Tutto quello che devi sapere (e non vi hanno detto) sulle elezioni parlamentari russe. Oggi e sempre la Russia, domani e sempre Cuba, Venezuela, Nicaragua…

Mosca, il Ministero degli Esteri, Foto: GFJ, 18 settembre 2021

Sappiamo che chiunque sia il presidente degli Stati Uniti – e chiunque siano i parlamentari europei – la politica internazionale sarà sempre la stessa. L’ establishment americano vuole continuare a far credere alla comunità mondiale di essere un esempio di democrazia. E per più di un mese non si conobbe in quel modello di democrazia perfetta chi fosse il presidente eletto dal popolo americano. Immaginiamo se ciò accadesse in un paese come Cuba, il Venezuela, Nicaragua! In Venezuela, per esempio, sono stati forniti, in tutte le elezioni, i risultati nello stesso giorno. Sono figure esatte, giuridiche, con tutte le verifiche che hanno avuto luogo e sono pendenti, come stabilito dal Consiglio Elettorale Nazionale. È un processo automatizzato e trasparente, con monitor internazionali. 

di Marinella Mondaini, Scrittrice, giornalista, traduttrice. Vive e lavora a Mosca
Aggiunte: GFJ

In totale la Commissione Centrale elettorale aveva registrato le liste di 14 partiti politici, fra i quali: il “Partito dei Pensionati”, per la Giustizia Sociale”- che ha raggiunto il 2,46%; il Partito di opposizione “Jabloko”, fondato nel 1993, ha raggiunto l’1,33%; il Partito “Comunisti della Russia” ha raggiunto l’1,27%; il partito dei “Verdi” – con lo 0,91%;  il partito “Patria”, che ha raggiunto lo 0,80%; il “Partito Russo della Libertà e Giustizia” – ha raggiunto lo 0,77%; il Partito “Alternativa Verde”- con lo 0,64%;  il “Partito della Crescita” – con lo 0,52%;  il Partito “Piattaforma civile”, di destra, liberale-conservativo, fondato nel 2012 da un imprenditore oppositore, all’ultimo posto con lo 0,15%.  I membri del Parlamento vengono eletti per cinque anni secondo un sistema misto: 225 in base a liste di partito e 225 nei collegi uninominali in un turno.

Si sono concluse in Russia le votazioni, durate tre giorni, in cui i russi hanno scelto i deputati per la Duma di Stato; in nove soggetti della Federazione Russa hanno scelto i capi delle regioni e in altri 39 soggetti hanno scelto i Parlamenti regionali, contemporaneamente si sono tenute anche le elezioni municipali. Dunque, l’Occidente ha il coraggio di dire che qui siamo in dittatura? Che non c’è democrazia? Qui è il popolo che elegge…

Nonostante queste elezioni in Russia siano state molto difficili per i numerosi fake, i cyber attacchi di inaudita gravità (il 50% sono arrivati dagli Stati Uniti, il 25% dalla Germania, dai paesi baltici e Polonia, un 10% dalla Russia e 5% dalla Cina), nonostante i tentativi di discreditarle, hanno avuto un totale successo, sono state trasparenti e assolutamente legali, molto ben organizzate, caratterizzate da grande affluenza: il 51,68%.

La Commissione Centrale elettorale ha elaborato il 99,84 % dei bollettini e i risultati per ora sono questi: nella Duma di Stato entrano otto partiti, cinque parlamentari e tre non parlamentari. Il partito “Russia Unita” ha raccolto la maggioranza dei voti, garantendosi la maggioranza costituzionale, col 49,83%; al secondo posto il Partito Comunista di Ghennadij Zjuganov – ha il 18,94%, è significativamente cresciuto, soprattutto a oriente della Russia; al terzo posto il Partito liberal-democratico di Zhirinovskij col 7,52% (diminuito rispetto a prima);  poi “Russia Giusta – per la Verità”, che ha il 7,47% e la sensazione di queste elezioni: il nuovo partito “Nuova Gente” (di centro-destra) con il 5,33%.  I 5 partiti hanno superato la barriera del 5%.

In totale la Commissione Centrale elettorale aveva registrato le liste di 14 partiti politici, fra i quali: il “Partito dei Pensionati”, per la Giustizia Sociale”- che ha raggiunto il 2,46%; il Partito di opposizione “Jabloko”, fondato nel 1993, ha raggiunto l’1,33%; il Partito “Comunisti della Russia” ha raggiunto l’1,27%; il partito dei “Verdi” – con lo 0,91%;  il partito “Patria”, che ha raggiunto lo 0,80%; il “Partito Russo della Libertà e Giustizia” – ha raggiunto lo 0,77%; il Partito “Alternativa Verde”- con lo 0,64%;  il “Partito della Crescita” – con lo 0,52%;  il Partito “Piattaforma civile”, di destra, liberale-conservativo, fondato nel 2012 da un imprenditore oppositore, all’ultimo posto con lo 0,15%.  I membri del Parlamento vengono eletti per cinque anni secondo un sistema misto: 225 in base a liste di partito e 225 nei collegi uninominali in un turno.

