Chávez 2013-2023: la filosofia di pace del Comandante

Questo articolo del filosofo messicano Fernando Buen Abad, apparso nel 2014 su Aporrea, ci illustra la filosofia di pace coltivata da Hugo Chavez. Un pensiero estremamente attuale in un periodo storico dove la pace viene declinata come invio di armi a un regime neonazista in Ucraina impegnato in una guerra per  procura con la Russia. 

di Fernando Buen Abad Domínguez 
Fonte:
Fonte italiana (traduzione): l’AntiDiplomatico

Cosa pensava del pensiero

Hugo Chávez sapeva che in società come la nostra, soggiogate, schiavizzate e umiliate dal capitalismo, la filosofia è importante e la sua ricchezza è importante come motore del cambiamento, come espressione del pensiero per elevare la coscienza, per arricchire l’organizzazione e per cementare la certezza che l’unica cosa nuova possibile, se vuole essere nuova e veramente possibile, deve essere socialista. E poiché sapeva tutto questo, Chávez ha fatto della filosofia uno strumento indispensabile, ma ha anche usato l’umorismo nero e il sarcasmo contro i filosofi borghesi, professionisti dell’inganno, e contro gli esperti del dotto oscurantismo.

Non c’è dubbio su quanto il presidente venezuelano Hugo Chávez sia sempre stato interessato alla filosofia. Non c’è dubbio sul suo amore per la conoscenza e per l’apprendimento delle idee che raccoglieva nelle sue letture permanenti… non c’è dubbio sul posto che ha dato alla filosofia e soprattutto al filosofare socialista, anche in spazi in cui si è distinto per la sua assenza e persecuzione. Tuttavia, Hugo Chávez è stato un critico severo del filosofare dilettantesco. Più volte ha ironizzato, a destra e a sinistra, su tutto il pensiero filosofico che si è rivelato inutile, oscuro, contorto ed elitario. Non perdeva occasione per fare satira sulla verbosità filosofica, infarcita di retorica e astrazioni.

Hugo Chávez ha capito l’urgenza di una filosofia utile per vivere contro ogni individualismo e ingiustizia. Una filosofia che sia produttiva, pratica… umana e vitale, che contribuisca a forgiare la morale e la politica contro ogni forma di catene… Una filosofia che serva a ispirare il popolo con i valori della libertà, dell’uguaglianza e della solidarietà rivoluzionaria. Filosofia impegnata nel progresso scientifico e tecnologico e, infine, filosofia per trasformare il mondo verso il socialismo. Questa è l’importanza e l’utilità di una filosofia che non può rimanere muta, indifferente o conformarsi a questo mondo così come lo ha lasciato il capitalismo. Una filosofia critica, piena di valori di giustizia, libertà, uguaglianza, dignità umana, impegnata a chiarire e rivendicare la forza organizzata dei lavoratori pronti a prendere d’assalto i cieli.

Ovunque nel mondo la “destra” si riunisce, qua e là. Organizzano “riunioni”, “congressi”, “assemblee”… per pensare a come uscire dai loro disastri e dalle loro crisi. Assumono clown e pagliacci di ogni tipo, bisognosi di credibilità e illusionismo. Si riuniscono in permanenza, una volta qui, una volta là. Si incontrano a Rosario, a Puebla, a Guanajuato… solo per citarne alcuni. Vi partecipano i più famosi dei peggiori. Seducenti leader studenteschi, presidenti di partiti nazifascisti, ex funzionari del fallimento neoliberale e figure imprenditoriali responsabili del disastro economico, nazionale e globale, che ci ha portato dove siamo. Si riuniscono per “pensare” a come uscirne “indenni” (loro) mentre noi paghiamo per il loro saccheggio di ‘pachanga’. E vogliono che li ringraziamo per questo. Banchieri, proprietari terrieri e uomini d’affari che filosofeggiano su come prolungare la vita del capitalismo. A qualsiasi costo.

