Cuba, 26 Marzo, ieri e oggi

26 marzo 1959: a Cuba, agenti cubani interrompono un piano della CIA statunitense per assassinare Fidel Castro (ECURED).

Fonte: https://www.resumenlatinoamericano.org/
Traduzione e aggiunte: GFJ

Cuba. «Il 26 marzo 2023 voto per una nazione che affratella i popoli»

Non erano passati tre mesi e stavano cercando un modo per commettere il magnicidio. Il massimo leader della Rivoluzione era nel mirino dell’arma imperialista. Il regime dittatoriale del mondo stava lavorando dal primo minuto del 1959 per spazzare via il popolo cubano, il suo esempio rivoluzionario di società con un progetto di liberazione e il suo leader, che si era dimostrato una vera forza di attrazione per le classi lavoratrici del mondo. Ma la CIA ha fallito quasi 650 volte. I mutevoli volti pubblici dell’impero, le cariche direttive erano, sono, servi al servizio degli assassini che si arricchiscono a spese del nostro lavoro. E poi è ci pensò Fidel.

I collaborazionisti del gruppo di capitalisti neoliberisti e globalisti tacciono, mantengono un vuoto di informazioni sulle prossime elezioni del popolo cubano del 26 marzo. Ci sono casi di falsificazione, di menzogna da professionisti ben remunerati, per lasciare dubbi nella mente di chi dall’esterno non conosce il carattere delle elezioni a Cuba, elezioni di delegati che partono dalla base popolare, a cui chi vuole può presentarsi,- facendo conoscere i propri meriti – per optare per un seggio nel Parlamento della nazione. Non deve spendere nulla, deve dimostrare dedizione alla causa popolare, alla trasformazione sociale nella giustizia e nell’uguaglianza.

"Il blocco è un atto di guerra", questo è un principio accettato nel Diritto Internazionale sin dalla Conferenza Navale di Londra del 1909. Tuttavia, dal 3 febbraio 1962, quando il Presidente John F. Kennedy appose la sua firma, decretando questa politica illegale contro Cuba, i continui inquilini della Casa Bianca, sia repubblicani che democratici, l'hanno ratificato con il pretesto banale e falso che si tratta di una "questione bilaterale".

Il Paese ha grandi difficoltà, grandi carenze, un grande programma per migliorare perché ciò è possibile. Servono tuttavia le forze di tutta la popolazione e con l’attenzione dal basso, che spiazza il regime imperialista. Con il rafforzamento organizzativo finale, il Paese diventerà più partecipativo, si percepirà una maggiore unità a livello di impegno attivo. Fare di necessità virtù, e il popolo cubano, il popolo che è il governo rappresentato a di fronte al mondo nel suo Parlamento, pianterà ancora una volta il paletto appuntito del voto, come già ci ha mostrato la storia, nel cuore del blocco illegale, unilaterale e genocida, e sarà in quest’ora della nascita di un mondo che, pur dovendo ancora nascere, conosce già il suo passato. Non c’è vista migliore di quella dall’alto della storia.

Rimanere in piedi, mantenere vive le conquiste; risorgere sempre. Queste sono tattiche essenziali della resistenza cubana

Fidel si sentirà ancora più orgoglioso di quanto lo sia sempre stato della resistenza del popolo a cui appartiene. Il gruppo di capitalisti imperiali e i loro scagnozzi subiranno uno shock. E i popoli, le classi lavoratrici, applaudendo, seguiranno con il cuore palpitante ciò che viene proiettato dal popolo fraterno con cui imparano a dire “posso farcela“.

Rompere il blocco criminale è anche diffondere la democrazia popolare cubana, rompere il blocco è incoraggiare la solidarietà internazionalista e lavorare per essa, rompere il blocco imperialista su Cuba è muovere ogni governo ad affrontare e disobbedire al divieto illegale per stabilire relazioni normali con Cuba, la nazione che aiuta chi ha bisogno, e vota il 26 marzo per i suoi eletti dal basso perché rispetta se stessa, con Diaz Canel come successore di Fidel.


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