertà in cui questi versavano. Ma non si limitò alle sole considerazioni personali. Lesse tutto ciò che era già stato precedentemente rilevato da altri sulla condizione del proletariato inglese e studiò accuratamente tutti i documenti ufficiali che poté procurarsi. Il risultato di questi studi e di queste osservazioni fu la stesura di un libro apparso nel 1845: La Condizione della classe operaia in Inghilterra.

Già prima di Engels molte persone avevano descritto le sofferenze del proletariato ed indicato la necessità di aiutarlo. Engels fu però il primo a dire che il proletariato non era semplicemente una classe sofferente e che è, infatti, la vergognosa condizione economica in cui vive il proletariato a guidarlo in modo inarrestabile verso la sua lotta per la definitiva emancipazione, la quale poteva arrivare solo attraverso il socialismo.

Nel 1844 lavorò per il Deutsch-Französische Jahrbücher, pubblicato a Parigi da Arnold Ruge e Karl Marx. Lo stesso anno tornò a Barmen e l’anno successivo partecipò all’assemblea comunista organizzata da Moses Hess a Elberfeld. Quindi, fino al 1848, visse tra Parigi e Bruxelles. Nel 1846 si unì, con Marx, alla Lega dei Comunisti (organizzazione segreta tedesca) e rappresentò i comunisti parigini ai due congressi che la Lega tenne a Londra nel 1847.

Su istruzione della Lega egli scrisse, con Marx, il Manifesto Comunista indirizzato ai “proletari di tutti i paesi”, pubblicato pochi mesi prima della rivoluzione del febbraio 1848. Nel 1848 e nel 1849 Engels lavorò a Colonia per la Neue Rheinische Zeitung pubblicata da Marx, e, dopo la sua soppressione, contribuì nel 1850 alla Politisch-oekonomische Revue. Egli assistette alle rivolte di Elberfeld, Palatinate e di Baden e partecipò come volontario alla campagna di Baden-Palatinate. Dopo la sconfitta dei ribelli di Baden, Engels tornò in Inghilterra come rifugiato e riprese a lavorare a Manchester nell’impresa del padre. Con questo suo lavoro egli rese possibile a Marx la continuazione della stesura del Capitale. Nel 1869 egli decise di ritirarsi dagli affari e l’anno seguente raggiunse l’amico e compagno Marx a Londra.

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Monumento a Marx e Engels, Berlino

I due ripresero a lavorare congiuntamente. Il risultato di questa “ri-unificazione” fu, per Marx, il Capitale, il più grandioso lavoro di politica economica dei nostri tempi, e, per Engels, uno svariato numero di lavori fondamentali come La guerra dei contadini in Germania (1850), Rivoluzione e controrivoluzione in Germania (1852), Anti-Dühring (1878), L’evoluzione del socialismo dall’utopia alla scienza (1880), Storia e lingua dei Germani (1882), Dialettica della natura (1883), L’origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato (1884), Ludwig Feuerbach e il punto d’approdo della filosofia classica tedesca (1886). Engels, con questi scritti, si occupò di problematiche scientifiche più generiche e di diversi fenomeni del passato e del presente, analizzati nell’ottica della concezione materialistica della storia e dell’economia politica marxiana.

Durante il lungo periodo passato in Inghilterra, Engels non smise mai di lavorare per l’Internazionale, sorta nel 1864, all’interno della quale ricoperse il ruolo di Segretario per l’Italia, la Spagna e il Portogallo. Marx morì prima di poter dare gli ultimi ritocchi al suo vasto lavoro sul capitale. Le linee generali conclusive erano però già state tracciate e, dopo la morte del suo amico, Engels si assunse l’oneroso compito di sistemare e pubblicare il secondo ed il terzo volume del Capitale. Dopo la morte di Marx, Engels continuò da solo la sua attività di leader e consigliere dei socialisti europei. I suoi consigli e le sue istruzioni erano ricercati con pari intensità sia dai socialisti tedeschi, la cui forza, nonostante le persecuzioni del Governo, cresceva con costanza e rapidità, sia dagli spagnoli, dai rumeni e dai russi, che erano costretti a ponderare e soppesare tutti i loro primi passi. Tutti loro trassero insegnamenti dal bagaglio di conoscenze e dall’esperienza dell’ormai vecchio Engels.

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Friedrich Engels morì a Londra il 5 agosto 1895. Con queste parole Lenin diede l’ultimo addio all’uomo che tanto fece per la costruzione di un mondo socialista: “Dopo il suo amico Karl Marx (che morì nel 1883), Engels fu il più grande scienziato e maestro del proletariato moderno dell’intero mondo civilizzato. Dal momento in cui il fato unì Karl Marx e Friedrich Engels, i due amici dedicarono il lavoro di tutta una vita ad una causa comune […] Questo severo combattente ed austero pensatore possedeva un animo profondamente affettuoso […] Il servizio reso da Marx ed Engels al proletariato può essere espresso con queste poche parole: essi hanno insegnato alla classe operaia a conoscere se stessa e ad avere coscienza di se stessa, ed essi hanno sostituito la scienza a dei sogni. Questo è il motivo per cui il nome di Engels sarà ricordato da ogni lavoratore […] Sia reso sempre onore alla memoria di Friedrich Engels, grande lottatore e maestro del proletariato!”

[Per approfondire la vita e il pensiero di Engels si consiglia, oltre alle opere citate sopra, la lettura de: “La vita rivoluzionaria di Friedrich Engels” di Hunt Tristram]

Leggi anche:

Friedrich Engels: “Principi del Comunismo” (1847)

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