Gennadij Andreevič Zjuganov (in russo: Геннадий Андреевич Зюганов), Presidente del CC del Partito Comunista della Federazione Russa. Negli anni ottanta Zjuganov si pone contro la perestrojka e la glasnost' di Michail Gorbačëv, facendo del dipartimento propagandistico del partito un focolaio di protesta contro i due tentativi di riforma. Contrario alla dissoluzione dell'URSS, avversa anche Boris El'cin e Aleksandr Nikolaevič Jakovlev, contro il quale pubblicò, nel maggio del 1991, un articolo molto critico intitolato Architetto tra le rovine. Il 14 febbraio 1993 è tra i fondatori del Partito Comunista della Federazione Russa, del quale è fin dall'inizio portavoce, membro del comitato centrale e segretario nazionale. Alle elezioni presidenziali del 1996 il Partito Comunista ottiene il 32% dei voti al primo turno e il 40,3% dei consensi al ballottaggio, venendo sconfitto da Eltsin.

Oggi il Partito Comunista di Zjuganov, molto critico verso “Russia Unita” perché a suo parere “conduce una politica mortale per la Russia”, ha detto di vedere “soffiare il vento della rinascita da est”, inoltre ha dichiarato di non riconoscere i risultati della votazione elettronica per la città di Mosca, dove, secondo i dirigenti del Partito avrebbero vinto i loro candidati, se non fosse stato per questa “famigerata votazione elettronica” che avrebbe spazzato via la loro vittoria, non ammettono tale sistema di votazione e “Russia Unita” a Mosca vince dappertutto. La dichiarazione va a favore dei molti svariati fake che già circolavano riguardo la votazione elettronica, che la stampa occidentale, compresa l’italiana, veicola come verità. C’è anche un fatto curioso: ultimamente i seguaci di Navalnij (il quale naturalmente non ha votato perché si trova in prigione) hanno esortato a votare per il Partito Comunista, per fare dispetto a “Russia Unita”- il “partito di Putin” (come dicono, Putin non ne fa più ufficialmente parte, tuttavia lo sostiene) Ciò ha dato adito a nuove macchinazioni per la campagna anti Putin…

Riguardo la trasparenza delle votazioni, oltre alla Russia c’è un altro paese al mondo dove in regime di tempo reale viene ripresa in diretta la situazione da tutti i seggi, si può vedere attraverso la video camera tutto ciò che avviene nelle commissioni? Per esempio in America non sono stati ammessi gli osservatori del Partito Conservatore nemmeno ai seggi, ma l’Ue ha ingoiato e taciuto. Ora la Ue confeziona fake per la Russia.

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha appena fatto una dichiarazione ufficiale, secondo cui non riconoscono “le elezioni parlamentari in Russia sul territorio sovrano dell’Ucraina” (intendono la Crimea russa) tuttavia ai russi la notizia fa sorridere, tanto non è importante per loro.

Mosca, la Duma

E ora solo un confronto: il monitoraggio delle elezioni della Camera Bassa del Parlamento del Bundestag sarà realizzato solo da quattro osservatori internazionali, mentre le elezioni nella Duma di Stato della Russia sono state monitorate da 245 rappresentanti di 59 paesi del mondo, 10 organizzazioni internazionali e 57 diplomatici accreditati a Mosca e questo l’Unione Europea lo definisce “insufficiente”! Lo ha dichiarato oggi Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri russo, – cosa pensa la Ue dei suoi membri? Potrà dare una valutazione precisa delle elezioni in Germania?”

Secondo i politici di “Russia Unita” il successo è tutto meritato perché il partito ha dimostrato coi fatti che costruisce e sviluppa il paese.  Tuttavia, bisogna anche dire che sono molto cresciuti gli indici di due forze di sinistra: il partito Comunista e il partito “Russia Giusta – Per la Verità”, una nuova sfida.

E infine non posso non concludere con una notizia importante e cioè che un’altra forza è entrata in campo nel panorama della Russia, è “la scelta russa sulla linea del fuoco”, la scelta fatta sul fronte, intendo dire gli elettori del Donbass che sono già diventati cittadini della Federazione Russa. Per la prima volta dalla caduta dell’Unione Sovietica, i cittadini del Donbass votano insieme ai cittadini della Russia! Centinaia di autobus per tre giorni hanno trasportato gli elettori a votare di persona nella regione limitrofa di Rostov sul Don, mentre 150.000 hanno votato on line. Sono andati a votare nonostante le bombe e i feriti, per poter vedere presto la pace sulla propria terra e la rinascita futura insieme alla Russia. Ora il futuro della Russia dipenderà in parte anche da loro. Un avvenimento storico per il Donbass, che l’Ucraina continua a bombardare e promette di punire tutti coloro che hanno votato per il Parlamento della Federazione Russa.

 

Russia, elezioni regionali: il governatore comunista vince con l’83% nella terra natale di Lenin

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Il candidato comunista Aleksej Russkich è stato eletto governatore dell’oblast’ di Ul’janovsk con una schiacciante maggioranza dell’83%. Russia Unita mantiene il governo della maggioranza delle regioni. (Leggi tutto)

Pubblicato in Attualità, Cuba, Internazionale

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