I giovani, il popolo e la Cuba di oggi

A Cuba essere giovani è sinonimo di cambiamento, progresso, futuro. Essere giovani è, in ogni caso, affrontare le sfide e creare o ricreare uno spazio per il pieno sviluppo e il futuro. Trasformare i problemi in opportunità, in soluzioni, essere la forza motrice della società.

Autore: Raciel Guanche Ledesma
Fonte:
Traduzione e aggiunte: GFJ

In questi tempi complessi in cui un discorso ostile viene imposto contro Cuba dai media mainstream che fanno apparire, in modo incoerente, che un’intera società naufraghi nel caos. Tuttavia, ormai dovremmo essere immuni a quegli spauracchi che trovano nello show mediatico l’alleato perfetto per costruire una realtà che tutti sappiamo che non esiste e che non si basa su un sentimento maggioritario del popolo.

Basta passare in rassegna uno qualsiasi di questi articoli, a caso, per leggere asserzioni che tendono a generalizzare posizioni minoritarie e che possiedono al loro interno una distorsione semantica. Certo, tutti i giovani di oggi non la pensano allo stesso modo e credo che se non ci fosse una pluralità di idee, forse la nostra vita e la nostra ragione sociale sarebbero davvero molto tristi. Ma affermare categoricamente che c’è un distacco da parte nostra dalla causa della Rivoluzione e del socialismo è quantomeno discutibile. Anzi è banale e falso.

Chi sogna realtà parallele di fronte all’irrisorio si prenderà in giro per sempre. E questo è qualcosa che i media mainstream sembrano assumere come premessa, perché cercano di ingannare prima se stessi e poi gli altri. Quello che è certo è che a Cuba è vivo un ideale progressista e antimperialista che nessuno può nascondere, per quanto si sforzi a farlo.

Los jóvenes, figuras clave en debates constitucionales en Cuba

Ciò è stato ratificato dal popolo cubano appena due anni fa, quando la nuova Costituzione della Repubblica è stata approvata con l’86,85% dei voti. In particolare, noi giovani siamo stati i protagonisti di quella costruzione legittima e unitaria della nostra realtà, dove nessuno ci ha imposto criteri e dove abbiamo potuto avallare ciò che riteniamo sia meglio per il futuro del paese.

Tra i paragrafi che consideriamo non negoziabili della Magna Carta c’è l’articolo 4, che afferma il carattere irrevocabile del socialismo e, quindi, quello di non tornare mai a un modello basato sul capitalismo. Questa, senza dubbio, è la prova più importante dell’appoggio della maggioranza che il governo e il nostro sistema politico ricevono oggi.

Ma l’importante non è approvare, anche se è di grande valore, ma agire in ogni contesto con quei precetti che difendiamo. Il trionfo del socialismo sta anche nel riunire, unire le masse, e in questo difficile anno abbiamo avuto la fortuna di raggiungere in qualche misura entrambi gli obiettivi. Il solo fatto che migliaia di studenti universitari si siano uniti al lavoro produttivo e al confronto diretto con il COVID-19, non rappresenta forse un gesto di unità intorno a un ideale?

A questa domanda dovrebbero rispondere i media mainstream nelle loro pagine, anche se per noi è tutto molto chiaro. Se c’è una cosa su cui sono d’accordo con le loro opinioni, è quando affermano che questa gioventù è “ribelle” e “disponibile”, ma dimenticano che è sempre stato così. Omettono l’autenticità e l’autonomia del pensiero critico che si esercita dalle università cubane, quelle che frequentava Fidel e che oggi il Presidente della Repubblica porta avanti per costruire un modello migliore di paese tra tutti noi.

Visti gli ultimi avvenimenti in cui è chiara la posizione annessionista di un piccolo gruppo di persone, sembra che a Cuba le aspirazioni di pochi debbano venire prima del popolo. Ancora una volta hanno sbagliato società, perché, come ha detto l’eminente politico Fernando Martinez Heredia: “questo popolo ha già esercitato la giustizia sociale, la libertà e pensa con la propria testa e si è abituato a farlo“.

È indubbio che molto resta da perfezionare nel nostro sistema sociale socialista e lo sappiamo. Tuttavia, questo progresso deve essere fatto nel rispetto della ferma decisione delle maggioranze. Nessuno può imporre a una società cambiamenti diversi da quelli che i giovani e il popolo vogliono fare liberamente, nell’esercizio della cultura, degli ideali, dei progetti e della sovranità del paese.

Pubblicato in Attualità, Cuba, Internazionale

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