La pace come tema privilegiato per pensare e fare

Hugo Chávez ha insistito più volte sulla promozione di idee e azioni per la Pace. Ha definito il capitalismo come il nemico storico numero uno della Pace e ha insistito sulla battaglia delle idee verso il socialismo per raggiungere una vera Pace socialista, per sviluppare al massimo il potenziale degli esseri umani nell’industria, nell’agricoltura, nella scienza e nella tecnologia. Pensare e fare la Pace per realizzare l’enorme potenziale degli esseri umani liberi, verso un’umanità consapevole delle necessità e della lotta per ridurre al minimo le ore di lavoro, per ridurre le ore di schiavitù e per permettere a se stessa di sviluppare qualsiasi potenziale fisico, intellettuale o spirituale. Pace affinché l’umanità possa passare, il prima possibile, “dal regno del bisogno al regno della libertà“. Milioni di persone si stanno già muovendo con il risveglio di nuove idee per cambiare la società. Non c’è più spazio per il cinismo, lo scetticismo e la demoralizzazione. Il capitalismo deve morire per il bene dell’umanità, il prima possibile. È tempo di approfondire la lotta per la Pace.

Chávez è stato un pensatore trasparente che ci ha permesso di vedere attraverso di lui il movimento rivoluzionario di un popolo, dal basso, di cui non era un traduttore o un intermediario mediatico, ma una voce dello spirito di questo popolo in ascesa “L’ho già detto. Sono convinto che la via per costruire un mondo nuovo e migliore non sia nel capitalismo. Il capitalismo ci porta dritti all’inferno“. Hugo Chávez

La pace è anche una lotta

Le idee di Chávez hanno anche l’obiettivo culturale di mobilitare un esercito rivoluzionario di semantici, un esercito di riservisti della comunicazione creativa con semiosi rivoluzionaria permanente e solidarietà mondiale in grado di rendere visibile ogni trionfo (e ogni sconfitta) che si produce dal basso proprio perché siamo in marcia rivoluzionaria.

L’opera filosofica di Hugo Chávez ha rotto i canoni e i sillabari con cui molti addetti ai lavori e sapientoni vanno in giro per il mondo a vendere verità tascabili. Hugo Chávez ha passato ore a spiegare piani e tattiche sulla lavagna elettrica della TV e della radio, piena di sguardi… insegna, impara, denuncia, esige… parola per parola. Parla con forza di politica, di politica e contro certi politici che hanno paura di sporcarsi le scarpe. Nelle idee di Chávez c’è la lotta contro la barbarie e l’enorme elenco di problemi turbolenti. Ora sappiamo chi è chi. Questo aiuta certamente a chiarire il problema del movimento operaio e della comunicazione necessaria in una rivoluzione. Chávez si trova all’apice di una certa logica in cui convergono linee storicamente tracciate, è lui stesso un punto di riferimento nell’immaginario rivoluzionario, ma un punto di fuga che dà prospettiva al processo molto complesso di trasformazioni ideologiche, politiche, etiche ed estetiche avviate in Venezuela non per magia ma per un processo rivoluzionario in corso. Chávez possiede un’intuizione e una prassi comunicativa di carattere pendolare che va avanti e indietro dal progetto alla rivendicazione. Dai piani alle critiche, dalle parole ai fatti.

È vero che la filosofia si comporta spesso come un’arma da guerra nella battaglia semiotica che Chávez ha combattuto, ma è un’arma che accetta solo munizioni sociali di base. Non funziona senza, è la sua pietra filosofale, che le permette di scoprire e trasformare la realtà. Egli basa il suo discorso su una sintesi finissima che ha bisogno della dialettica della lotta perché commemora e denota, ricorda e significa la vita quotidiana, la prassi rivoluzionaria. Politica e comunicazione coincidono, diventando poesia e filosofia della rivoluzione. La coscienza della critica e la critica della coscienza coincidono. A volte di più, altre volte meno. L’arsenale filosofico di Hugo Chávez contiene la creazione letteraria, i canzonieri popolari, le geografie, i colori, gli odori, i sapori, la storia, la psicologia, la semiotica… come parola creativa e saggezza di un discorso poetico fatto senza pedanteria ed esibizionismo… che scaturisce dalla verità stessa della lotta che Chávez non “fa” per sé.

Chávez è il protagonista di una filosofia di un personaggio multiplo che è se stesso nella pelle di tutti. Vecchio, adolescente, creolo, meticcio, militare, contadino, operaio… giocatore di baseball, conserva nel suo volto i volti di un popolo che ha un po’ di tutto, compreso il sorriso fresco, le difficoltà, le paure e i dolori. È la vita stessa di un Paese ferito da colpi, bugie, furti e crimini. Ma perché il senso filosofico di Hugo Chávez abbia effetto, le idee e le azioni della rivoluzione devono moltiplicare il loro significato nel pensiero che dà una direzione rigorosa e univoca alla rivoluzione stessa. La figura del Presidente Chávez non è quella di un filosofo in senso convenzionale, è la costruzione totalizzante di una società come organismo di unità di senso in piena rielaborazione rivoluzionaria.

Tale esperienza di filosofia, che è un essere sociale vivente mosso da ritmi simili a quelli che governano gli esseri viventi in generale, è espressione dello stato attuale dell’umanità, della sua valutazione, degenerazione o emancipazione. È un modo di filosofare nella prassi che interviene per mobilitare forze sopite in essa dopo anni di assopimento e brutalità, procede verso una ribellione, assente fino ad oggi negli “intellettuali”, in molti uomini di scienza e in non pochi filosofi… procede come procedono i popoli in rivolta che non trasformano la rivoluzione in un “dono”, in filantropia, ma che modificano le culture, i valori, i mezzi, le forze, a partire dalle loro basi, affinché diventino nuclei di energia rivoluzionaria.

Hugo Chávez ha trasformato il suo amore per la filosofia in un forum di educazione politica popolare basato sullo studio concreto con l’obiettivo principale di organizzare e orientare il popolo in termini di sentimenti e pensieri contro l’imperialismo e per la rivoluzione.

La pace socialista non è un’entelechia

E naturalmente è costato molto avanzare, per lunghi tratti e per brevi tratti, nelle idee e nell’azione, nel dibattito e nella coincidenza, con mediazione e nell’immediato… è costato molto recuperare il socialismo come bussola e come esame permanente. Filosofare per la Pace, che ha occupato ore del pensiero di Hugo Chávez, non può essere ridotto a una definizione da dizionario perché il problema non si chiude in una parola, è una nozione filosofica sostanziale, è una tappa di coscienza e di azione, è una tappa indispensabile per le nostre lotte ed è un patrimonio emblematico e categorico che ci rende responsabili del suo valore teorico-politico e del suo peso tattico e strategico.

Siamo in tempo per valutare le dimensioni e la portata delle offensive in corso contro la Rivoluzione del popolo venezuelano. Siamo in tempo per dotarci degli strumenti per smascherare le calunnie e i “nuovi” trucchi sporchi che si stanno preparando nei laboratori della guerra ideologica e nelle “situation rooms” delle oligarchie. Siamo in tempo per qualificare e quantificare i fronti che il capitalismo sta preparando per far deragliare la Rivoluzione verso il sogno dorato di impadronirsi del petrolio, delle risorse naturali, della posizione geopolitica e della forza lavoro del popolo venezuelano. Siamo in tempo per prepararci oggettivamente e soggettivamente a resistere all’offensiva e a sconfiggerla combattendo, spalla a spalla, con ogni venezuelano che dà la vita per difendere i progressi socialisti per loro e per il mondo intero.

Questa è la difficoltà di convertire qualsiasi nozione di pace in un piano d’azione, come Hugo Chávez ha capito molto bene. Non c’è dubbio che Chávez sognava di generare dal Venezuela una mobilitazione filosofica mondiale per portare la lotta di classe su un piano più avanzato. Oggi è straordinariamente chiaro che la rivoluzione venezuelana e la sua leadership nei dibattiti sulla pace vanno a vantaggio di tutti noi, perché si è posta l’obiettivo di sconfiggere il capitalismo e questo è un grande esempio, un’ispirazione e un magnifico risultato. Deve essere ampliato e approfondito.

È necessario garantire la Pace, come pensava Chávez, affinché la Rivoluzione venezuelana possa avanzare in termini di salute, casa, educazione e lavoro… questi sono, tra le mille cose, un dono e una scuola che, nel brevissimo tempo in cui la rivoluzione è in corso, ha già prodotto benefici diretti e indiretti per molti popoli e compagni latinoamericani (e non solo). Il Venezuela, con la sua rivoluzione socialista, ci ha dato la certezza definitiva che la lotta per la dignità porta al trionfo delle più profonde e sincere aspirazioni democratiche dei popoli. La parola di questo Venezuela rivoluzionario è oggi nel mondo una parola di Pace, di speranza e di impegno che incoraggia molti e risveglia i popoli. “Siamo tutti filosofi, ma ci sono alcuni che sono più filosofi di altri, io, per esempio, nuoto sulla riva, mentre Fidel, lui sa nuotare negli abissi...”. Hugo Chávez.

Pubblicato in Attualità, Cultura, Internazionale

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